La pausa estiva e tutto il contesto internazionale ci avevano un po’ distratto dalle riunioni delle banche centrali. E al centro dell’attenzione di questa settimana c’era la Bce, la cui governatrice Christine Lagarde, è in procinto di passare la mano, anticipando i termini di decadenza del suo ruolo. La decisione di alzare i tassi di riferimento dello 0,25% era ampiamente scontata nei prezzi dei titoli governativi e tutti gli analisti prevedevano che avrebbe alzato i tassi per la seconda volta dalla guerra con l’Iran, portandoli al 2,5%, poiché l’impennata dei prezzi dell’energia mantiene l’inflazione al di sopra del 3%.
A livello di rendimenti sui titoli governativi, la prima reazione è stata abbastanza negativa, nonostante il rialzo fosse scontato, evidentemente al momento prevale il fatto che la Bce possa ancora intervenire prima della fine dell’anno. Lo spread tra i titoli rimane costante, la crescita dei rendimenti sulla scadenza decennale è parallela per tutti i titoli. Se il Btp ha toccato in settimana un massimo rendimento di 4,34%, il Bund tedesco è salito al 3,48%, l’Oat francese è al 4,38% e molti altri sono sulla soglia del 4% come la Spagna e Portogallo, o che sono sopra come Grecia, Belgio, Slovacchia, Lituania. La media dei titoli EU si attesta al momento al 3,8%. Impennata anche nei rendimenti anche per i Treasury americani, arrivati al 4,92% mentre i Gilt inglesi sono saliti al 5,34 per cento.
Le nuove emissioni governative sotto la lente
Tra le altre cose proprio a livello di primario governativo, la Gran Bretagna ha collocato Gilt a 30 anni ad un rendimento record. Si tratta di 4,25 miliardi di sterline di obbligazioni a 30 anni al 5,375% con scadenza 2056, è stato venduto tramite sindacato con un rendimento del 5,8168%, il più alto mai registrato in un’asta o in un’operazione di sindacato di titoli di Stato britannici da quando è stato istituito il Debt Management Office nel 1998 (il precedente record del 5,79% era del maggio 1998). Gli investitori hanno presentato ordini per oltre 85 miliardi di sterline e il titolo è stato quotato nella fascia più stretta della guidance iniziale, con un rendimento di 0,75 punti base superiore a quello del Gilt al 4,25% con scadenza nel 2055.
I nuovi corporate sotto i riflettori
Sul fronte dei corporate e finanziari sono state molte le nuove emissioni, soprattutto con due nomi di peso su entrambe le aree.
Il primo titolo è Autostrade per l’Italia (ASPI), uno dei principali concessionari del settore delle autostrade a pedaggio in Europa, che dal maggio 2022 fa capo a CDP Equity, Blackstone Infrastructure Partners e Macquarie Asset Management, ha collocato nuove obbligazioni per 750 milioni di euro con cedola fissa del 4,25%, scadenza dicembre 2033 e Isin XS3496775985. A fronte di una domanda proveniente dagli investitori istituzionali che ha raggiunto il picco di 2,6 miliardi di euro. I titoli sono stati prezzati a 99,327 con un rendimento del 4,633% e saranno quotati presso la Borsa italiana, taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille.
Il secondo titolo andato a ruba è quello di Banco Bpm con scadenza sei anni e opzione di rimborso anticipato a settembre 2031, per un ammontare pari a 750 milioni di euro. La nuova emissione di Banco Bpm ha attirato una domanda pari a circa 3,5 volte l’ammontare di riferimento, con ordini superiori a 2,6 miliardi di euro, evidenziando l’interesse degli investitori istituzionali. Il titolo è stato emesso a un prezzo pari a 99,45 e paga una cedola fissa del 4%. L’obbligazione, che è riservata agli investitori istituzionali ha un rating atteso di Baa2/BB+/BBB. Taglio minimo 150mila euro. Con questa operazione Bpm rafforza ulteriormente la sua posizione di emittente all’avanguardia nel mercato delle obbligazioni sostenibili e sottolinea il suo eccezionale seguito di investitori nazionali e internazionali. Insieme a questa operazione Bpm ha avviato un’offerta di riacquisto per cassa dell’0bbligazione Fixed Rate Social Senior Preferred Notes da 500 mln di euro con scadenza il 29 novembre 2027.
