L’Europa torna a correre più degli Stati Uniti. È questo il quadro che emerge dagli ultimi dati di mercato e dalle considerazioni di Hywel Franklin, Head of European Equities di Mirabaud Asset Management, che sottolinea come gli investitori globali rischino di sottovalutare una delle fasi più interessanti per il continente degli ultimi anni.
Secondo Franklin, “l’indice MSCI Europe – con un aumento del 15% da inizio anno – supera di molto la sua controparte statunitense, l’S&P 500, che nello stesso periodo ha registrato un rendimento pari a solo il 6%”. Nonostante questo vantaggio, i flussi verso l’Europa restano ancora nelle fasi iniziali, mentre i portafogli globali mantengono un’esposizione quasi record del 72% ai titoli americani.
Valutazioni più interessanti e un nuovo slancio
Per Franklin, gli investitori focalizzati sugli Stati Uniti rischiano di perdere l’occasione europea: “Il rimbalzo dell’Europa sta infatti avendo un nuovo slancio, grazie anche al supporto politico e alle valutazioni molto più interessanti”. Proprio le valutazioni, spesso ignorate, rappresentano secondo lui la chiave per ottenere rendimenti di lungo periodo. L’Europa continua infatti a scambiare a sconto rispetto agli Stati Uniti, offrendo un margine di sicurezza che oltreoceano non è più garantito.
Dazi, stabilizzazione e nuove opportunità settoriali
Il ciclo di incertezza legato ai dazi doganali sembra aver superato il picco. Questo, osserva Franklin, sta restituendo visibilità alle aziende: “Le società non dovranno più affrontare lo stesso impatto tariffario e potranno ricostruire la loro redditività”. L’esperto ricorda dinamiche simili osservate in settori come sanità e istruzione, dove aziende come Ambea e AcadeMedia hanno recuperato margini dopo i picchi inflattivi legati alla guerra in Ucraina.
La stabilizzazione e l’aumento della fiducia potrebbero favorire in modo trasversale numerosi settori. Fra questi, anche la tecnologia: “Spesso ci si dimentica che è possibile ottenere esposizione all’intelligenza artificiale anche in Europa”, afferma Franklin, che cita le opportunità emergenti in Norvegia nel trasferimento dati tra data center, un ambito in forte espansione.
Software, edilizia e difesa: prospettive diversificate
Se alcuni segmenti – come il software – hanno risentito dei timori legati ai potenziali effetti dell’IA sui vantaggi competitivi, Franklin sottolinea come spesso “sia stato prezzato un pessimismo eccessivo” e come molte aziende possano migliorare i propri margini.
Un altro fronte da monitorare è la spesa per difesa e infrastrutture in Germania, destinata a sostenere comparti come materiali da costruzione ed edilizia. Spagna e Irlanda emergono invece nel residenziale grazie a squilibri tra domanda e offerta, crescita economica e prezzi ancora accessibili.
Finanziari europei: un settore ancora sottovalutato
Il settore finanziario resta una delle aree più promettenti. “Molte realtà registreranno un aumento degli utili del 10-15% all’anno, offrendo anche dividendi elevati”, osserva Franklin. In Italia spicca il caso di Credem, definita “una banca estremamente ben gestita e ancora significativamente sottovalutata”.
La forza della strategia contrarian
Guardando avanti, Franklin evidenzia che la prossima fase di mercato potrebbe favorire chi è disposto a scegliere strade meno battute: “Le valutazioni in alcune parti del mercato statunitense superano ora 20 volte gli utili, un livello che lascia poco spazio al rialzo”. In questo contesto, diversificazione e selettività diventano fondamentali.
“In Europa le opportunità rimangono numerose – da settori in difficoltà e paesi ignorati, a imprese leader mondiali che mostrano il livello raggiunto dall’innovazione europea”, conclude Franklin. Dopo un decennio dominato dagli Stati Uniti, spostare nuovamente lo sguardo verso l’Europa potrebbe rivelarsi una scelta vincente.
