Vontobel Institutional Clients, la divisione di Asset Management del gruppo bancario zurighese Vontobel, ha presentato ieri a Milano il proprio Outlook per il 2026. Il gruppo, che da un secolo opera con un modello multi-boutique indipendente, ha riunito i suoi principali esperti per analizzare i trend delle diverse asset class in un contesto globale ancora segnato da volatilità e incertezza.
Matteo Villani, head of Institutional Clients Italy, ha sottolineato come l’approccio attivo e tailor made rappresenti un elemento distintivo rispetto ai grandi player internazionali. “Le nostre boutique di investimento si distinguono ognuna per la propria identità, competenza e stile”. Villani evidenzia come autonomia e responsabilità dei gestori permettano decisioni rapide e mirate, un vantaggio cruciale soprattutto in un contesto di mercato caratterizzato da volatilità destinata, secondo Vontobel, a perdurare anche nel 2026. “L’aumentata volatilità ha spinto gli investitori a riconsiderare con interesse i prodotti attivi, laddove la semplice partecipazione ai mercati non sarà più sufficiente a portare rendimenti e garantire il capitale”.
Divergenze tra Usa ed Europa sul fronte macro e monetario
Secondo Gianluca Ungari, responsabile degli investimenti per l’Italia di Vontobel, lo scenario di crescita in rallentamento ma ancora positivo sta creando traiettorie differenziate tra Stati Uniti ed Europa. Negli USA, la Fed rimane al centro dell’attenzione. Ungari prevede una riunione di dicembre particolarmente combattuta, con i membri del FOMC divisi sull’opportunità di modificare la rotta dei tassi. “A nostro avviso, questo percorso proseguirà anche nel 2026, seppur un taglio dei tassi possa essere possibile”. Tuttavia, puntualizza che non si attende un’accelerazione significativa nel ritmo dei tagli.
In Europa, invece, la BCE sembra aver raggiunto un plateau, lasciando presagire una maggiore stabilità della politica monetaria.
Risk asset in primo piano, ma con selettività
Sul fronte dell’asset allocation, Vontobel rimane costruttiva sui risk asset. “Privilegiamo l’azionario e il credito”, ha spiegato Ungari, pur riconoscendo che le valutazioni azionarie siano elevate, soprattutto nei segmenti legati all’intelligenza artificiale. Il sostegno arriva dalla crescita degli utili e dell’economia, e solo il deterioramento di questi due fattori potrebbe interrompere il trend positivo.
Ungari segnala inoltre l’importanza di diversificare rispetto alla concentrazione del mercato USA, con l’Europa e i mercati emergenti che tornano a rappresentare un’opzione interessante sia in ottica di rischio sia di valorizzazione.
Azionario: tra bolla AI e titoli a crescita prevedibile
David Souccar, CIO di Vontobel Quality Growth, ha evidenziato segnali crescenti di una possibile bolla legata all’AI negli Stati Uniti, ricordando che una larga parte degli investimenti corporate è oggi concentrata nei data center. Per questo invita alla cautela e alla selettività: “È importante concentrarsi sulle azioni di aziende con una crescita prevedibile”.
Nell’AI, Souccar predilige i grandi player cloud come AWS, Microsoft Azure e Google Cloud Platform, le cui attività diversificate offrono maggiore resilienza in caso di rallentamento degli investimenti nel settore. Approccio analogo nei semiconduttori, dove la boutique punta su nomi come TSMC e Broadcom, fornitori essenziali dell’intera filiera.
Oltre al tech, Souccar individua opportunità in aziende con modelli di business solidi e poco correlati ai cicli macro. Tra queste, Ferrari, Netflix, Galderma e L’Oréal, tutte caratterizzate da crescita stabile, elevata visibilità sugli utili e resilienza ai trend legati all’AI. Anche Waste Management rientra nel gruppo delle società difensive e strutturalmente solide.
Mercati emergenti: fondamentali in miglioramento e nuove opportunità
Wouter Van Overfelt, Head of Emerging Markets Fixed Income di Vontobel, vede prospettive particolarmente positive nell’obbligazionario emergente per il 2026. Dopo anni di deflussi, il segmento ha registrato nuovi afflussi nel 2024 e presenta fondamentali in miglioramento sia per i titoli sovrani sia per quelli corporate.
Secondo l’esperto, sarebbero in ulteriore diminuzione i default nei corporate emergenti, mentre nel segmento governativo non sono previste insolvenze. In termini geografici, Vontobel indica interesse per Turchia, corporate brasiliani e alcuni Paesi di frontiera con rating BB. Per il debito in valuta locale, America Latina e soprattutto Brasile dovrebbero offrire rendimenti superiori.
Reddito fisso: il 2026 sarà l’anno del carry
Felipe Villarroel, portfolio manager di TwentyFour Asset Management, ritiene che il carry costituirà la componente principale dei rendimenti nel reddito fisso. Con spread compressi e curve che già scontano tagli dei tassi, lo spazio per capital gain appare limitato.
La preferenza va quindi al credito con rating elevato e duration contenuta, con particolare attenzione ai titoli finanziari e ai CLO. I titoli di Stato restano comunque utili in ottica di liquidità e protezione in caso di scenari recessivi.
In sintesi
Il quadro delineato da Vontobel evidenzia dunque un 2026 caratterizzato da divergenze macro, volatilità persistente e nuove opportunità selettive in tutte le asset class. Un contesto che, secondo gli strategist dell’elvetico, premierà l’approccio attivo e la capacità di combinare visione top-down e bottom-up all’interno di un modello di gestione flessibile e indipendente.
