Venezuela: i riflessi sull’obbligazionario latinoamericano secondo JP Morgan

Il recente intervento degli Stati Uniti in Venezuela segna un cambio di passo nella politica estera di Washington in America Latina, con implicazioni rilevanti per il rischio politico e per i mercati obbligazionari della regione. Secondo gli esperti del Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, si tratta di uno sviluppo destinato a incidere non solo nel breve termine, ma anche sulle prospettive di medio periodo dell’obbligazionario latinoamericano.

“La destituzione del presidente Nicolás Maduro elimina una fonte di instabilità di lunga durata, ma allo stesso tempo crea un precedente significativo per un intervento diretto e indiretto degli Stati Uniti nella politica regionale”, osservano gli esperti. Nel loro scenario di base, l’episodio venezuelano potrebbe rappresentare “l’inizio, più che la fine, di una fase di maggiore attivismo politico da parte degli Stati Uniti in America Latina”.

L’attenzione degli Stati Uniti potrebbe ora spostarsi sulle prossime scadenze elettorali in Paesi chiave come Colombia e Brasile, con l’obiettivo di favorire candidati più vicini a posizioni di destra e più allineati all’attuale amministrazione statunitense. Anche il Messico, secondo l’analisi, “potrebbe essere esposto a un aumento delle pressioni da parte di Washington, soprattutto sui dossier legati al commercio e alla sicurezza delle frontiere”.

Per gli investitori obbligazionari, il quadro che emerge è complesso e ambivalente. “Il coinvolgimento degli Stati Uniti può rivelarsi un’arma a doppio taglio”, spiegano dal team di J.P. Morgan Asset Management. “Da un lato, l’ascesa di governi più ortodossi nella gestione economica potrebbe accelerare le riforme, migliorare la governance e rafforzare la disciplina fiscale. Dall’altro, restano elevati i rischi di contraccolpi politici e di conseguenze inattese, soprattutto nei Paesi con istituzioni più fragili”.

Nonostante questi elementi di incertezza, la valutazione complessiva resta costruttiva. “Riteniamo che la tesi fondamentale a favore di un aumento selettivo dell’esposizione all’obbligazionario latinoamericano si sia rafforzata”, affermano gli esperti, sottolineando come i Paesi potenzialmente beneficiari del sostegno statunitense o di prospettive di riforma più solide potrebbero vedere una riduzione dei premi per il rischio.

Dal punto di vista quantitativo, i titoli di Stato in valuta locale dell’America Latina continuano a offrire rendimenti superiori rispetto ad altre regioni dei Mercati Emergenti. Questo riflette sia il maggiore rischio politico percepito, sia livelli di partenza più elevati dei tassi di interesse domestici. In Brasile, Messico e Colombia, i rendimenti sono saliti anche per i timori legati a politiche fiscali meno rigorose. Tuttavia, “quanto accaduto in Venezuela ha aperto nuove opportunità”, spiegano gli analisti, evidenziando come “l’intervento diretto o indiretto degli Stati Uniti, oppure la promessa di sostegno finanziario, possa favorire governi più orientati a politiche economiche e fiscali conservative, con effetti positivi sui prezzi degli attivi”.

Nel breve periodo, il premio di rischio dell’America Latina dovrebbe rimanere stabile, ma secondo J.P. Morgan Asset Management esistono “margini di compressione degli spread grazie al coinvolgimento degli Stati Uniti, che potrebbe contribuire a stabilizzare i mercati chiave e a sostenere i programmi di riforma”. In questo contesto, il giudizio rimane positivo sui titoli governativi di alta qualità in valuta locale, che offrono un carry interessante, e sul Messico, caratterizzato da un beta di mercato più elevato. Colombia e Brasile potrebbero anch’essi beneficiare dei cambiamenti politici in atto, pur lungo un percorso non privo di difficoltà.

Sul fronte dei fattori tecnici, il quadro appare più contrastato. Gli afflussi verso i fondi obbligazionari dei Mercati Emergenti restano positivi, sostenuti dalla ricerca di rendimento, mentre il posizionamento valutario in America Latina rimane sovrappesato, seppure con segnali di cautela legati all’aumento della volatilità geopolitica. “In ultima analisi, riteniamo che l’andamento dei rendimenti sarà guidato soprattutto dai fondamentali e dall’evoluzione dei rischi politici”, concludono gli esperti.

Per gli investitori obbligazionari, l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela rappresenta dunque una svolta potenzialmente dirompente. “Pur introducendo nuovi rischi, un maggiore coinvolgimento di Washington potrebbe anche creare opportunità, favorendo una riduzione dei premi per il rischio politico”, affermano dal Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management. Nello scenario centrale, un impegno più marcato degli Stati Uniti dovrebbe sostenere lo slancio riformatore in Colombia, Brasile e Messico, rafforzando l’attrattiva dell’obbligazionario locale latinoamericano.