La crescita economica si conferma resiliente negli Stati Uniti e nell’Area Euro, mentre in Cina la debolezza della domanda interna continua a frenare l’inflazione. In questo contesto, l’impatto dell’intelligenza artificiale, delle guerre e degli shock energetici non sembra interrompere il processo disinflazionistico, anche se Fed e Bce stanno rivedendo al rialzo le prospettive sui tassi ufficiali. È il quadro delineato da Filippo Di Naro, direttore investimenti di Anima Sgr, secondo cui il mercato obbligazionario torna a presentare opportunità interessanti, mentre sull’azionario l’approccio resta neutrale.
Obbligazioni, torna il premio alla pazienza
Dopo mesi caratterizzati da pressioni sui rendimenti, secondo Di Naro il mercato obbligazionario offre oggi livelli di ingresso più interessanti. “Ai livelli raggiunti, i rendimenti incorporano già un premio al rischio che riteniamo adeguato a compensare i numerosi fattori negativi che hanno zavorrato l’asset class negli ultimi mesi”, spiega.
A sostenere l’attrattività dei governativi sono soprattutto i tassi reali, considerati storicamente elevati, e un carry ormai consistente. “I governativi dei principali mercati sviluppati” rappresentano quindi, secondo il direttore investimenti di Anima Sgr, “un’opportunità da cogliere con un orizzonte di medio termine”, pur procedendo con gradualità nella costruzione delle posizioni.
È questa la logica del “premio alla pazienza”: “non inseguire il mercato, ma sfruttare nel tempo livelli di rendimento che oggi appaiono più interessanti”.
La view su Treasury, Bund e BTP rimane dunque moderatamente costruttiva. I rendimenti sono saliti per effetto di una combinazione di fattori, tra cui il riacutizzarsi della guerra, l’elevata correlazione tra tassi e prezzo del petrolio, le sorprese al rialzo dell’inflazione statunitense, la resilienza della crescita e il riposizionamento delle aspettative sulla politica monetaria.
Resta invece prudente il giudizio sul credito, alla luce di premi al rischio considerati estremamente compressi e quindi poco attraenti.
Azionario, il giudizio resta neutrale
Sul fronte azionario, il giudizio di Anima Sgr è neutrale, seppure con un lieve miglioramento. Nel breve periodo, tuttavia, la volatilità potrebbe rimanere elevata, anche alla luce delle guerre ancora irrisolte e dell’avvicinarsi delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti.
“Prevale, dunque, un atteggiamento di attesa“, sottolinea Di Naro, in un quadro che potrebbe diventare più favorevole nei prossimi mesi anche grazie a una stagionalità potenzialmente di sostegno.
Europa, crescita ancora solida
In Area Euro l’attività economica ha continuato a espandersi a un ritmo sostenuto nell’ultimo mese. La resilienza della crescita, insieme alle indicazioni incoraggianti arrivate dalla stagione delle trimestrali, ha sostenuto i mercati azionari e attenuato i timori relativi a un rallentamento provocato dallo shock energetico.
A livello settoriale, Anima mantiene una posizione positiva su materiali di base, tecnologici, banche e utilities. Il giudizio è invece neutrale su industriali, energia e sanità, mentre risulta negativo su telecomunicazioni, consumi di base, consumi discrezionali e assicurativi.
Italia, costruttivi ma con prudenza
Per il mercato italiano il quadro macroeconomico resta costruttivo, ma diversi fattori suggeriscono cautela. Tra questi figurano il rialzo dei rendimenti obbligazionari, l’aumento della volatilità sui titoli legati all’intelligenza artificiale e l’avvicinarsi delle elezioni di mid-term statunitensi.
Per questo motivo, il giudizio viene ricondotto a neutrale. “Ci attendiamo una fase di consolidamento e maggiore lateralità dei prezzi”, afferma Di Naro.
Sul piano settoriale, rimane positiva la view su finanziari, lusso e titoli domestici ed europei. Maggiore prudenza viene invece mantenuta sui comparti legati a energia, difesa e industriali.
Stati Uniti, aumenta l’esposizione alla tecnologia
Negli Stati Uniti Anima ha modificato il posizionamento azionario aumentando l’esposizione agli hyperscaler e al comparto software. Successivamente è stato rafforzato anche il peso di semiconduttori e hardware, privilegiando società caratterizzate da valutazioni contenute e risultati trimestrali solidi.
Parallelamente, sono state prese alcune decisioni di riduzione del rischio. “Abbiamo quindi preso profitto sui beni di prima necessità, riportato a neutrale l’esposizione ai consumi ciclici, dopo la marcata debolezza del comparto, e ridotto il sovrappeso sull’energia, per la prima volta dall’inizio dell’anno”, spiega Di Naro.
