A inizio 2026, gli investitori si interrogavano su due questioni centrali. Quanto si sarebbe rivelata resiliente la spesa in conto capitale degli hyperscaler? E, di conseguenza, per quanto tempo le società a valle di essa avrebbero potuto continuare a beneficiarne? Il primo semestre dell’anno ha messo alla prova la solidità di questo flusso di capitale. Nonostante i rischi, la spesa è proseguita e le proiezioni sono salite.
Secondo gli analisti di Global X, “è fondamentale notare che la filiera a valle non si esaurisca nei semiconduttori, ma arrivi fino alle infrastrutture di rete, ai sistemi energetici e ai metalli che li alimentano”. Questa osservazione sposta il baricentro dell’analisi oltre i tradizionali protagonisti del comparto tecnologico, allargando lo sguardo a un ecosistema più complesso e interconnesso.
Il nuovo ruolo delle rinnovabili tra economia e geopolitica
Il conflitto in Medio Oriente ha evidenziato i benefici di una minore dipendenza dai combustibili fossili. Per questo motivo, la posizione delle rinnovabili si è rafforzata, venendo inquadrata sempre più come un imperativo economico anziché come un elemento di soddisfacimento dei criteri ESG. Global X sottolinea che “entrambi questi aspetti hanno implicazioni profonde per i titoli azionari legati alle risorse naturali e per gli abilitatori energetici, in modo particolarmente marcato per i metalli industriali, i cui fondamentali sono migliorati con l’accelerazione della domanda a fronte di una crescita dell’offerta che resta contenuta”.
La transizione energetica, dunque, non è più soltanto una scelta etica ma una necessità dettata dagli equilibri geopolitici e dalla sicurezza delle forniture. Questo cambiamento di paradigma sta ridisegnando le priorità di investimento su scala globale.
Il collo di bottiglia energetico dei data center
Il primo semestre ha dimostrato che l’energia sta diventando un collo di bottiglia decisivo per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Global X cita un dato emblematico: “Microsoft ha comunicato un portafoglio ordini Azure del valore di decine di miliardi di dollari che non può evadere a causa di vincoli di potenza, mentre le code di allacciamento alla rete nei principali mercati USA raggiungono ormai quattro anni o più”. L’Agenzia Internazionale dell’Energia stima che circa un quinto degli investimenti globali in data center sia a rischio di ritardo a causa dei colli di bottiglia della rete.
Allentare quel vincolo richiede capitale. Le utility statunitensi hanno annunciato programmi di investimento aggregati per quasi 1.300 miliardi di dollari nel periodo 2026-2030, con l’incremento attribuito esplicitamente al carico dei data center, alla trasmissione e alla modernizzazione della rete. Secondo Global X, “ciò ha implicazioni dirette per gli sviluppatori di reti che si collocano a valle di questa ondata di investimenti”.
Un ciclo infrastrutturale che si amplia
Le fonti di capitale si stanno ampliando. Dopo anni di investimenti contenuti nelle infrastrutture convenzionali, tra cui strade, ponti e reti di trasporto, la spesa infrastrutturale generale sta invertendo la rotta tanto negli Stati Uniti quanto in Europa e nei mercati emergenti. Andrew Ye osserva che “il ciclo che alimenta gli sviluppatori non è quindi soltanto una storia legata all’AI: la costruzione dell’infrastruttura AI si è innestata su un ciclo infrastrutturale convenzionale che era già in fase di svolta”.
I beneficiari più diretti sono le società di sviluppo infrastrutturale. Gli sviluppatori sono la destinazione di questa spesa, il che li rende beneficiari diretti e a breve termine del flusso di capitale. Quel flusso ha registrato un punto di inflessione al rialzo dopo un periodo fiacco successivo alla crisi finanziaria globale, e ha continuato ad acquisire velocità e ampiezza dall’inizio dell’anno.
