“Manteniamo la visione che i prezzi del petrolio rimarranno sostenuti nei prossimi mesi, che in parte sostiene la nostra view positiva sulle materie prime in generale per il 2026“, ha affermato Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management.
Il report sottolinea come i prezzi dell’oil siano rimasti indietro rispetto ad altre commodity quest’anno a causa di una crescita della domanda più lenta del previsto e di un’offerta ampia dalle Americhe e dall’OPEC+. Tuttavia, Ubs GWM non vede un eccesso di offerta. Al contrario, con l’attenzione del mercato che si sposta gradualmente sulla stagnazione della crescita dell’offerta dei produttori non OPEC+ e sulla limitata capacità di riserva, mentre la domanda di petrolio continua a crescere, la banca si aspetta che i prezzi del greggio inizino a salire dalla metà del 2026, con il Brent che dovrebbe raggiungere i 67 dollari al barile alla fine di quell’anno.
Oltre al petrolio, Ubs GWM evidenzia prospettive positive anche per altri segmenti. Si prevedono deficit di mercato per rame e alluminio, che dovrebbero sostenere prezzi più elevati, trainati dalla transizione energetica globale e dalla domanda cinese.
Anche l’oro è visto in rialzo, con un obiettivo di 4.500 dollari l’oncia entro giugno 2026, supportato dalle attese di tagli dei tassi d’interesse e dall’acquisto delle banche centrali.
Infine, il settore agricolo viene indicato come un punto d’ingresso interessante dopo una performance deludente, soprattutto alla luce dei rischi meteorologici.
Il messaggio chiave di Ubs GWM è che, nonostante la volatilità periodica, le materie prime possono svolgere un ruolo prezioso nei portafogli, soprattutto in fasi di squilibri tra domanda e offerta.
