Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs GWM, fotografa di seguito un mercato che si trova ad affrontare contemporaneamente tre grandi incognite: la tenuta degli utili, la direzione dei rendimenti obbligazionari e l’impatto delle tensioni geopolitiche sui prezzi dell’energia. “Gli investitori sono sempre più divisi su tre questioni: se la forte crescita degli utili possa continuare, dove andranno i rendimenti obbligazionari e come le tensioni geopolitiche influenzeranno i prezzi dell’energia e i mercati”, scrive Haefele, sottolineando come anche la politica americana, con le elezioni di midterm in avvicinamento, contribuisca a dividere l’opinione pubblica e gli operatori.
Utili: l’intelligenza artificiale resta il motore
Sul fronte azionario, la posizione di Haefele è costruttiva. “Ci aspettiamo che gli utili per azione dell’S&P 500 nel terzo trimestre crescano del 28% su base annua”, afferma lo Chief Investment Officer di Ubs GWM, spiegando che questa previsione è sostenuta da una combinazione di domanda legata all’intelligenza artificiale, un ciclo industriale in miglioramento e consumatori ad alto reddito ancora resilienti. “L’intelligenza artificiale rimane il principale motore di crescita”, aggiunge Haefele, precisando che la spesa in conto capitale per l’AI dovrebbe raggiungere i 900 miliardi di dollari quest’anno, con i profitti dei semiconduttori che contribuiscono a circa la metà della crescita degli utili del trimestre.
Tuttavia, l’entusiasmo non è senza ombre. “All’interno dell’ecosistema dell’AI, i rischi sono in aumento, in particolare nelle aree più intensive di capitale della costruzione dell’AI, dove le pressioni di finanziamento e i rischi di esecuzione potrebbero rafforzarsi a vicenda”, avverte Haefele. Il riferimento è alle cosiddette neocloud, fornitori specializzati di potenza di calcolo il cui modello di business si basa sull’affitto di capacità, e che di recente hanno subito pressioni sui prezzi delle azioni. “Raccomandiamo un approccio selettivo e diversificato all’AI”, precisa l’esperto, che continua a limitare l’esposizione alle neocloud preferendo gli hyperscaler ben finanziati, i beneficiari di alta qualità nel settore dei semiconduttori e dell’hardware, e aree difensive della tecnologia come le reti di pagamento e alcune società software.
Oltre alla tecnologia, Haefele vede spazio per i settori ciclici. “Al di fuori della tecnologia, ci aspettiamo che i segmenti ciclici del mercato registrino una robusta crescita degli utili”, afferma, citando la componente dei nuovi ordini dell’indice ISM manifatturiero, in territorio di espansione per nove mesi consecutivi. “La crescita complessiva degli utili societari rimane forte e dovrebbe continuare a sostenere le azioni, anche se un rallentamento rispetto al ritmo eccezionale visto all’inizio di quest’anno potrebbe moderare i guadagni di mercato”, osserva Haefele, che prevede l’S&P 500 a 8.400 punti entro la fine di giugno 2027. Le sue preferenze geografiche includono gli Stati Uniti, l’Eurozona e, in Asia, Giappone, India, Taiwan e Singapore.
Obbligazioni: i rendimenti offrono un cuscinetto sufficiente
Il secondo grande tema è il repricing del mercato obbligazionario. “I rendimenti hanno raggiunto i massimi da decenni”, scrive Haefele, ricordando che il rendimento del Treasury americano a 10 anni ha toccato il 5,36% all’inizio di ottobre, il livello più alto dal 2002, per poi moderarsi intorno al 5,1%. In Europa, il Bund tedesco a 10 anni ha superato il 3,6% a fine settembre, mentre il rendimento francese a 10 anni era sopra il 5% al momento della stesura. “In questo contesto, gli investitori si sono comprensibilmente concentrati su quanto i rendimenti potrebbero ancora salire”, riconosce Haefele, aggiungendo però che “con i rendimenti obbligazionari a questi livelli, riteniamo che la domanda più importante sia se offrano un reddito sufficiente a compensare i rischi di un ulteriore irrigidimento monetario, di un’inflazione persistente e di incertezza fiscale. Riteniamo di sì”.
