Roma ha le risorse storiche, culturali ed economiche per affermarsi ai vertici delle principali classifiche internazionali, attrarre nuovi investimenti e rafforzare il proprio ruolo in Europa. Per trasformare questo potenziale in risultati concreti, tuttavia, occorre affrontare le criticità strutturali della città e adottare una strategia di sviluppo capace di valorizzarne gli asset e ridurne le debolezze. È questa la prospettiva da cui nasce il primo Osservatorio sull’Economia di Roma Capitale, costituito nel 2025 dall’AIAF, l’Associazione Italiana per l’Analisi Finanziaria.
«Abbiamo deciso di analizzare Roma come si analizzerebbe un’azienda, valorizzando i propri asset e minimizzando le passività», spiega Pietro Poletto, presidente dell’AIAF. «Questo approccio non significa trascurare le implicazioni politiche, istituzionali e sociali, che condizionano inevitabilmente le prospettive della città. Al contrario, significa partire da un’analisi concreta delle sue risorse e delle sue criticità per individuare le leve su cui intervenire».
Un’opportunità da non perdere dopo PNRR e Giubileo
La nascita dell’Osservatorio si inserisce in una fase particolarmente importante per la Capitale. Dopo anni segnati dalle difficoltà nella gestione di servizi essenziali, dalla mobilità alla raccolta dei rifiuti, fino al decoro urbano, Roma ha potuto beneficiare negli ultimi anni di risorse straordinarie legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e al Giubileo del 2025.
Secondo Poletto, questa disponibilità di risorse rappresenta un’occasione da sfruttare per avviare un cambiamento strutturale, evitando che gli investimenti rimangano interventi isolati senza ricadute durature sulla competitività della città.
«Il momento non poteva essere più propizio. Roma dispone di un patrimonio straordinario, ma deve riuscire a tradurre questa forza in una maggiore capacità di attrarre capitali, imprese, competenze e nuovi residenti», sottolinea il presidente dell’AIAF. «La sfida è fare in modo che le risorse disponibili contribuiscano a costruire un modello di sviluppo sostenibile nel tempo, migliorando il funzionamento della città e la qualità della vita dei suoi abitanti».
Un osservatorio interdisciplinare per individuare soluzioni
L’iniziativa si fonda sul contributo di una comunità di oltre 900 professionisti ed esperti, con competenze che spaziano dall’economia alla finanza, dalle infrastrutture al turismo, dalla fiscalità alla cultura. Ai lavori hanno partecipato professionisti del settore bancario e finanziario, specialisti della mobilità, economisti, esperti fiscali, operatori culturali e turistici, rappresentanti del mondo imprenditoriale e delle associazioni di categoria.
«L’AIAF è un’associazione di competenze che non rappresenta una singola categoria economica né interessi di parte», afferma Poletto. «Riteniamo che questa indipendenza, insieme alla pluralità delle professionalità coinvolte, possa offrire un contributo credibile su una questione di interesse nazionale come il futuro della Capitale».
Il metodo di lavoro dell’Osservatorio combina incontri tematici, analisi quantitative e confronto con esperienze internazionali. L’obiettivo è mettere a sistema punti di vista differenti, trasformandoli in un insieme organico di riflessioni e proposte, raccolte in un apposito Quaderno.
«Non vogliamo limitarci ad analisi accademiche o produrre documenti destinati a rimanere sugli scaffali delle istituzioni», precisa il presidente dell’AIAF. «Il nostro intento è formulare proposte concrete, sostenute dai dati e dal confronto con ciò che è stato realizzato con successo in altre realtà internazionali. Vogliamo contribuire a individuare soluzioni che possano incidere realmente sulle prospettive di sviluppo di Roma».
La sfida: trasformare il brand Roma in crescita economica
Il punto di partenza è la forza del marchio della Capitale, riconosciuto a livello internazionale grazie alla sua storia, al patrimonio culturale e alla capacità di attrarre visitatori da tutto il mondo. Un vantaggio competitivo che, secondo l’impostazione dell’Osservatorio, dovrebbe tradursi in risultati più incisivi anche sul fronte degli investimenti, delle dinamiche demografiche e dell’innovazione.
«Roma possiede una forza eccezionale in termini di city brand, ma questo patrimonio deve diventare un motore di crescita economica e di sviluppo», osserva Poletto. «La città potrebbe ambire a posizioni di vertice nelle classifiche internazionali, rafforzando la propria capacità di attrazione e creando le condizioni per una nuova stagione di investimenti e innovazione».
L’obiettivo è quindi superare una visione della Capitale limitata alla sua dimensione amministrativa e al suo patrimonio storico-artistico, riconoscendone pienamente il ruolo di polo economico e strategico per il Paese e per l’Europa.
«Roma deve poter esercitare una leadership nazionale ed europea coerente con le sue potenzialità», conclude Poletto. «L’Osservatorio intende lavorare in questa direzione con umiltà, ma anche con la determinazione che l’importanza della posta in gioco richiede. Il futuro della Capitale non riguarda soltanto i suoi cittadini, ma rappresenta una questione centrale per la competitività dell’intero sistema italiano».