La lunga durata dei contratti infrastrutturali
I titoli azionari dello sviluppo infrastrutturale statunitensi ed europei si collocano direttamente a valle di questo ciclo, e ciò si sta traducendo sempre più in un forte slancio negli utili finali e nelle aspettative di free cash flow. Global X spiega che “i contratti di sviluppo infrastrutturale sono attività di lunga durata, che si estendono tipicamente su decenni: quando i contratti vengono aggiudicati, gli utili che generano sono di lungo termine e aciclici”.
Questa caratteristica rende il comparto particolarmente attraente in un contesto di incertezza macroeconomica, offrendo visibilità sugli utili futuri e una relativa immunità dalle fluttuazioni cicliche che colpiscono altri settori.
L’effetto moltiplicatore sulle materie prime
Tutta questa spesa in conto capitale nell’AI ha inoltre un effetto moltiplicatore sulle materie prime. I data center sono già di per sé a elevata intensità di metalli, ma l’infrastruttura di rete di cui necessitano per operare lo è in misura nettamente maggiore. L’accelerazione del capex di questi due settori è quindi rilevante per i metalli associati, principalmente rame e argento.
Global X evidenzia poi che “il rame in particolare, più rappresentativo del ciclo industriale, si è mantenuto vicino ai livelli record nonostante il contesto avverso dei tassi e uno shock geopolitico che ha colpito le aspettative di domanda su tutte le materie prime industriali”. Ciò è in qualche misura sorprendente in tale contesto, ma testimonia l’attenzione del mercato ai fondamentali: la domanda è rimasta robusta e la crescita dell’offerta è contenuta. Quella resilienza si riflette direttamente sull’argento, di cui circa metà della domanda è industriale. La pressione sui prezzi proveniente dal lato monetario ha oscurato ciò che il mercato fisico mostra, ossia acquisti industriali costanti, particolarmente visibili nei volumi di importazione cinesi.
Batterie e litio nella transizione energetica
Anche la domanda di batterie e, di conseguenza, di litio ha beneficiato del proseguimento della tendenza a incrementare le rinnovabili. Per gestire l’intermittenza intrinseca delle rinnovabili, le utility affiancano alla generazione i sistemi di accumulo a batteria, coinvolgendo quindi nella catena del valore le installazioni di batterie. A ciò si aggiunge l’impennata della domanda di veicoli elettrici nelle economie sviluppate, anche in reazione al rialzo dei prezzi dei combustibili fossili.
I rischi e le strategie di copertura per la seconda parte dell’anno
I cicli ad alta intensità di capitale, tuttavia, non sono privi di rischi. Correlazioni azioni-obbligazioni e valutazioni elevate hanno amplificato la necessità di coperture diversificate. Per questo, per la seconda parte dell’anno i prodotti con copertura basata su opzioni appaiono interessanti, essendo costruiti per queste condizioni grazie a una protezione esplicita dai ribassi combinata alla partecipazione ai rialzi.
Global X avverte che “le motivazioni strutturali esposte sopra convivono infatti con rischi rilevanti, che il primo semestre ha confermato”. Lo shock geopolitico ha dimostrato quanto la duration sia diventata inefficace nel coprire il rischio azionario, con correlazioni che hanno raggiunto livelli positivi estremi. Ciò ha lasciato gli investitori alla ricerca di una pluralità di coperture che consentano al tempo stesso di partecipare ai rialzi.
Covered call e buffer: due approcci a confronto
Le strategie covered call beneficiano per loro natura della volatilità elevata e convertono una parte del rialzo in reddito, riducendo al contempo il beta di una posizione azionaria. Le strategie con buffer pongono invece limiti espliciti ai drawdown lungo un periodo definito. Il vantaggio, secondo Global X, è che “in entrambi i casi non è necessaria una view direzionale, poiché modificano la forma di un’esposizione, anziché l’esposizione stessa”.
Questo approccio consente agli investitori di rimanere posizionati sui temi strutturali più promettenti – infrastrutture, energia, metalli – senza esporsi in modo eccessivo alla volatilità di breve periodo che caratterizza i mercati attuali. La sfida per la seconda metà del 2026 sarà proprio questa: saper cogliere le opportunità generate dai grandi flussi di capitale senza farsi travolgere dalle turbolenze che inevitabilmente li accompagnano.
