CFA Society: restano stabili le aspettative sull’economia italiana

Si deteriora la valutazione del quadro economico attuale da parte degli analisti finanziari italiani, mentre rimangono sostanzialmente stabili le aspettative sull’andamento dell’economia nei prossimi sei mesi. Allo stesso tempo si ridimensionano in modo marcato le attese di inflazione, che nelle rilevazioni precedenti erano state alimentate dal rialzo dei prezzi energetici. È quanto emerge dall’ultimo CFA Society Italy Financial Business Survey, realizzato tra il 19 e il 31 ottobre 2026 tra i soci di CFA Society Italy.

Le aspettative economiche a sei mesi restano sostanzialmente invariate rispetto al mese precedente. Il CFA Italy Sentiment Index si attesta a -47,1 punti, confermando una diffusa cautela sulle prospettive economiche. Solo il 5,9% degli intervistati prevede un miglioramento delle condizioni macroeconomiche italiane, mentre il 52,9% si attende un peggioramento e il 41,2% prospetta uno scenario sostanzialmente invariato.

Anche per le altre principali economie sviluppate permane un orientamento prudente. Il saldo relativo all’Eurozona si colloca a -41,2 punti, mentre quello degli Stati Uniti si attesta a -37,5 punti, in lieve peggioramento rispetto alla rilevazione precedente.

Sul fronte dell’inflazione emerge invece un cambiamento significativo. Dopo il forte aumento delle aspettative inflazionistiche osservato nel mese scorso, associato ai rincari del gas e dell’energia, gli analisti mostrano ora una visione nettamente più equilibrata. In Italia il saldo tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione dell’inflazione scende a -6,3 punti, mentre nell’Eurozona raggiunge -12,5 punti. Anche negli Stati Uniti il saldo torna negativo (-6,3 punti). Il dato suggerisce che gli operatori ritengano temporanee le recenti pressioni energetiche e vedano un ritorno a una dinamica dei prezzi più contenuta nei prossimi mesi.

Il ridimensionamento delle aspettative inflazionistiche si riflette anche sulle attese relative alla politica monetaria. Pur continuando a prevedere tassi più elevati tra sei mesi, gli analisti mostrano una minore convinzione rispetto alla rilevazione precedente. Per i tassi di interesse a breve termine il saldo scende a 58,8 punti in Italia, 64,7 punti nell’Eurozona e 47,1 punti negli Stati Uniti, pur rimanendo ampiamente in territorio positivo. Analoga dinamica emerge per i rendimenti a lungo termine, dove i saldi si attestano a 17,6 punti in Italia e a 5,9 punti sia nell’Eurozona sia negli Stati Uniti.

Sui mercati azionari prevale ancora la cautela. Le aspettative sul FTSE MIB peggiorano ulteriormente, con un saldo pari a -41,2 punti, mentre il FTSE STAR si attesta a -35,7 punti. Rimane negativo anche il sentiment sull’Euro Stoxx 50 (-29,4 punti). Più costruttiva appare invece la valutazione sul mercato statunitense, con l’S&P 500 che torna su un saldo pari a zero, recuperando il forte pessimismo emerso nella rilevazione precedente.

L’analisi settoriale del mercato italiano conferma uno scenario molto selettivo. Il comparto bancario mantiene le prospettive migliori con un saldo di 20 punti, pur in deciso calo rispetto al mese precedente. Si azzerano invece le aspettative sul settore assicurativo e su quello petrolifero, mentre le utilities conservano un saldo moderatamente positivo (6,7 punti). Restano fortemente negative le prospettive per i comparti costruzioni (-71,4 punti), automobilistico (-42,9 punti) e meccanico (-35,7 punti).

Sul mercato valutario si osserva un cambiamento significativo nelle aspettative relative al dollaro statunitense. Dopo mesi caratterizzati da previsioni di indebolimento, prevalgono ora le attese di apprezzamento della valuta americana nei confronti dell’euro. Il saldo sale infatti a 12,5 punti. Prosegue inoltre il rafforzamento delle aspettative positive sullo yen giapponese, che raggiunge un saldo di 46,7 punti, il valore più elevato tra le principali valute monitorate dall’indagine.

Infine, per quanto riguarda il prezzo del petrolio, prevale una visione decisamente ribassista. Il 68,8% degli intervistati prevede una riduzione delle quotazioni nei prossimi sei mesi, contro il 18,8% che si attende un aumento. Il saldo scende così a -50 punti, segnando il valore più negativo degli ultimi mesi e riflettendo un progressivo allentamento delle tensioni sui mercati energetici.