Secondo Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco, il mercato azionario si trova di fronte a un appuntamento decisivo. “Utili sotto esame: l’azionario continua a scontare una forte accelerazione; le trimestrali saranno il banco di prova”, spiega l’esperto. La tenuta dei listini a fronte di tassi nominali elevati e volatili riflette, per gran parte, una delicata ricalibrazione al rialzo delle aspettative di crescita economica. “Negli Stati Uniti, la resistenza dell’indice S&P 500 al consolidamento del Treasury decennale in area 5,30% è giustificata da un’espansione del tasso di crescita atteso degli utili che a 3 anni è prossima al 16% annuo”, sottolinea Simoncelli.
Il peso della crescita degli utili e il rischio valutazioni
Simoncelli mette in guardia sull’equilibrio delicato che caratterizza le valutazioni azionarie. “Il margine di errore per le valutazioni azionarie a duration più lunga si assottiglia; qualsiasi delusione sul fronte della crescita degli utili rischia di innescare una contrazione dei multipli di mercato”, avverte lo strategist di Invesco. Se negli USA l’onere della prova è interamente spostato sulla capacità delle aziende di confermare questa accelerazione, in Europa la situazione appare più incerta.
Europa: spread e rischio politico tornano al centro
Per quanto riguarda il Vecchio Continente, Simoncelli non nasconde le preoccupazioni. “Europa: l’allargamento degli spread, in particolare in Francia, riporta al centro le condizioni finanziarie ed il rischio politico”, afferma. “Nonostante valutazioni di partenza più contenute, il rischio di una restrizione delle condizioni finanziarie crea un equilibrio più incerto”, aggiunge.
Tuttavia, l’esperto invita a distinguere la situazione attuale da quella del 2012. “Le tensioni sul costo del debito sovrano francese sembrano peculiari rispetto alla crisi del 2012, un classico doom-loop dove la fragilità dei titoli di stato si trasferisce sul sistema bancario domestico è meno probabile, l’esposizione diretta delle istituzioni nazionali è infatti minoritaria”, spiega Simoncelli. “Quasi il 60% del debito è in mano a investitori esteri non bancari e questi operatori istituzionali subiscono uno shock aggiuntivo legato al deprezzamento dell’euro. Il rischio reale, dunque, è una liquidazione tecnica da parte di mandati globali non coperti dal rischio cambio, piuttosto che una crisi di solvibilità del credito. Gli indicatori di stress sistemico restano per ora contenuti”, precisa.
Fed: strategia graduale e floor sul costo del debito
Sul fronte della politica monetaria americana, Simoncelli delinea il quadro che emerge dalla Fed. “Negli Stati Uniti, il riposizionamento restrittivo di alcuni esponenti chiave della Fed che stimano ulteriori rialzi per arginare l’inflazione, fissa un floor al costo del debito”, osserva. “All’interno della Fed sembra si stia delineando una strategia meglio condivisa, dove il rischio inflattivo anche sulle componenti core torna centrale, ma l’implementazione di ulteriori rialzi verrà gestita in maniera graduale e flessibile”, aggiunge l’Investment Strategist.
Bond tornano competitivi: carry e convessità
Uno dei messaggi chiave settimanali di Invesco riguarda il reddito fisso. “Bond tornano competitivi: con rendimenti reali più elevati, il reddito fisso offre carry e convessità”, afferma Simoncelli.
“È importante separare la percezione psicologica del rischio, che attualmente rimane elevata a causa della volatilità di breve periodo, dal profilo di rendimento atteso effettivo. Un ingresso obbligazionario a questi livelli può cominciare ad essere attraente, come la settimana scorsa abbiamo visto confermato nelle aste di Treasury. Il tasso di rendimento attuale offre infatti un cuscinetto di carry e una convessità in grado di aiutare ad assorbire eventuali shock in misura molto superiore rispetto all’era dei tassi compressi”, spiega l’esperto di Invesco.
Energia e geopolitica: tensioni nel Golfo
Simoncelli non manca di analizzare le dinamiche del mercato energetico. “Energia e geopolitica: tensioni nel Golfo continuano ad alimentare pressioni sui costi logistici e sull’inflazione”, dichiara. “Il mercato energetico continua a operare in un regime di forte stress, fasi di escalation nel Golfo stanno imponendo un elemento di freno all’economia reale. Sebbene i volumi di greggio continuino a fluire, la forte inefficienza logistica si unisce alle difficoltà sul fronte della raffinazione”, precisa l’esperto.
La stagione delle trimestrali al via: attese alte ma attenzione alle delusioni
In vista dell’imminente stagione degli utili, Simoncelli traccia le aspettative. “La stagione delle trimestrali sta per iniziare. Il mercato mantiene una visione costruttiva sugli utili, ma con forte attenzione al rischio che i risultati effettivi possano deludere le aspettative. In queste settimane di volatilità l’incertezza è aumentata, ma gli utili potrebbero rappresentare un elemento di supporto per i mercati”, afferma.
“Per l’S&P 500, il consenso stima una crescita degli utili del 24% nel terzo trimestre, mentre in Europa le aspettative si attestano al 19%”, aggiunge. Infine, un cenno all’intelligenza artificiale: “L’intelligenza artificiale continua a essere il principale motore negli Stati Uniti, ma la quota di titoli appartenenti all’azionario globale che mostra un’accelerazione della crescita degli utili è salita vicino ai massimi storici, mostrando una chiara estensione settoriale”, conclude Simoncelli.
