Il mercato globale dei diamanti non è più un monolite. A fotografare la trasformazione in atto è il primo Auctentic Diamond Report, pubblicato oggi dalla private advisory house europea specializzata nella valutazione e ricollocamento strategico di pietre preziose, alta gioielleria e orologi da collezione. L’analisi, curata dal team di esperti della società insieme ad Avi Krawitz di The Diamond Press, segna l’avvio di un osservatorio quadrimestrale destinato a diventare un punto di riferimento per privati, famiglie e professionisti del patrimonio. L’obiettivo dichiarato è offrire strumenti per leggere la complessità del settore e permettere scelte consapevoli, sia che si tratti di vendere, attendere o semplicemente capire cosa si ha in mano.
La polarizzazione del mercato: due universi sempre più distanti
La fotografia che emerge dal report è netta: il settore si sta polarizzando in due universi sempre più lontani. Da un lato, i diamanti commerciali di piccola caratura subiscono la pressione combinata dei sintetici e del rallentamento della filiera indiana. Nei primi cinque mesi del 2026, le importazioni di grezzo sono diminuite del 29% e le esportazioni di lucidato del 10% rispetto all’anno precedente. I lab-grown, pur rappresentando circa la metà degli anelli di fidanzamento venduti negli Stati Uniti per volume, generano solo il 15-20% del valore complessivo del mercato. Un dato che rivela quanto quota di mercato e conservazione del valore siano oggi metriche radicalmente diverse.
Sul fronte opposto, i diamanti eccezionali, le pietre colorate, i gioielli firmati e i pezzi vintage continuano a dimostrare una tenuta significativamente superiore. L’interesse per l’alta gamma, spiega Dov Alter, ad e cofondatore di Auctentic, non è affatto temporaneo: chi sceglie questi beni cerca la rarità assoluta e la provenienza certificata, elementi essenziali per proteggere e accrescere il valore nel tempo.
Le aste confermano: il segmento premium non conosce crisi
Il mercato delle aste internazionali offre la conferma più affidabile dello stato di salute del segmento alto. Nel primo semestre 2026, Christie’s a Ginevra ha registrato un sell-through del 99% per lotto, con il diamante Ocean Dream da 5,50 carati venduto per 13,6 milioni di franchi svizzeri. Sotheby’s a New York ha chiuso con il 98%, mentre Christie’s New York ha toccato il 100%. Numeri che raccontano di una domanda solida e consapevole, capace di sostenere prezzi da record per le pietre più rare e pregiate.
Il cambio euro-dollaro: una variabile da non ignorare
Il report dedica un capitolo specifico al tasso di cambio euro-dollaro, una variabile spesso trascurata da chi valuta il momento giusto per vendere un bene prezioso. Dopo un rafforzamento dell’euro superiore al 12% nel 2025, la moneta europea si è indebolita nel corso del 2026. Questo ha reso i beni venduti in Europa comparativamente più accessibili per gli acquirenti americani, ampliando il bacino di potenziali offerenti. Le aste di Ginevra ne hanno già dato prova: l’elevata presenza di compratori statunitensi ha contribuito alla competitività dei lotti e ai risultati finali. Il cambio, avverte il rapporto, non crea domanda dove non esiste, ma amplifica quella già presente, e ignorarlo significa leggere solo una parte del quadro.
Il vintage torna protagonista
Un segmento in crescita trasversale è quello dei gioielli vintage e da collezione. Rarità, autenticità, provenienza e artigianalità d’epoca attraggono fasce di acquirenti sempre più ampie, comprese le generazioni più giovani, per le quali il gioiello d’epoca rappresenta un’alternativa distintiva alla produzione contemporanea standardizzata. Il recente interesse mediatico per l’anello di fidanzamento vintage-inspired indossato da Taylor Swift ha riportato la categoria all’attenzione del grande pubblico, ma il fenomeno ha radici più profonde: i pezzi storici integri, non alterati, con una provenienza verificabile, sono oggi tra gli asset più ricercati sul mercato secondario internazionale.
Il contesto macroeconomico: oro e inflazione pesano sui consumi
Il quadro macroeconomico completa il panorama tracciato dal report. Al 1° luglio 2026, il prezzo dell’oro si attestava intorno ai 4.060 dollari per oncia, in crescita del 18% rispetto all’anno precedente, dopo aver toccato il record storico di 5.289 dollari a gennaio. L’indice dei prezzi al consumo per i gioielli negli Stati Uniti segna un aumento del 22% dall’inizio del 2024, ben al di sopra dell’inflazione generale. I consumatori spendono oggi molto di più per lo stesso gioiello rispetto a un anno fa, segno delle pressioni finanziarie che gravano sul settore e che stanno trasformando le abitudini di acquisto.
Auctentic e il futuro dell’osservatorio
Auctentic, che ha già assistito quasi 10.000 clienti e gestito un volume complessivo superiore a 60 milioni di euro in asset transati, con una crescita annua costante oltre il 30%, punta con questo report a offrire uno strumento di lettura continuativa per un mercato sempre più complesso. L’Italia rappresenta il 60% delle transazioni della società, confermandosi il suo principale mercato. Il report è disponibile integralmente sul sito di Auctentic e sarà aggiornato ogni quattro mesi, con l’obiettivo di costruire nel tempo un osservatorio di riferimento sul mercato globale dei diamanti, dei gioielli e degli orologi di lusso.
