L’incertezza politica e fiscale in Francia, i dubbi sulla sostenibilità del ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale e il rialzo dei prezzi del petrolio stanno alimentando una nuova fase di volatilità sui mercati finanziari. Tre fattori già noti agli investitori, ma che, combinandosi, stanno tornando a pesare sulle prospettive di azioni e obbligazioni. Secondo Anthony Willis, Senior Economist di Columbia Threadneedle Investments, «la rinnovata volatilità sui mercati azionari e obbligazionari riflette la convergenza di diversi rischi ben noti», con implicazioni che vanno dalle politiche di bilancio europee alle aspettative sui tassi d’interesse.
Nonostante le tensioni, il quadro complessivo per Columbia Threadneedle Investments rimane costruttivo. «Le nostre prospettive complessive restano positive», sottolinea Willis, pur avvertendo che l’assenza di soluzioni rapide per le principali criticità potrebbe mantenere elevata l’instabilità dei mercati.
Francia, il nodo del deficit resta irrisolto
Uno dei principali elementi di preoccupazione è rappresentato dalla situazione politica e fiscale francese. Il governo punta a ridurre il deficit di bilancio dal 5,4% previsto per quest’anno al 5% nel prossimo, ma il percorso di consolidamento si scontra con ostacoli politici significativi.
«Un Governo privo di una maggioranza parlamentare ha un margine limitato per ottenere sostegno alle proprie proposte», osserva Willis. Le proteste pubbliche, inoltre, evidenziano quanto sia difficile portare avanti una strategia di risanamento dei conti pubblici in un contesto caratterizzato da forti tensioni sociali.
L’obiettivo di un deficit al 5% resta comunque raggiungibile, ma il percorso per arrivarci potrebbe rivelarsi particolarmente complesso. Secondo l’economista, «la sua approvazione potrebbe richiedere che il governo aggiri il voto parlamentare, innescando potenzialmente voti di fiducia».
Una prospettiva che rischia di prolungare lo stallo istituzionale. «Lo stallo politico potrebbe protrarsi fino alle elezioni del prossimo maggio, prolungando l’incertezza e lasciando i mercati sensibili agli sviluppi del processo di bilancio», afferma Willis.
La decisione di venerdì di non procedere a un declassamento del rating sovrano francese ha contribuito a rassicurare gli investitori, ma non modifica le criticità strutturali dei conti pubblici. «La decisione ha fornito una certa rassicurazione, ma non risolve le sfide fiscali di fondo», puntualizza l’economista.
Le prospettive di un accordo politico sul bilancio restano limitate nel breve periodo. «Vediamo scarse prospettive di un’intesa politica o di un accordo sul bilancio nell’immediato», aggiunge Willis, sottolineando che i lavori parlamentari destinati a proseguire per diverse settimane manterranno la politica fiscale francese tra le principali fonti di tensione per i mercati.
IA, gli utili reggono ma aumenta la selettività
Un secondo elemento di attenzione riguarda il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale. La stagione delle trimestrali sta mettendo alla prova la fiducia degli investitori nella capacità dell’IA di continuare a sostenere la crescita economica e gli utili societari.
Le ingenti spese in conto capitale pianificate dalle grandi società tecnologiche rappresentano un importante motore per l’economia, ma stanno anche aumentando l’attenzione sulle risorse necessarie per sostenere lo sviluppo delle nuove tecnologie.
«Le ingenti spese in conto capitale pianificate suggeriscono che l’IA possa continuare a sostenere gli utili societari e la crescita economica», osserva Willis. Tuttavia, «l’entità di questa spesa sta anche intensificando l’attenzione sulle esigenze di investimento e di finanziamento delle aziende».
Il rischio, secondo Columbia Threadneedle, è che il mercato inizi a distinguere sempre più nettamente tra le società in grado di beneficiare dell’espansione dell’intelligenza artificiale e quelle che, al contrario, potrebbero incontrare difficoltà nel sostenere gli investimenti richiesti.
«Difficilmente si tratterà di un’alta marea che solleva tutte le aziende allo stesso modo», avverte Willis. I progressi saranno differenti e gli aggiornamenti societari potrebbero fornire indicazioni contrastanti sulle prospettive di crescita, sui piani di spesa e sul futuro indebitamento.
Una divergenza che potrebbe tradursi in una maggiore volatilità sui mercati azionari. «La differenziazione resterà probabilmente una fonte di volatilità», sottolinea l’economista.
