Nel 2026 si prospetta un contesto caratterizzato da forti tensioni geopolitiche, politiche monetarie divergenti e valutazioni elevate in alcuni settori chiave. Nonostante ciò, l’economia mondiale continua a mostrare una sorprendente resilienza. È il quadro delineato dall’Outlook 2026 di Allianz Global Investors, che individua rischi significativi ma anche nuove opportunità da cogliere con selettività e disciplina.
La crescita globale tiene, trainata dall’IA
Secondo Christian Schulz, Chief Economist di Allianz GI, il motore che continua a sostenere l’economia globale è l’innovazione tecnologica. Schulz osserva che “la crescita globale continua a mostrare resilienza, e il boom dell’intelligenza artificiale contribuisce a compensare gli effetti negativi dei dazi e delle guerre commerciali”.
L’esperto evidenzia però dinamiche inflazionistiche divergenti: mentre negli Stati Uniti l’inflazione potrebbe superare il 3%, in Europa e in Asia resta più contenuta, consentendo politiche monetarie più accomodanti. Schulz sottolinea anche che “i rischi di stagflazione e un possibile indebolimento del dollaro potrebbero spingere gli investitori globali a riconsiderare l’elevata esposizione agli asset statunitensi”.
Europa più attraente degli Stati Uniti
Michael Heldmann, CIO Equity, individua nell’Europa la regione più interessante per le azioni nel 2026. L’esperto afferma che “le azioni europee presentano oggi valutazioni più interessanti rispetto a molte controparti statunitensi”, grazie a una struttura di mercato più diversificata e meno esposta al rischio di concentrazione.
Heldmann sottolinea la combinazione tra politiche fiscali espansive e sostegno monetario come fattori destinati a favorire la rivalutazione dell’azionario europeo. A suo avviso, la regione dispone di un ventaglio ampio e di qualità in termini di settori e società.
Guardando ai mercati emergenti, l’esperto ritiene particolarmente promettenti India e Cina. L’India beneficia della crescita digitale e del ruolo sempre più rilevante nelle catene globali del valore. La Cina, nonostante le pressioni geopolitiche, continua a offrire valutazioni contenute e un forte potenziale innovativo. Heldmann afferma che “la capacità innovativa della Cina, in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale, è ancora sottovalutata”.
Nel reddito fisso serve prudenza, ma le opportunità non mancano
All’interno del mercato obbligazionario, Jenny Zeng, CIO Fixed Income, invita a un approccio fortemente selettivo. L’esperta sottolinea che “la gestione attiva è fondamentale. Spread contenuti e rischi asimmetrici richiedono una selezione del credito rigorosa”.
Zeng rileva che le banche centrali dei paesi sviluppati sono ancora orientate verso una normalizzazione accomodante dei tassi, mentre alcuni mercati emergenti, forti di tassi reali positivi, dispongono di margini per ulteriori tagli. Questo crea un contesto favorevole per il debito emergente, soprattutto in valuta locale, sostenuto da un dollaro verosimilmente più debole.
Tuttavia, l’esperta avverte che “le valutazioni offrono un margine di protezione limitato contro shock macroeconomici”, richiamando l’attenzione sulla necessità di diversificare e di mantenere una qualità elevata nei portafogli.
Stati Uniti più fragili, Europa in miglioramento
Gregor MA Hirt, CIO Multi Asset, definisce il 2026 come un anno di “due realtà a confronto”. Da un lato, gli Stati Uniti mostrano segnali di fragilità legati alle valutazioni elevate e al rischio che gli utili aziendali possano non mantenere le aspettative. L’esperto avverte che “cresce il rischio di una correzione qualora gli utili dovessero deludere”.
Dall’altro lato, l’Europa si presenta con un miglioramento degli utili e con il sostegno fiscale della Germania, in grado di generare uno slancio ciclico più marcato.
Per Hirt, anche il mercato valutario avrà un ruolo centrale nel 2026. Secondo l’esperto, “una nuova fase di debolezza del dollaro potrebbe richiedere una revisione dell’esposizione valutaria nei portafogli”, aprendo spazio a valute rifugio come lo yen e ad asset reali come l’oro.
I mercati privati diventano indispensabili
Nei mercati privati, gli esperti di Allianz GI evidenziano che il 2026 rappresenta un punto di svolta. Marta Perez, CIO Infrastructure, sottolinea che “i secondaries stanno passando da semplice opzione di liquidità d’emergenza a vero e proprio strumento centrale di gestione del portafoglio”.
Perez individua nella transizione energetica e nelle infrastrutture digitali due pilastri fondamentali per la crescita dei portafogli infrastrutturali, sostenuti da politiche pubbliche e dalla crescente domanda di sistemi energetici resilienti e reti digitali avanzate.
Sul fronte del private credit, Sebastian Schroff, CIO Private Credit & Private Equity, osserva che il settore sta sostituendo progressivamente una parte del credito bancario tradizionale. L’esperto evidenzia che “il direct lending resta molto interessante grazie ai rendimenti elevati e a un processo di selezione particolarmente disciplinato”.
Schroff segnala inoltre un forte aumento dell’interesse per i co-investimenti, che permettono agli investitori istituzionali di accedere direttamente alle operazioni con maggiore trasparenza e costi più ridotti. L’esperto spiega che “i co-investimenti offrono un accesso diretto alle operazioni, con maggiore controllo e costi contenuti”.
In sintesi: un anno che premia selettività, rigore e diversificazione
Il 2026 si preannuncia come un anno in cui la complessità dei mercati richiede un approccio attento, articolato e diversificato. L’outlook di Allianz Global Investors evidenzia come l’intelligenza artificiale, la frammentazione commerciale e l’espansione dei mercati privati stiano ridisegnando l’equilibrio economico globale.
Il messaggio che emerge dagli esperti è chiaro: la resilienza dell’economia mondiale non va data per scontata, e il 2026 premierà gli investitori capaci di muoversi con disciplina, qualità e visione di lungo periodo.