Stati Uniti, crescita vicina al potenziale
Sul fronte macroeconomico, Anima si attende negli Stati Uniti una crescita vicina al potenziale nei prossimi trimestri, con un orientamento leggermente più cauto per il 2027.
Il motivo è legato al progressivo riequilibrio tra i diversi motori dell’economia. Da una parte ci sono gli investimenti in intelligenza artificiale, in forte crescita; dall’altra, il contributo dei consumi privati appare destinato a essere meno dinamico.
Il PIL del secondo trimestre e le vendite al dettaglio di agosto indicano comunque una crescita robusta. La forte dinamica delle vendite, osserva Di Naro, è però in parte riconducibile alla componente dei rivenditori senza punto vendita fisico, particolarmente esposta ai fattori stagionali.
Sul fronte degli investimenti, invece, le stime di spesa in conto capitale degli hyperscaler continuano a essere riviste al rialzo, confermando il contributo cruciale degli investimenti in AI alla crescita.
Area Euro, resilienza ma rischi al ribasso
Anche l’economia dell’Area Euro continua a mostrare resilienza nonostante lo shock energetico. Per il prossimo anno Anima prevede un consolidamento del trend, senza tuttavia attendersi una nuova accelerazione.
Il PIL del secondo trimestre ha fornito indicazioni incoraggianti, con consumi ed esportazioni nette in crescita. Restano però alcuni rischi al ribasso, soprattutto per l’impatto che i prezzi dell’energia possono avere sul sentiment di consumatori e imprese.
La disinflazione non si interrompe
Negli Stati Uniti, nonostante alcune sorprese al rialzo che hanno contribuito alla revisione delle aspettative sui tassi della Fed, Anima continua a ritenere probabile la prosecuzione della disinflazione core, seppure a un ritmo lento.
“L’accelerazione del CPI core è stata guidata dalla componente supercore”, spiega Di Naro, riferendosi all’indicatore che considera i servizi al netto di alimentari, energia e costi abitativi. La dinamica è stata tuttavia condizionata in larga parte da un andamento anomalo dei servizi di telecomunicazione.
Restano contenute le pressioni sui beni core e quelle riconducibili all’intelligenza artificiale. Inoltre, i rincari non si sono trasmessi in maniera significativa lungo la catena dei prezzi e la dinamica salariale sta rallentando.
Anche in Area Euro il processo disinflazionistico prosegue. L’inflazione core continua a convergere gradualmente verso il target, mentre l’inflazione dei servizi è in calo. Le pressioni sui beni core rimangono concentrate nel comparto tecnologico e non emergono segnali di una propagazione significativa dello shock energetico.
A rafforzare questo quadro contribuisce anche il rallentamento dei salari negoziati, ormai su livelli inferiori a quelli coerenti con l’obiettivo di inflazione.
In Cina, invece, è soprattutto la debolezza della domanda interna a contenere l’inflazione, sia headline sia core, nonostante l’aumento dei prezzi alla produzione legato allo shock energetico. Più dinamiche risultano le esportazioni, sostenute in particolare dai beni connessi allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Fed, uno/due rialzi entro marzo 2027
Le prospettive di politica monetaria sono diventate più restrittive. La Federal Reserve ha ampliato la propria valutazione dei rischi legati all’inflazione e Anima ora si attende “uno-due rialzi entro marzo 2027”, rispetto alla precedente ipotesi di una pausa prolungata.
Di Naro precisa tuttavia che non è atteso l’avvio di un ciclo di inasprimento monetario sostenuto. Il rialzo di settembre, quindi, non dovrebbe rappresentare l’inizio di una fase prolungata di strette monetarie.
Bce, possibile un rialzo entro dicembre
Anche per la Banca centrale europea non viene escluso un ulteriore aumento dei tassi entro dicembre, qualora i prezzi energetici dovessero mantenersi elevati e la crescita continuasse a mostrarsi resiliente.
Secondo Di Naro, però, “l’Istituto di Francoforte difficilmente consegnerà i tre rialzi e mezzo prezzati dal mercato entro luglio 2027”.
In Cina, infine, Anima conferma l’ipotesi di tassi invariati fino alla fine del 2026. Nel breve periodo il sostegno all’economia dovrebbe arrivare soprattutto da una più rapida attuazione dello stimolo fiscale, mentre eventuali misure di politica monetaria espansiva potrebbero tornare a essere valutate nel corso del prossimo anno.
