Come segnalato da Radiocor, ricomincia a correre il prezzo dell’oro, spinto dalle tensioni geopolitiche accentuate dall’operazione militare statunitense in Venezuela del weekend che ha rafforzato la domanda di beni rifugio. Cosi’ il contratto spot sale del 2,07% a 4.420 dollari l’oncia e quello future scambia a 4.430 dollari (+2,32%). In rialzo anche l’argento a 75,41 dollari l’oncia (+3,56%). Secondo Nicky Shiels, responsabile della ricerca e della strategia sui metalli di Mks Pamp, gli investitori in questo contesto di maggiore incertezza favoriranno gli asset percepiti come meno rischiosi. Per l’esperta, e’ probabile che la destituzione del presidente venezuelano, Nicolas Maduro, acceleri la domanda di oro da parte delle banche centrali non occidentali. Allo stesso tempo, Shiels si chiede che fine faranno le circa 31 tonnellate d’oro venezuelane custodite nei caveau della Banca di Inghilterra. I tribunali britannici hanno precedentemente respinto le richieste di Maduro di rilascio di questo oro, dopo che il regno Unito ha ritenuto illegittima la presidenza dello stesso Maduro.
