Nel nuovo modello di consulenza firmato Intesa Sanpaolo, il ruolo del Global Advisor rappresenta una delle innovazioni più interessanti nel panorama della distribuzione bancaria italiana. In un video pubblicato sull’account Instagram ufficiale del gruppo, la protagonista Giorgia spiega in modo chiaro come funziona questa figura ibrida, a metà strada tra il dipendente e il libero professionista.
Il Global Advisor, infatti, lavora con una struttura retributiva mista: una parte fissa derivante da due giornate settimanali come dipendente della banca e una parte variabile legata ai risultati del portafoglio clienti gestito in autonomia. “Più cresce il portafoglio, più crescono le entrate — spiega Giorgia — così ognuno può modulare il proprio percorso in base all’impegno e agli obiettivi personali”.
Un modello, dunque, che consente di combinare stabilità economica e libertà imprenditoriale.
La banca, inoltre, fornisce ai Global Advisor un portafoglio clienti di partenza: un bacino di relazioni da contattare, conoscere e far crescere nel tempo. A questo si aggiunge la possibilità di acquisire nuovi clienti in autonomia, rafforzando la dimensione consulenziale del ruolo.
Un altro elemento distintivo è la flessibilità operativa. Nelle giornate da dipendente, il Global Advisor può lavorare in filiale; negli altri giorni, invece, è libero di operare da remoto, a casa o direttamente presso i clienti, grazie all’abilitazione all’offerta fuori sede. “L’importante — sottolinea — è costruire una relazione di fiducia con le persone, ovunque esse siano”.
Come parte integrante del Gruppo Intesa Sanpaolo, il Global Advisor accede infine a benefit tipici del mondo corporate: fondo pensione, assistenza sanitaria, agevolazioni su prodotti bancari e servizi interni. Un pacchetto di welfare che avvicina ulteriormente la consulenza finanziaria ai modelli più evoluti di impiego flessibile.
Con questa figura, Intesa Sanpaolo sembra voler costruire un ponte tra la consulenza tradizionale e il mondo della rete finanziaria, valorizzando sia la sicurezza di un grande gruppo bancario, sia l’autonomia tipica del consulente imprenditore.
