Il 2026 potrebbe rivelarsi un anno favorevole per i mercati azionari asiatici, grazie a valutazioni ancora interessanti, alla spinta dell’innovazione tecnologica e a un ruolo più incisivo della Cina nel sostegno alla crescita. È quanto emerge dall’analisi di Marcel Zimmermann, gestore del fondo Lemanik Asian Opportunity di Lemanik.
“Il 2026 si prospetta un anno positivo per i mercati azionari dell’Asia, che presentano ancora valutazioni interessanti in molte aree e potranno contare sul traino delle nuove tecnologie e sulla spinta della Cina”, spiega Zimmermann.
Nel corso del 2025, il rally dei mercati asiatici è stato trainato principalmente dai settori tecnologico e dell’intelligenza artificiale. Le performance regionali sono state dominate dagli indici a forte concentrazione tech, come quelli di Corea del Sud e Taiwan e, in parte, del Giappone, mentre India e Sud-Est asiatico hanno registrato una sottoperformance. Al contrario, settori più difensivi come sanità, beni di consumo e servizi pubblici sono rimasti indietro rispetto agli indici di riferimento.
Particolarmente brillante l’andamento del mercato sudcoreano, che nel dicembre 2025 ha messo a segno un rialzo nettamente superiore rispetto agli altri listini asiatici. Samsung Corp ha guadagnato il 21% e SK Hynix il 18%, contribuendo a spingere l’indice vicino ai massimi storici di novembre. Più debole, invece, la chiusura del Giappone, con l’indice Topix in leggero calo, mentre i mercati Asean hanno archiviato il mese sostanzialmente invariati.
Dal punto di vista macroeconomico, il quadro regionale resta eterogeneo. Diversi indici Pmi si collocano al di sotto della soglia di espansione, in particolare in Corea del Sud, Taiwan e Giappone. Al contrario, Cina, Vietnam, India, Thailandia e Indonesia mantengono livelli superiori a quota 50. Sul fronte della politica monetaria, le banche centrali di India, Filippine e Thailandia hanno ridotto i tassi di interesse per sostenere l’attività economica. Il Giappone prosegue invece nel percorso di normalizzazione, con un aumento di 25 punti base del tasso obiettivo allo 0,75%, anche se la valuta rimane debole, in controtendenza rispetto alle aspettative del mercato per il 2026.
Guardando al prossimo anno, le prospettive restano costruttive. Secondo Zimmermann, l’Asia continua a offrire un profilo di crescita superiore alla media globale, con valutazioni ancora interessanti. In particolare, è atteso un rafforzamento delle politiche di sostegno da parte del governo cinese, soprattutto a favore dei consumi e della stabilizzazione del mercato immobiliare. Il settore tecnologico potrebbe mantenere un ruolo centrale, grazie alla crescente integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi industriali, mentre il quantum computing, che ha attirato forte attenzione nel 2025, potrebbe emergere come ulteriore catalizzatore nel 2026. Un dollaro statunitense più debole rappresenterebbe infine un ulteriore fattore di supporto per il sentiment verso i mercati asiatici.
In questo contesto, il fondo Lemanik Asian Opportunity ha chiuso il 2025 con una performance positiva del 12,57% nella classe istituzionale, sovraperformando di 50 punti base l’indice di riferimento BBG Asia Pacific Large&Mid Cap Net Return, che si è attestato al 12,05%.
