Come noto, i titoli obbligazionari governativi (compresi querlli europei) stanno attraversando una fase di tensione, influenzati dagli alti prezzi dell’energia, da condizioni finanziarie più restrittive e dai rischi fiscali nei paesi più indebitati. Nonostante la forte pressione sui rendimenti dei titoli di Stato francesi e italiani, le azioni del vecchio continente mantengono però una posizione solida, secondo Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management, che afferma: “Riteniamo che il mercato azionario europeo possa sopportare i venti contrari grazie al miglioramento dei ricavi, alla domanda di investimenti strutturali e alla forte crescita degli utili“.
I rendimenti dei decennali francesi sono saliti in modo significativo, avvicinandosi ai massimi degli ultimi ventiquattro anni toccati recentemente, mentre lo spread tra i rendimenti decennali francesi e tedeschi ha raggiunto quasi i livelli più alti dal 2011. Le recenti proposte di Marine Le Pen sulla riduzione del deficit francese in vista delle elezioni presidenziali del 2027 non hanno impedito queste turbolenze di mercato. Tuttavia, secondo l’analisi della banca, la situazione non deve allarmare. “I movimenti recenti non segnalano una crisi di finanziamento imminente a nostro avviso”, rassicura Haefele aggiungendo che “i rendimenti più elevati migliorano anche i potenziali ritorni prospettici del reddito fisso”.
Crescita degli utili e influenza dei tassi
Un fattore cruciale per l’Europa sarà il miglioramento dell’attività economica combinato a un contesto valutario che si sta trasformando da ostacolo a vantaggio. Il settore manifatturiero sta tornando a espandersi dopo tre anni di stagnazione degli utili e gli investimenti stanno accelerando. “La prevista espansione della crescita attraverso i vari settori dovrebbe anche rendere la ripresa degli utili meno dipendente dalle aree che hanno guidato le performance all’inizio dell’anno”, spiega Haefele. Riguardo alle future decisioni della Banca Centrale Europea, l’esperto nota che un mercato del lavoro solido e un’attività economica resiliente possono fare la differenza, sostenendo che “un numero limitato di ulteriori aumenti dei tassi rallenterà, piuttosto che far deragliare, il ciclo in miglioramento dei profitti in Europa”.
Investimenti strutturali e petrolio
La domanda legata alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, all’elettrificazione e alla difesa dovrebbe rimanere resiliente di fronte ai maggiori costi di finanziamento ed energia. “Insieme, questi driver strutturali dovrebbero aiutare a compensare la debolezza della domanda nelle parti del mercato più sensibili ai tassi e rivolte ai consumatori”, prosegue lo Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management. Sul fronte energetico, i prezzi del greggio Brent sono in rialzo a causa delle tensioni geopolitiche e delle interruzioni della produzione nel Golfo del Messico.
“Se le tensioni geopolitiche rimarranno elevate o emergeranno nuove interruzioni dell’offerta, i prezzi del petrolio potrebbero diventare sempre più sensibili a sorprese negative. Abbiamo recentemente alzato la nostra previsione di fine anno per il petrolio Brent a 100 dollari al barile”, precisa Haefele.