Tra gli altri corporate internazionali, Uber Technologies ha lanciato la sua prima offerta obbligazionaria in euro suddivisa in cinque tranche. L’azienda, specializzata nello sviluppo e nella gestione di piattaforme tecnologiche progettate per mettere in contatto utenti con autisti, ristoranti e fornitori di servizi, sta collocando debito a tasso fisso con scadenze comprese tra tre e 20 anni: tre, sei, otto, 12 e 20 anni. Gli spread di rendimento iniziali variano da 75 a 80 punti base rispetto ai tassi mid-swap per la tranche a più breve scadenza, 110/115 per la tranche a sei anni, 130/135 per la tranche a otto anni 115/150 per la tranche a 12 anni, fino a 200 punti base per quella più lunga. L’azienda prevede di raccogliere circa 4 mld di euro attraverso questa operazione.
Parker-Hannifin Corporation ha emesso un nuovo bond multi-tranche da 2,025 miliardi di euro. Le tre tranche hanno durata tre, cinque, 5,5 e 9,5 anni. Prime indicazioni di rendimento per la tranche con scadenza 1/3/2030 +80 punti base sopra il tasso midswap, MS+100 per la tranche con scadenza 3/3/2032 e MS+125 per la tranche con scadenza 5/3/2036. Gli Isin sono rispettivamente: XS3498804585, XS3498804668 e XS3498804825. Lotto minimo 100mila euro con multipli di mille e rating A3/BBB+.
Tennet è tornata sul mercato con un doppio deal: un’obbligazione green a sette anni (Isin XS3495741525) e a 15 anni (Isin XS3495741798). La prima tranche a tasso fisso ha scadenza 10 settembre 2033, prime indicazioni di rendimento in area + 18 punti base sopra il tasso midswap. La seconda tranche ha scadenza 10 settembre 2041, prime indicazioni di rendimento in area +40 punti base sul tasso midswap. Un successo il doppio deal di Tennet, gli ordini raccolti hanno raggiunto quota 15 miliardi: 6,5 miliardi per la tranche breve e 8,5 miliardi per la tranche più lunga; i rendimenti sono stati cosi abbassati a MS+15 per la tranche a sette anni e MS+37 punti base sul tasso midswap per la tranche a 15 anni. Nel dettaglio: cedola annua lorda fissa 3,375%, prezzo 99,657 e rendimento 3,431% per la tranche a sette anni; cedola annua lorda 3,75%, prezzo 98,776 e rendimento 3,859%% per la tranche a 15 anni. Ammontare 1,5 miliardi di euro per la tranche con scadenza settembre 2033 e un miliardo di euro per la tranche con scadenza settembre 2041. Lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di mille. Rating assegnato alle obbligazioni Baa2/BBB.
DekaBank ha collocato un bond senior non preferred a tre anni per 500 milioni di euro con richieste arrivate che hanno superato 1 miliardo di euro. Il bond ha scadenza il 14 settembre 2029 (Isin XS3499990649). In avvio del collocamento, il rendimento si collocava a 70 punti sopra il tasso midswap per poi scendere in chiusura a 43 punti base. Il bond ha un taglio minimo di 100.000 euro e rating A1/A. Nel dettaglio, il prezzo di emissione è stato fissato a 99,919 con cedola al 3,625% e rendimento 3,653%.
Bayernlabo ha collocato con successo un nuovo social bond con scadenza 15 settembre 2036 e ammontare 500 milioni di euro, raccogliendo ordini complessivi per 1,9 miliardi di euro. La solidità del libro ordini ha permesso all’emittente di rivedere al ribasso le indicazioni di pricing iniziali, MS+26 punti base arrivando a un costo finale pari MS+24. Nel dettaglio si tratta di titoli con scadenza giugno 2032, cedola a tasso fisso pari a 3,625%, prezzo 99,876 e rendimento 3,64%. I tagli minimi dell’emissione sono di mille euro con multipli di mille. I titoli avranno rating Aaa e Isin DE000A161R93.
La banca danese Nykredit Realkredit ha collocato una nuova obbligazione senior destinata a investitori istituzionali per un totale di 500 milioni di euro. Il processo di book building ha generato una domanda per circa due mld di euro, consentendo di rivedere al ribasso la guidance, inizialmente indicata in MS+95/100 punti base sul tasso midswap per chiudere a MS+68 a fine collocamento. L’obbligazione ha scadenza a quattro anni il 16 settembre 2030. I titoli pagheranno cedole a tasso fisso pari al 3,375% annuo e prezzo di emissione 99,789. Rating A-/A+, Isin DK0030566948e lotto minimo 100mila euro con multipli di mille.
