Mercati e investimenti: come muoversi in questa fase secondo Pictet AM

L’estate che si sta chiudendo è stata caratterizzata da fasi alterne di volatilità tra azioni e obbligazioni. Come spiega Flora Dishnica, Investment Manager di Pictet Asset Management, due sono stati i temi al centro dell’attenzione degli investitori: “da un lato l’evoluzione del conflitto tra Stati Uniti ed Iran, con implicazioni dirette sui prezzi dell’energia – soprattutto per l’Europa – sull’inflazione e, di conseguenza, sulla politica monetaria; dall’altro la sostenibilità dei ritorni associati allo sviluppo e all’adozione dell’intelligenza artificiale, e il possibile miglioramento della crescita potenziale futura”.

Medio Oriente, una distensione più lenta del previsto

A luglio, secondo l’analista, era probabile un graduale allentamento delle tensioni in Medio Oriente. Nel corso dell’estate, tuttavia, “il processo si è rivelato più lento e discontinuo del previsto: la scadenza della tregua e le persistenti difficoltà di transito nello Stretto di Hormuz hanno riportato il petrolio su livelli elevati”. Ciò nonostante, alcune stime indipendenti indicano che, grazie a flussi non ufficiali, i volumi effettivi sarebbero risaliti al 40-50% dei livelli pre-conflitto. Per i mercati, però, “quello che conta davvero è l’impatto sui prezzi dell’energia, sull’inflazione e, di conseguenza, sulle decisioni delle banche centrali, che restano al centro dell’attenzione”.

Fed, le priorità secondo Warsh

La riunione della Fed di luglio era stata inizialmente percepita in chiave relativamente accomodante. Nel simposio di Jackson Hole, però, il governatore Kevin Warsh ha chiarito le priorità: stabilità dei prezzi e riferimento al target del 2% per l’inflazione core PCE. Secondo Warsh, il processo di disinflazione non è ancora ritenuto soddisfacente e, di conseguenza, l’orientamento della politica monetaria non può essere definito restrittivo.

La riunione del 16 settembre resta altamente incerta e dipenderà in larga misura dai dati sull’inflazione attesi oggi: il mercato ha modificato il proprio posizionamento, arrivando a prezzare una probabilità del 60% per un rialzo. Il mercato del lavoro, nel frattempo, continua a mostrare solidità, un elemento che rafforza la tesi secondo cui, in presenza di un’economia prossima alla piena occupazione, la componente del doppio mandato che richiede maggiore attenzione resta l’inflazione.

Bce, aspettative troppo esigenti

Guardando all’Europa, il mercato continua a incorporare un ciclo significativo di rialzi da parte della BCE, tra cui l’intervento di ieri, attendendo fino ad altri due rialzi entro fine anno. A parere di Dishnica, “tali aspettative sono parecchio esigenti e, alla luce della debolezza ciclica dell’area euro e della maggiore esposizione al fattore energetico, non appaiono molto giustificate”. Pur mantenendo un approccio generale prudente, l’esperta vede comunque qualche opportunità nel reddito fisso europeo, “dove i tassi reali hanno raggiunto livelli molto elevati rispetto al potenziale di crescita”.

Azioni, la correzione di luglio e il recupero di agosto

Sul fronte azionario, luglio aveva registrato una correzione diffusa guidata da titoli growth, tecnologia e mercati emergenti, con il riemergere di timori sulla circolarità del business dell’intelligenza artificiale, anche alla luce degli investimenti annunciati da Nvidia. In parallelo, il credito aveva risentito di circa 200 miliardi di dollari di nuove emissioni e del conseguente allargamento degli spread dei CDS degli hyperscaler.

A giudizio dell’Investment Manager, “si trattava di preoccupazioni già osservate in passato, tipiche della fase di transizione in cui gli hyperscaler stanno evolvendo da modelli capital light, caratterizzati da ampia generazione di cassa e buyback generosi, verso strutture più capital intensive”. Non a caso, ad agosto il settore tecnologico ha recuperato in modo significativo. La guidance di Nvidia ha rassicurato sulla tenuta della domanda di capacità di calcolo e sulla persistenza del ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale, mentre anche i semiconduttori asiatici hanno beneficiato di un recupero, soprattutto dopo la forte riduzione delle posizioni speculative.

Intelligenza artificiale, nessuna rottura della tesi strutturale

In generale, la lettura di Pictet Asset Management resta costruttiva: “la debolezza estiva sull’intelligenza artificiale non ha rappresentato una rottura della tesi strutturale, bensì un riassestamento tecnico e di posizionamento”. Restano aperte le questioni delle valutazioni e della concentrazione di mercato; per questo motivo non vengono espresse forti preferenze sulle principali aree sviluppate, salvo una moderata preferenza per l’azionario europeo rispetto a quello statunitense, dato che le differenze di valutazione appaiono sostanzialmente giustificate dalle rispettive dinamiche degli utili. Mantiene invece una convinzione più marcata sui mercati emergenti.

Settori, preferenza per finanziari e parte della tecnologia

A livello settoriale, vengono privilegiati i titoli finanziari e solo determinati segmenti della tecnologia. Le banche continuano a offrire rendimenti interessanti, con politiche di remunerazione degli azionisti particolarmente generose; nella tecnologia, invece, la catena di valore dell’infrastruttura dell’intelligenza artificiale rimane in rapida evoluzione, con la correzione dei semiconduttori che ha aperto opportunità valutative, mentre sono migliorate anche le prospettive per alcune aree del software.

Prudenza sulle banche centrali e portafogli equilibrati

In conclusione, la crescita globale continua a mostrare capacità di tenuta e il ciclo dell’intelligenza artificiale rappresenta ancora un supporto importante agli utili aziendali. “Le prospettive di miglioramento della crescita potenziale futura, grazie ai contributi di produttività dall’AI, sono molto positive per l’azionario, ma mantengono al contempo un po’ di pressione sui rendimenti obbligazionari. A ciò si aggiungono il premio geopolitico sull’energia e la persistenza dei rischi inflazionistici”.

Nell’insieme, questo scenario dovrebbe favorire un approccio più prudente da parte delle banche centrali, riducendo la probabilità di una rapida discesa dei rendimenti obbligazionari. Nel reddito fisso, dunque, viene mantenuto un approccio cauto, privilegiando una duration ben diversificata tra i vari tratti della curva finché le tensioni nello Stretto di Hormuz resteranno intermittenti ma non risolte, continuando a valutare l’impatto di lungo termine della rivoluzione dell’intelligenza artificiale in corso. “Una costruzione di portafogli equilibrata, accompagnata da coperture mirate, rimane a nostro avviso l’impostazione più appropriata in questa fase”.