Lo Chief Investment Officer di Ubs GWM spiega che, a differenza di quanto accade per le azioni, l’asticella per la performance nel reddito fisso si è abbassata. “Ai rendimenti attuali, i Treasury americani con scadenze a due, cinque e dieci anni dovrebbero salire rispettivamente di circa 254, 113 e 65 punti base perché le perdite in conto capitale annullino il reddito guadagnato”, calcola Haefele, definendo tale movimento improbabile. “Continuiamo a valutare il reddito fisso come attraente. Nel nostro scenario base, ci aspettiamo un moderato calo dei rendimenti nei prossimi 12 mesi”, afferma, precisando di favorire obbligazioni di alta qualità a media e lunga duration, mantenendo cautela sulle scadenze più lunghe a causa delle preoccupazioni fiscali e dell’elevata emissione. “Gli investitori dovrebbero concentrarsi meno sull’individuazione del picco preciso dei rendimenti e più sull’utilizzo dei rendimenti iniziali attuali per rafforzare il reddito e la diversificazione del portafoglio”, consiglia Haefele.
Energia: rischio geopolitico, ma nessuna postura difensiva
Il terzo fronte è quello energetico. “Le interruzioni energetiche pongono rischi per la crescita e l’inflazione, ma gli sviluppi geopolitici da soli non giustificano una postura di investimento difensiva”, sostiene Haefele. Il documento ricorda che a settembre le esportazioni di greggio e prodotti raffinati dal Medio Oriente si attestavano intorno all’80% dei livelli pre-conflitto, grazie a un parziale ripristino dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz e a percorsi alternativi via pipeline in Arabia Saudita, Emirati e Turchia. Tuttavia, in ottobre i rischi si sono intensificati: secondo il servizio britannico UKMTO, tra il 1 e il 18 ottobre si sono verificati 26 attacchi confermati alle navi nello Stretto di Hormuz, contro 14 per l’intero mese di settembre. “Di conseguenza, i prezzi del Brent sono saliti da un minimo di 72 dollari al barile a giugno fino a circa 110 dollari attualmente”, scrive Haefele, aggiungendo che “nel nostro scenario base, vediamo i prezzi del Brent rimanere elevati nel breve termine, dato che la ristrettezza del mercato fisico lascia i prezzi vulnerabili a nuovi attacchi o ulteriori interruzioni dell’offerta”.
Nonostante ciò, Haefele non ritiene che la sola geopolitica giustifichi un atteggiamento difensivo. “L’impatto sulla crescita del PIL globale derivante dai prezzi più alti del petrolio è stato finora limitato”, osserva, stimando che un aumento di circa 40 dollari al barile possa ridurre la crescita mondiale di 0,3-0,5 punti percentuali. “L’ecosistema degli investimenti in AI e la solidità dei bilanci delle famiglie hanno permesso ai consumi di rimanere resilienti”, aggiunge. Haefele delinea anche uno scenario di rischio in cui i prezzi della benzina negli Stati Uniti salirebbero a 170 dollari al barile e il diesel all’ingrosso a 250 dollari, con una crescita americana che rallenterebbe verso l’1% basso, ma senza recessione. “Un forte aumento dei prezzi del petrolio o del diesel da solo non innescherebbe necessariamente i fattori associati a impatti economici maggiori, come un crollo degli investimenti in AI, gravi tensioni finanziarie o un disordine creditizio”, precisa. “L’esposizione ampia alle materie prime, incluso l’energia, può migliorare la diversificazione del portafoglio e fornire protezione contro un’interruzione prolungata dell’offerta”, conclude Haefele.
Midterm e strategia: oltre la politica
Quanto alle elezioni di midterm del 3 novembre, Haefele assegna una probabilità del 50% a una vittoria democratica in entrambe le camere, del 40% a un controllo diviso e del 10% a un mantenimento repubblicano. “Non tratteremmo le elezioni di midterm come un evento di mercato binario e direzionale”, afferma, spiegando che “per i mercati, le tendenze negli investimenti in AI, negli utili, nell’inflazione, nei tassi di interesse e nella geopolitica contano probabilmente più della composizione del Congresso”. Tra le idee di investimento, Haefele raccomanda di “restare investiti attraverso un’esposizione diversificata a opportunità di crescita ciclica e strutturale e di utilizzare la forza del mercato per ridurre le posizioni concentrate su singoli titoli”. Infine, suggerisce di “mettere al lavoro la liquidità in eccesso”, di investire nell’innovazione trasformativa e di diversificare con gli alternativi. “Gli investitori dovrebbero calibrare la preservazione del capitale e la partecipazione al rialzo in base ai propri obiettivi, piuttosto che trattare le prospettive come una decisione tutto o niente”, conclude Haefele.