Erste Bank Hungary ha concluso il collocamento di un nuovo bond 6NC5 senior preferred destinato a investitori istituzionali per un ammontare di 500 milioni di euro. L’obbligazione ha scadenza a sei anni, il 15 settembre 2032, e la possibilità di essere richiamata alla pari dall’emittente il quinto anno. Il lancio dell’emissione ha ricevuto una forte richiesta da parte del mercato con richieste che hanno raggiunto al loro picco 2miliardi di euro, oltre quattro volte l’offerta iniziale. La forte domanda da parte degli investitori ha permesso di abbassare il livello finale di spread a mid-swap +110 bps, con una riduzione di 40 bps rispetto alle condizioni di lancio iniziali di 150 punti base. Il titolo ha un rating atteso di BBB+, un rendimento finale pari al 4,365%, prezzo 99.493, cedola annua lorda 4.25%. Isin AT0000A3X206 e lotto minimo di 100mila euro con multipli di 100mila.
Banco de Sabadell è tornato a rifinanziarsi sul mercato obbligazionario con l’emissione di un nuovo covered bond della durata di cinque anni. Il titolo arriva a scadenza il 10 settembre 2031. Stando alle prime indicazioni, le attese erano per un rendimento a +28 punti base sopra il tasso mid-swap, al termine del collocamento, lo spread esitato è stato a +22 punti con cedola 3,375% e prezzo di re-offer di 99,625. A fronte di un importo benchmark, 750 milioni di euro, gli ordini hanno superato i 2,1 miliardi di euro. Lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di 100mila e Isin ES0413860943. Rating Aaa.
Goldman Sachs ha emesso nuove obbligazioni rivolte al mercato retail italiano e negoziate sul MOT, denominate in euro (Isin XS2061620741) e dollari (Isin XS2061704172) con taglio minimo di appena 100 euro e 100 dollari rispettivamente. Hanno entrambe una durata di dieci anni, sebbene siano “callable” a partire dal secondo anno e fino al nono. Ciò implica la possibilità che l’emittente rimborsi il capitale al 100% del suo valore nominale anche con largo anticipo rispetto alla data ufficiale dell’1 settembre 2036. La cedola è fissa per i primi due anni e pari al 6% lordo annuale (4,44% netto) per l’emissione in euro e all’8% (5,92%) per l’emissione in dollari. A partire dal terzo anno, invece, la cedola diventa variabile e legata ai tassi di mercato (steepener). Nel dettaglio, per l’emissione in euro sarà pari al quintuplo della differenza tra il tasso mid-swap a dieci anni e il tasso mid-swap a due anni. In ogni caso, non potrà risultare inferiore al 2% annuale lordo (1,48% netto) e superiore al 6% annuale lordo (4,44% netto). Per quanto riguarda l’emissione in dollari, la cedola delle obbligazioni Goldman Sachs sarà pari a otto volte la differenza tra il Constant Maturity Swap in dollari a dieci anni e il Constant Maturity Swap in dollari a due anni. In ogni caso, non potrà risultare inferiore al 3% annuale lordo (2,22% netto) e superiore all’8% annuale lordo (5,92% netto). L’investitore si assume il rischio legato all’andamento dei tassi o meglio della curva. Lo scenario per lui migliore sarebbe quello di una curva delle scadenze quanto più ripida possibile, ossia con i tassi a lungo termine nettamente superiori ai tassi a breve. Rating: BBB+/A/A2.
Japan Post Insurance ha emesso la sua prima obbligazione inaugurale in dollari statunitensi da un miliardo di dollari con scadenza a 30 anni non richiamabile per dieci anni (30NC10) a un tasso del 6,5%. Dopo una revisione iniziale della forchetta che si trovava tra il 6,75% e il 6,875%, il rendimento è stato fissato al 6,50%. Lotto minimo 200mila dollari con multipli di mille, rating A3, A– e Isin US47110PAA03.
Amazon, il colosso dell’e-commerce prepara il debutto sul mercato dei bond in sterline con un’emissione in più tranche. Sono previste scadenze a tre, sei, 12 e 19 anni e le discussioni iniziali sul prezzo variano da circa 70 punti base sopra i titoli di Stato del Regno Unito per la scadenza più breve a circa 110 punti base per quella più lunga.
A cura di Carlo Aloisio, senior bond broker
