Mercati: ecco perché il futuro non appartiene più solo agli Usa

Mentre molti analisti ripetono che l’ultima volta che l’indice MSCI EAFE (che comprende Europa, Australasia ed Estremo Oriente) ha sovraperformato l’S&P 500 era prima della crisi finanziaria del 2008, questa osservazione, sebbene corretta, rischia di essere fuorviante. A sostenerlo è Robert M. Almeida, portfolio manager e global investment strategist di MFS Investment Management, iche di seguito spiega i perchè.

Perché la performance dipende dagli utili

«La conoscenza consiste nell’accumulare i fatti, la saggezza nella capacità di semplificarli», esordisce Almeida, citando un esempio efficace: «La conoscenza è sapere che il pomodoro è un frutto, la saggezza è sapere che non va messo in una macedonia». Allo stesso modo, nel mondo finanziario, è fondamentale distinguere tra dati grezzi e insight significativi.

Secondo l’analisi, la performance dei mercati azionari non è una questione di cicli temporali, ma di utili. Tra il 2000 e il 2008, l’MSCI EAFE ha superato l’S&P 500 semplicemente perché le sue aziende hanno generato utili per azione più consistenti. Al contrario, negli ultimi 15 anni, la situazione si è ribaltata: gli utili più deboli delle società EAFE ne hanno frenato le quotazioni.

«La sovraperformance, che sia di una regione, di un’asset class, di un settore o di un titolo, non muore di vecchiaia», sottolinea Almeida. «La conoscenza è sapere a quanto ammontano i differenziali di performance, la saggezza è capire perché e, soprattutto, cosa può cambiare».

Le due ere a confronto: dal boom globale alla stagnazione

Il report di MFS delinea due periodi economici distinti negli ultimi decenni, ciascuno con un impatto diretto sugli utili e quindi sui listini.

2003-2008: il motore della crescita globale. In questa fase, la crescita trainata dalla Cina e da altri mercati emergenti, unita al boom immobiliare statunitense, ha creato una domanda enorme di capitale, lavoro e materie prime. Le società dell’EAFE, tipicamente più legate all’andamento del PIL e con costi fissi elevati, hanno beneficiato in pieno di questo contesto, superando le rivali USA.

Post-2008: l’era della stagnazione secolare. Dopo la crisi, il credito si è contratto, i consumi sono calati e la crescita globale è rallentata. In questo ambiente, hanno prosperato le grandi aziende tecnologiche americane, spesso oligopoli o monopoli, in grado di generare profitti robusti anche in un’economia stagnante, sottraendo quote di mercato ai competitor tradizionali.

Prospettive: perché l’EAFE potrebbe tornare a correre

Oggi, secondo Almeida, si profilano all’orizzonte i presupposti per un nuovo cambiamento di scenario. «La crescita del PIL dipende essenzialmente dall’andamento della spesa e dei prezzi. L’una e gli altri sono attualmente più alti rispetto al periodo 2009-2020 ed è probabile che continueranno ad esserlo».

La nuova priorità non è più l’efficienza a tutti i costi, ma la resilienza delle catene di fornitura, messa in luce da eventi come la pandemia, i conflitti e le nuove politiche doganali. A questo si aggiungono massicci investimenti in intelligenza artificiale, energia, difesa e sicurezza nazionale.

«Anche se la crescita economica potrebbe decelerare a causa di altri fattori», afferma Almeida, «i nuovi cicli di investimento in diversi settori, abbinati ai rincari dei fattori di produzione e all’emergere di nuove imprese che si contendono quote di mercato, concorrono a creare potenziali fattori avversi alla generazione di utili per le imprese statunitensi rispetto a quelle dell’indice EAFE».

La saggezza dei cicli passati

L’analisi si conclude con un monito per gli investitori: non lasciarsi abbagliare dal rumore di fondo, ma concentrarsi sui fondamentali. «La saggezza derivante dalla conoscenza dei cicli passati ci indica senza alcun dubbio che gli utili sono il motore ultimo dei corsi azionari», sostiene Almeida.

Con il mutare del panorama economico globale, anche le fortune dei diversi segmenti di mercato sono destinate a cambiare. Per chi saprà guardare oltre la semplice cronologia delle performance, l’indice EAFE, oggi sottovalutato, potrebbe riservare sorprese positive. La saggezza, in finanza, sta proprio nel capire cosa non mettere nella propria macedonia di investimenti.