Finora, tuttavia, i risultati aggregati delle società hanno fornito indicazioni incoraggianti. Particolare attenzione sarà rivolta alla prossima intensa settimana di pubblicazione dei risultati da parte degli hyperscaler, i grandi operatori del cloud e delle infrastrutture digitali.
«Fornirà ulteriori indicazioni sulla traiettoria degli investimenti nell’IA e potrebbe influenzare in modo significativo il sentiment dei mercati», afferma Willis.
Petrolio e inflazione complicano le prospettive sui tassi
A completare il quadro è il rialzo dei prezzi dell’energia. La scorsa settimana le quotazioni del petrolio hanno raggiunto i massimi degli ultimi sei mesi, mentre la situazione in Medio Oriente è rimasta irrisolta.
L’aumento dei prezzi energetici alimenta i timori di nuove pressioni inflazionistiche, in un momento in cui gli ultimi dati hanno già evidenziato un’inflazione elevata sia nel Regno Unito sia negli Stati Uniti.
«Prezzi dell’energia più elevati sollevano interrogativi sulle prospettive dell’inflazione», osserva Willis, evidenziando come questi sviluppi stiano complicando le aspettative per la prossima fase della politica monetaria.
Il quadro, tuttavia, presenta un elemento di parziale compensazione. La maggiore volatilità dei mercati, soprattutto in Europa, e l’aumento dei rendimenti obbligazionari stanno infatti rendendo più restrittive le condizioni finanziarie.
Un irrigidimento che potrebbe ridurre la necessità di ulteriori interventi da parte delle banche centrali. «L’aumento della volatilità dei mercati e rendimenti obbligazionari più elevati stanno rendendo più restrittive le condizioni finanziarie», spiega l’economista.
Di conseguenza, «ciò ha ridimensionato le aspettative sull’entità di ulteriori rialzi dei tassi d’interesse, mentre i mercati valutano quanta ulteriore stretta le banche centrali potrebbero dover attuare».
La sfida per le autorità monetarie sarà trovare un equilibrio tra il rischio di una nuova accelerazione dell’inflazione e gli effetti di condizioni finanziarie già più rigide. «L’equilibrio tra persistenti pressioni inflazionistiche e condizioni finanziarie più restrittive resta un fattore chiave per le prospettive di policy», sottolinea Willis.
Elezioni e trimestrali
A breve termine, l’attenzione degli investitori sarà rivolta anche agli appuntamenti politici in calendario. Le elezioni israeliane di questa settimana e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti della prossima settimana potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle strategie dei due Paesi rispetto agli sviluppi in Medio Oriente.
Un altro appuntamento rilevante sarà la manovra di bilancio del Regno Unito, prevista per mercoledì, che rappresenta un ulteriore elemento da monitorare per valutare l’evoluzione delle politiche fiscali e il loro impatto sui mercati.
Secondo Willis, questi eventi potrebbero contribuire a fare maggiore chiarezza, ma non necessariamente a risolvere le tensioni nel breve termine.
Volatilità, il rischio di contagio dai bond alle azioni
Nel complesso, Columbia Threadneedle mantiene una visione positiva sui mercati, pur riconoscendo che le criticità attuali potrebbero persistere.
«Le nostre prospettive complessive restano positive, ma per molte di queste sfide non esistono soluzioni semplici nel breve termine», afferma Willis.
Al momento, le tensioni sono più evidenti sul mercato obbligazionario che su quello azionario. Tuttavia, un deterioramento della fiducia nel ciclo di investimenti legato all’intelligenza artificiale potrebbe modificare rapidamente questo equilibrio.
«Attualmente la volatilità è più marcata sui mercati obbligazionari che su quelli azionari», conclude l’economista, avvertendo che «un ulteriore indebolimento della fiducia nel tema degli investimenti nell’IA potrebbe trasferire una parte maggiore di tale volatilità ai mercati azionari».
Il principale elemento da monitorare sarà quindi la capacità delle grandi aziende tecnologiche di confermare le aspettative di crescita e di sostenere i propri piani di investimento. In un contesto in cui le tensioni fiscali e geopolitiche continuano a pesare sul sentiment, la tenuta del ciclo dell’intelligenza artificiale potrebbe rivelarsi decisiva per l’evoluzione dei mercati nei prossimi mesi.
