Credito cartolarizzato: trend positivo atteso anche nel 2026

Il credito cartolarizzato chiude il 2025 con un altro anno di solide performance corrette per il rischio, consolidando un trend di lungo periodo che continua a superare quello di altre asset class a reddito fisso. Secondo Tom Mowl, senior portfolio manager securitized credit di RBC BlueBay, “il credito cartolarizzato ha registrato un altro anno di solide performance corrette per il rischio e rendimenti eccedenti attraenti rispetto alle obbligazioni corporate e ad altre asset class a reddito fisso; un trend che dura ormai da molto tempo”.

Nonostante alcune aree di debolezza emerse in altri segmenti del credito, il settore cartolarizzato ha dimostrato una notevole forza. “L’asset class continua a dimostrare forza e resilienza, supportata da fondamentali robusti e da una forte domanda da parte degli investitori”, spiega Mowl. “Nonostante alcune aree di debolezza, come l’aumento delle insolvenze nei settori consumer non-prime ed eventi legati a singoli emittenti nel credito corporate, il credito cartolarizzato si è dimostrato estremamente resistente”.

A proteggere gli investimenti sono state le caratteristiche strutturali dell’asset class. “L’elevata qualità, la diversità del collaterale sottostante e le solide strutture hanno protetto gli investimenti, evidenziando la solidità dei fondamentali e la forza intrinseca dell’asset class”, sottolinea l’esperto. Questo si riflette in un trend creditizio favorevole: “Il 2025 è stato ancora un anno in cui abbiamo osservato un numero di upgrade significativamente superiore ai downgrade; un trend che continua ormai da oltre un decennio. Il rapporto tra upgrade e downgrade nel credito cartolarizzato resta significativamente più alto rispetto al credito corporate”.

Il mercato primario, in particolare, ha offerto opportunità significative per i gestori attivi. “Durante l’anno, periodi di maggiore offerta nel mercato primario, in particolare nei CLO e negli ABS europei, hanno fornito ai gestori attivi punti di ingresso interessanti”, afferma Mowl, portando l’esempio dei CLO single A europei i cui spread primari, in estate, “si sono ampliati fino a livelli simili all’indice BB European High Yield. Questo rappresenta un esempio di ampliamento degli spread guidato da fattori tecnici, che si osserva periodicamente nei mercati del credito cartolarizzato, permettendo ai gestori attivi di aggiungere valore”.

Le prospettive per il 2026 rimangono positive, con l’asset class che offre una combinazione unica di protezione e rendimento. “I vantaggi dell’asset class rimangono estremamente convincenti: alta qualità creditizia e significativa protezione dai default, anche in scenari di stress, offrono una base molto solida”, osserva Mowl. “Questo è particolarmente rilevante considerando l’aumento di eventi di credito legati a singoli emittenti, per cui la protezione dai default fornita dalla cartolarizzazione rappresenta un beneficio cruciale”. A questo si aggiungono spread competitivi, bassa correlazione con altre asset class e la natura a tasso variabile, “un vantaggio chiave nei periodi di volatilità di mercato”.

Infine, Mowl evidenzia il ruolo cruciale della gestione attiva per massimizzare i rendimenti in questo universo. “I portafogli gestiti attivamente possono capitalizzare sulle opportunità di mercato, come quelle generate da elevati livelli di offerta, e affrontare efficacemente le sfide; un risultato che riteniamo di aver ottenuto con successo nel 2025 e nel lungo periodo”. In conclusione, “il credito cartolarizzato si conferma una asset class resiliente, offrendo protezione da eventi idiosincratici, rendimenti eccedenti attraenti e opportunità di alpha per gli investitori attivi”.