“Più volatilità in arrivo, servono portafogli resilienti”, l’avvertimento di Cfo Sim

Nelle ultime settimane i mercati statunitensi hanno subito una fase di correzione più marcata. Come osserva Antonio Tognoli, responsabile macro analisi e comunicazione di Cfo Sim, “Come ci aspettavamo, nelle ultime settimane la volatilità è aumentata”. A preoccupare gli investitori sono soprattutto le valutazioni elevate delle società legate all’intelligenza artificiale e l’aspettativa, ora ridimensionata, di un taglio dei tassi da parte della Fed a dicembre.

S&P 500 e Nasdaq sono arretrati rispettivamente fino al 5% e al 7% dai massimi di fine ottobre, con i titoli tecnologici a guidare una ritirata che ha riportato entrambi gli indici sotto la media mobile a 50 giorni per la prima volta da aprile.

Un arretramento contenuto dopo mesi di rally

Nonostante l’intensità dei movimenti, la correzione finora resta relativamente superficiale rispetto al rimbalzo di oltre il 30% registrato dall’S&P 500 dall’aprile scorso. Ed era forse fisiologica, visto che l’indice aveva evitato flessioni superiori al 5% per ben sei mesi consecutivi.

Tognoli sottolinea che alcune incertezze si sono già allentate, anche grazie ai conti di NVIDIA, che nel terzo trimestre ha superato ampiamente le attese: “NVIDIA ha riportato ricavi record durante il terzo trimestre e ha aumentato le guidance future”. Un segnale che contribuisce a rafforzare la fiducia sulla solidità del ciclo AI, pur in un contesto ancora fragile e incline a forti oscillazioni.

Diversificazione: l’antidoto alla volatilità

Il recente episodio di instabilità evidenzia l’importanza di una costruzione del portafoglio robusta. In un mercato dove pochi titoli generano buona parte dei rendimenti, il rischio di scossoni improvvisi aumenta. Secondo Tognoli “questo potrebbe suggerire maggiore volatilità in arrivo mentre i mercati ricalibrano le aspettative lungo il percorso”.

L’esperto evidenzia la necessità di strategie più bilanciate, che includano:

  • sfruttare la volatilità a proprio favore,
  • puntare sui megatrend a più lungo termine,
  • valorizzare rendimenti obbligazionari oggi più interessanti,
  • mantenere la pazienza come risorsa strategica,
  • dare priorità alla diversificazione.

Oltre gli Stati Uniti: l’Europa torna a correre

La concentrazione degli indici USA è oggi elevatissima: le prime 10 società dell’S&P 500 rappresentano quasi il 40% della capitalizzazione totale, contro il 25% pre-pandemia. Se da un lato i big tech hanno trainato il mercato – contribuendo quest’anno al 60% del rendimento dell’indice – dall’altro questa dinamica accresce la sensibilità generale ai cambiamenti di sentiment.

Ampliando lo sguardo, l’MSCI All-Country World esclusi gli Stati Uniti ha sovraperformato l’indice USA di oltre 11 punti percentuali da inizio anno, segnando il miglior divario degli ultimi 16 anni.

Pur mantenendo un bias positivo sugli Stati Uniti, grazie al contesto politico favorevole e alla leadership nell’innovazione, gli analisti concordano sull’importanza di un’esposizione più globale e diversificata per rafforzare la resilienza dei portafogli.

La qualità come criterio guida

Tognoli ribadisce l’importanza di selezionare aziende solide, caratterizzate da modelli di business sostenibili, vantaggi competitivi e bilanci robusti. Il cosiddetto “Fattore Qualità” ha sottoperformato quest’anno il Momentum, ma conserva un vantaggio significativo dall’inizio del mercato rialzista.

Parallelamente, i dividendi tornano al centro della scena. Negli ultimi decenni hanno rappresentato una componente rilevante dei rendimenti totali: circa il 37% dal 1930. In un contesto di valutazioni elevate, il contributo dei dividendi potrebbe tornare a crescere nella seconda metà degli anni 2020.

AI: un megatrend destinato a durare

Il tema dell’intelligenza artificiale resterà al centro della scena ancora a lungo. Tognoli avverte però che “per navigare questo ciclo, enfatizziamo un processo di investimento disciplinato e la diversificazione, evitando la sovraesposizione a qualsiasi area”.

Nonostante le fasi di volatilità, l’AI continua a mostrare fondamenta solide, come dimostrano i recenti risultati dei leader del settore. Ma proprio la forza del megatrend ne amplifica il rischio di correzioni improvvise.

Guardando al 2026: innovazione sì, ma con equilibrio

Le prospettive per i prossimi anni richiederanno portafogli capaci di bilanciare innovazione e stabilità. L’ingresso in una fase più matura del ciclo tecnologico impone una maggiore disciplina e un approccio meno concentrato. Evitare eccessi di posizionamento, diversificare tra regioni e fattori, privilegiare la qualità e non dimenticare il ruolo dei dividendi saranno elementi chiave per affrontare un contesto che rimarrà dinamico.

Come sintetizza Tognoli, il percorso dei mercati sarà ancora caratterizzato da oscillazioni, ma anche da opportunità significative per chi saprà muoversi con una strategia ben calibrata.