Primo trimestre 2026: ecco cosa emerge dall’outlook di Aberdeen Investments

Una ripresa modesta ma solida per gli Stati Uniti, una Cina che rallenta meno del previsto ma con persistenti debolezze interne, e un’Europa sostenuta dalla spesa pubblica, con una Banca Centrale Europea (BCE) destinata a tornare a una politica monetaria restrittiva entro la fine del 2027. Sono queste le proiezioni di Aberdeen Investments per il primo trimestre del 2026, delineate nel suo ultimo outlook economico globale dall’asset manager specializzato.

Il motore principale della crescita mondiale dovrebbe rimanere l’economia statunitense, che vedrebbe un’espansione del PIL del 2,2% nel 2026 e dell’1,9% nel 2027, leggermente sopra le attese del mercato. A trainarla, secondo Paul Diggle, Chief Economist di Aberdeen, saranno «il continuo stimolo degli investimenti in intelligenza artificiale, gli effetti dell’aumento della ricchezza sui mercati azionari e un allentamento fiscale». Tuttavia, Diggle mette in guardia da un «rischio evidente»: un eventuale crollo del settore IA potrebbe innescare una recessione. «Sebbene non sia il nostro scenario di base – specifica – tale recessione sarebbe più simile a quella del 2001 (legata allo scoppio della bolla delle dot-com) che a quella del 2008».

Tra i fattori di incertezza per gli USA, Aberdeen segnala la possibilità che la Corte Suprema stabilisca che l’ex Presidente Donald Trump, nel caso fosse rieletto, non abbia il potere di imporre dazi ai sensi dell’IEEPA (International Emergency Economic Powers Act). Ciò «potrebbe aumentare nuovamente l’incertezza commerciale», anche se gli analisti ritengono che un’amministrazione Trump troverebbe «mezzi alternativi per ricostruire i livelli tariffari intorno al 15%».

Sul fronte inflazione, Aberdeen prevede un picco al 3,4% nel primo trimestre del 2026, guidato dall’impatto ritardato delle misure tariffarie, visto però come un aumento una tantum dei livelli dei prezzi. L’inflazione dovrebbe quindi scendere al 2% entro fine 2026. In questo contesto, la Federal Reserve procederà secondo Aberdeen a un ulteriore taglio dei tassi sotto la guida di Jerome Powell, prima che il possibile nuovo presidente, che entrerà in carica a maggio 2026, ne effettui altri due.

Cina e Europa: scenari divergenti

Per la Cina, Aberdeen ha rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita per il 2026 al 4,5%, grazie a una distensione delle tensioni commerciali. Tuttavia, l’attività economica rimane in difficoltà: «Il mercato immobiliare continua a rappresentare un fattore sfavorevole, la campagna ‘anti-involution’ potrebbe frenare nuovi investimenti e la fiducia dei consumatori è contenuta». Gli stimoli previsti rimarranno focalizzati sull’offerta in settori strategici, contribuendo poco a rilanciare l’inflazione, che resta bassa. La crescita è comunque destinata a decelerare ulteriormente nel 2027.

L’Europa, invece, beneficerà di una politica fiscale più espansiva, incluso un impulso pari all’1,5% del PIL in Germania. L’inflazione scenderà sotto l’obiettivo della BCE all’inizio del 2026, ma, secondo Aberdeen, la Banca Centrale non ne terrà conto, mantenendo i tassi invariati data la forza del sostegno fiscale. Anzi, gli analisti prevedono un colpo di scena: «La BCE riprenderà ad aumentare i tassi entro la fine del 2027», tornando su un sentiero di stretta monetaria.

Diversificazione come parola d’ordine

Peter Branner, Chief Investment Officer di Aberdeen, ha sottolineato come il «rischio geopolitico sia diventato una caratteristica strutturale dei mercati». Per il prossimo anno, il messaggio chiave per gli investitori è chiaro: «Priorità alla diversificazione dei portafogli». «In questa fase avanzata del ciclo – conclude Branner – è importante valutare in che modo scenari meno probabili potrebbero erodere diverse asset class simultaneamente, anche se, nonostante l’incertezza, continueranno a presentarsi nuove opportunità».

In sintesi

L’outlook di Aberdeen dipinge dunque un quadro di timida ripresa globale, ma solcato da rischi non trascurabili, dall’ipersensibilità alla svolta tecnologica dell’IA alle incognite della politica monetaria e commerciale, che richiederanno agli investitori prudenza e flessibilità.