Etf: gli investitori prediligono l’azionario globale e gli emergenti

Secondo il report mensile sui flussi degli ETF di Amundi, aggiornato al 30 novembre 2025, gli investitori hanno mostrato una decisa propensione verso le azioni mondiali e dei mercati emergenti, riducendo al contempo l’esposizione al tech statunitense. Il timore per le valutazioni gonfiate del settore tecnologico e l’incertezza sui futuri movimenti dei tassi di interesse hanno spinto verso strategie più diversificate e prudenti.

Azioni: Europa e mercati emergenti trainano la raccolta

A novembre, gli ETF azionari UCITS europei hanno registrato raccolte nette per 14,9 miliardi di euro, confermando il trend positivo dell’anno. In testa alla classifica degli afflussi si posizionano gli indici globali, come l’MSCI World, con 4,7 miliardi di euro, seguiti dai mercati emergenti con 4,3 miliardi. Le azioni europee hanno consolidato il loro ruolo di motore principale: con ulteriori 4,1 miliardi a novembre, il totale annuo ha raggiunto i 60,3 miliardi.

All’interno dell’Europa, gli investitori hanno mostrato una preferenza per un approccio “granulare”: 1 miliardo è andato ai paesi non euro (soprattutto Regno Unito), 830 milioni all’Eurozona e 1 miliardo a strategie pan-europee. Tra i settori, salute e finanza hanno raccolto rispettivamente 543 e 377 milioni di euro, interpretati come comparti chiave per l’autonomia strategica dell’UE.

Segnali di cautela arrivano invece dal comparto della difesa, che dopo un anno di robusti afflussi (quasi 10 miliardi) ha visto un rallentamento a novembre, probabilmente in attesa degli sviluppi geopolitici legati al conflitto in Ucraina.

Reddito fisso: si guarda alla qualità e alla liquidità

Nel comparto obbligazionario, gli afflussi netti sono stati pari a 7,4 miliardi di euro. La priorità è stata data alla qualità: le obbligazioni societarie investment grade hanno attirato 2,7 miliardi (di cui 1,8 in euro), mentre i titoli di Stato hanno raccolto 2,5 miliardi. Le strategie monetarie hanno visto entrate per 1,4 miliardi, riflettendo sia la ricerca di rendimenti dalla liquidità, sia l’incertezza di mercato.

Anche nel reddito fisso ESG la domanda è stata solida, con 2,2 miliardi di raccolta netta, guidata soprattutto dal credit investment grade (1,3 miliardi).

Flessione per le azioni USA

Dopo mesi di forte interesse, gli ETF sulle azioni statunitensi hanno registrato deflussi per 979 milioni di euro a novembre. La combinazione tra incertezza sulla politica monetaria della Fed e dubbi sulle valutazioni tech ha frenato l’appeal del mercato.

In sintesi

Il mese di novembre conferma una tendenza degli investitori verso una maggiore diversificazione geografica e una ricerca di qualità e liquidità, in uno scenario ancora segnato da incertezze macroeconomiche e di politica monetaria. L’Europa si conferma un polo di attrazione, mentre i mercati emergenti tornano sotto i riflettori grazie al deprezzamento del dollaro e alle performance settoriali in Asia e America Latina.