L’indice Ftse Mib si sta avvicinando (ma non velocemente) al livello più importante per determinare la sua prossima direzione di fondo: 43.900 punti (Figura 1).
Fig 1. Ftse Mib future – Grafico su base settimanale
Questo livello rappresenta il massimo del 2007 (top pre Lehman Brothers, per intenderci) e, se superato (e deve essere superato e non solo toccato), porterebbe con sé un fortissimo potenziale esplosivo, tenuto conto che insiste su un movimento laterale dei prezzi che dura ormai da diciannove settimane (Figura 2).
Fig 2. Ftse Mib future – Grafico su base settimanale
La combinazione è dunque “da bomba atomica”, ma il meccanismo può essere ancora disinnescato e addirittura funzionare dalla parte opposta: basterebbe non superare i 43.900 punti e, successivamente, rompere i livelli di supporto, posti a 42.600 punti prima e 41.800 poi.
Stesso discorso vale per il Dax: la precedente rottura dei 23.200 punti non ha prodotto le sorti attese e si è rientrati nel lungo laterale. E se non si va da una parte, si va dall’altra dunque e il livello di resistenza che lo proverebbe (e che sta attraendo i prezzi) è a 24.300 punti (Figura 3).
Fig 3. Dax future – Grafico su base settimanale
Last but not the least, l’indice Euro Stoxx 50 è al rialzo da un bel po’ e non subisce pericoli a meno che non si vada sotto i 5.500 punti (Figura 4).
Fig 4. Euro Stoxx 50 future – Grafico su base settimanale
A cura di Fabio Pioli, trader, analista finanziario e ideatore di Miraclapp
