Mercati emergenti: previsioni positive per il 2026 tra innovazione, riforme e valutazioni attraenti

Le prospettive per i mercati emergenti restano positive guardando al 2026, sostenute da una combinazione di fattori strutturali, macroeconomici e di mercato. A sottolinearlo è Kunjal Gala, Head of Global Emerging Markets di Federated Hermes, che individua nell’innovazione, nelle riforme e nel contesto monetario globale alcuni dei principali motori di crescita per l’asset class.

Secondo Gala, “sono diversi i fattori che ci portano a continuare ad essere costruttivi sulle prospettive degli emergenti nel 2026”. Tra questi spicca innanzitutto l’emergere di nuovi leader tecnologici e industriali nelle economie emergenti, destinati a beneficiare dei cicli di ripresa settoriale, insieme alle riforme economiche in corso in Paesi chiave come Cina, Corea del Sud, Arabia Saudita e Sudafrica.

Un ulteriore elemento di sostegno arriva dal quadro politico-fiscale in alcune grandi economie. “Un potenziale ammorbidimento delle misure populiste da parte dei governi di Indonesia e Brasile, in un contesto di rinnovata attenzione alla prudenza fiscale”, rappresenta secondo l’esperta un segnale incoraggiante per la stabilità macro e la fiducia degli investitori.

Sul fronte monetario, il ciclo di tagli dei tassi atteso negli Stati Uniti potrebbe avere un effetto a catena anche sugli emergenti. “Il ciclo di tagli dei tassi da parte della Fed dovrebbe spingere anche le Banche centrali dei vari Paesi emergenti ad un allentamento della politica monetaria, rafforzando così la narrativa di un rialzo dei rating degli emergenti”, osserva Gala.

Negli ultimi anni, molte grandi aziende dei mercati emergenti hanno compiuto un deciso salto di qualità. “Le principali aziende negli emergenti hanno scalato la curva dell’innovazione”, spiega Gala, evidenziando come questo processo abbia permesso di aumentare le quote di mercato domestiche e, in diversi casi, di affermarsi come leader globali. L’innovazione è visibile in settori strategici quali intelligenza artificiale, stoccaggio di batterie, automazione della produzione, estrazione mineraria e biotecnologie.

Questo dinamismo industriale si riflette sulle prospettive degli utili. “Siamo fiduciosi che gli utili continueranno a crescere a ritmo sostenuto nel 2026 e anche più avanti, e che ciò dovrebbe portare con sé una rivalutazione di una parte significativa dell’indice MSCI EM”, aggiunge la Head of Global Emerging Markets di Federated Hermes.

Anche il fronte delle riforme strutturali appare favorevole. Le iniziative orientate al mercato in Cina, Corea del Sud e Sudafrica dovrebbero, secondo Gala, rafforzare la fiducia degli investitori e ridurre i premi al rischio, mentre in Arabia Saudita sono attese riforme rilevanti sul mercato dei capitali. Per Brasile e Indonesia, pur in presenza di timori legati alla politica fiscale ed economica, “ci aspettiamo che prevarrà la calma, con un approccio più prudente ai bilanci pubblici e alla crescita come probabile risultato”.

A completare il quadro c’è il posizionamento degli investitori. L’esposizione ancora contenuta di molti fondi globali verso i mercati emergenti, unita a valutazioni che restano a sconto significativo rispetto ai mercati sviluppati, aumenta la probabilità di flussi in ingresso. “Tutto ciò”, conclude Gala, “rafforza l’attrattiva degli Emergenti in una fase in cui innovazione, riforme strutturali e condizioni monetarie più accomodanti possono convergere a sostegno della crescita”.