Maccia (Deutsche Bank): “Opportunità tra le small cap Usa, nel settore del lusso e nella sanità”

L’ outlook 2026 della head of Product Platforms and Sustainable Solutions & Chief Investment Office per l’Italia di Deutsche Bank. View positive anche sull’oro, le obbligazioni societarie e i private asset

Dopo un 2025 di turbolenze politiche e economiche, ad alto tasso di incertezza geopolitica, ci si avvicina a due anni molto speciali (2026 e 2027) che dovrebbero essere all’insegna di un cauto ottimismo, con un’accelerazione della crescita negli Stati Uniti e con un‘Europa più robusta, grazie ai fondamentali positivi. La combinazione tra politiche fiscali espansive, tassi in progressivo rientro negli Stati Uniti e una nuova ondata di investimenti trainata dall’Intelligenza Artificiale sta trasformando l’assetto dei mercati finanziari, ridisegnando leadership settoriali e geografiche. A tratteggiare la dinamica macro e la dinamica potenziale degli investimenti è Manuela Maccia (nella foto), head of Product Platforms and Sustainable Solutions & Chief Investment Office per l’Italia che ieri ha presentato alla stampa l’Outlook 2026 di Deutsche Bank, nella sede milanese dell’istituto di credito tedesco. Maccia ha parlato di “rivoluzione positiva, di esuberanza razionale basata sui fondamentali micro e macro”. In altre parole, certe performance a doppia cifra registrate nel 2025 non rappresentano un’eccezione isolata perché gli utili globali continueranno a crescere, sostenuti da un ciclo economico robusto e dalla domanda legata alle applicazioni AI. “Le incertezze geopolitiche e il rischio di volatilità certo non scompariranno “ma andranno governati tramite un approccio disciplinato e una diversificazione consapevole. La volatilità va sfruttata come momento di consolidamento: i gestori la sanno modellizzare e quantificare. A pesare è l’incertezza geopolitica, che blocca le decisioni aziendali e di portafoglio”, ha precisato.

Siamo poi in una dinamica nuova: quella di due potenze che si stanno confrontando, ovvero Usa e Cina. Nel grande scacchiere internazionale, infatti, l’Europa resta ai margini per assenza di politiche energetiche e investimenti in tecnologia rispetto ai due giganti. “Usa e Cina hanno già fatto grandi compromessi, i due paesi restano interdipendenti e interconnessi. Per questo non potrà che prevalere un grande pragmatismo”, ha aggiunto.

Nel dettaglio, ci sono la questione dei dazi, con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che li ha innalzati ai massimi, la Germania che ha abbandonato il conservatorismo fiscale e la corsa all’Intelligenza Artificiale che sta appunto ridisegnando gli equilibri economici. “Alcune incertezze, tra cui quelle commerciali, potrebbero diminuire: molti partner degli Stati Uniti hanno raggiunto accordi riducendo gli aumenti dei dazi. Tuttavia, diversi rischi rimangono, in primis la geopolitica, con Medio Oriente e Ucraina irrisolti e tensioni tra Cina e Taiwan, hub cruciale per i semiconduttori”.

Ma la crescita globale sarà robusta. “Negli Stati Uniti, i tagli fiscali del One Big Beautiful Bill Act sosterranno i consumi, mentre la Federal Reserve dovrebbe continuare a ridurre i tassi e la deregolamentazione bancaria offrirà nuovo stimolo agli investimenti. Nonostante la piena occupazione, la politica fiscale resterà espansiva. Non ci aspettiamo recessione ma l’inflazione va monitorata. La solidità della crescita potrebbe infatti generare pressioni sui prezzi”, ha spiegato l’esperta. E ha aggiunto. “La politica fiscale sarà un motore anche per la crescita della Germania e dell’Europa. Il piano di investimenti tedesco dovrebbe accelerare la prima economia europea dopo anni di stagnazione. Ma gli investimenti dovranno essere mirati alla produttività, altrimenti l’effetto sarà solo ciclico. A differenza degli Stati Uniti, la BCE dovrebbe mantenere i tassi invariati lungo tutto il 2026”.

Intanto, in Asia, il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi pianifica investimenti pubblici e riforme, mentre il Piano Quinquennale cinese (2026-2030) punta su settori innovativi e autosufficienza. Quanto ai mercati azionari nel 2026, “prevediamo crescita degli utili a doppia cifra in tutte le principali aree. La domanda per applicazioni IA sosterrà gli investimenti e attirerà flussi verso il settore tecnologico. Ma non solo: IA porterà benefici anche a edilizia, infrastrutture, utilities, industria e settore dei materiali”, ha aggiunto Sergio Pizzini, cio equity di Deutsche Bank. E ha specificato: “ci sono opportunità di diversificazione grazie al fatto che sono rimasti indietro o che hanno una crescita secolare i settori sanitario di Europa e Stati Uniti, i consumi discrezionali europei come il lusso grazie al recupero della domanda cinese e le small cap Usa grazie al ciclo di riduzione dei tassi in corso”.

Ha concluso Maccia: “Le obbligazioni societarie offrono rendimenti reali positivi, l’oro beneficia della domanda delle banche centrali e gli investimenti alternativi come private equity e infrastrutture garantiscono ulteriore diversificazione in mercati quotati sempre più concentrati. E ancora, il trend resta molto positivo sulla tecnologia americana: le valutazioni non sono fuori controllo e la crescita degli utili resta forte. L’AI è un tema secolare che attirerà investimenti sulla Borsa Usa e quindi sul dollaro, che rimarrà la valuta di riserva principale. A seguire, l’oro. In Europa, infine, siamo positivi sul settore bancario”.