Una settimana dai toni misurati quella che si apre sui mercati finanziari, almeno dal punto di vista degli appuntamenti macroeconomici. A tracciare il quadro è di seguito Antonio Tognoli, responsabile macro analisi e comunicazione di Cfo Sim: «Settimana che si presenta piuttosto sobria, dominata da CPI, PPI e vendite al dettaglio Usa. Non ci saranno bombe di calendario, ma alcuni appuntamenti riusciranno comunque a orientare il sentiment, soprattutto nella seconda parte della settimana».
Il quadro americano: occhi su casa e indicatori anticipatori
Negli Stati Uniti l’attenzione si concentrerà soprattutto sul settore immobiliare e sugli indicatori anticipatori. «Domani sono attese le housing starts, building permits e pending home sales di settembre», spiega Tognoli, secondo cui si tratta di «dati utili per capire se il mercato della casa, ancora sensibile ai tassi elevati, mostra qualche segnale di stabilizzazione o resta debole». Giovedì torneranno le usuali richieste di sussidi di disoccupazione, mentre venerdì arriveranno i flash PMI S&P Global di ottobre insieme al dato finale sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan. «Sono proprio i PMI il vero punto di interesse della settimana americana. Dopo i livelli molto elevati di settembre, il mercato vorrà capire se la crescita del settore privato, in particolare nei servizi, mantiene il passo oppure inizia a moderarsi e se le pressioni sui prezzi restano contenute in vista della riunione Fed di fine mese».
Europa: calendario più articolato, focus sulla Germania
Sul fronte europeo il calendario è un po’ più articolato. «Domani i dati sul mercato del lavoro britannico e lo ZEW tedesco offriranno qualche indicazione su sentiment e dinamiche occupazionali», osserva l’analista. Mercoledì sarà la volta dell’inflazione UK di settembre, lettura seguita con attenzione dalla Bank of England. Il vero focus, però, arriva di nuovo venerdì, con le vendite al dettaglio britanniche e soprattutto con i flash PMI di Germania, Eurozona e Regno Unito. «Dopo i buoni risultati di settembre, questi indici daranno la prima fotografia sull’avvio del quarto trimestre. Particolare interesse riveste la Germania dove un’eventuale conferma di ripresa manifatturiera e di tenuta dei servizi rafforzerebbe l’idea di soft landing europeo. Un rallentamento, al contrario, potrebbe riaccendere i timori di debolezza ciclica».
Una settimana di verifica, non di svolta
Quella che si apre è dunque, nelle parole di Tognoli, «una settimana di verifica più che di svolta. I flash PMI di venerdì, sia americani sia europei, rappresenteranno il principale termometro in tempo reale della congiuntura e potranno influenzare il posizionamento su azioni, euro e tassi in vista delle decisioni di politica monetaria di fine ottobre», con la Fed attesa il 27-28 e la BCE il 29.
