La volatilità torna a caratterizzare i mercati finanziari, tra inflazione elevata, rincari dell’energia, rendimenti dei titoli di Stato vicini ai massimi annuali e prese di profitto sui titoli tecnologici. Eppure, nonostante le incertezze, Wall Street conserva un bilancio positivo dall’inizio del 2026, con l’S&P 500 in rialzo di circa il 12%. Per Antonio Tognoli, responsabile macro analisi e comunicazione di Cfo Sim, la fase attuale richiede prudenza, ma non giustifica necessariamente una visione negativa sulle prospettive azionarie.
«Ottobre si è finora dimostrato all’altezza della sua fama di mese inquietante per l’incertezza», osserva Tognoli, sottolineando come i mercati azionari e obbligazionari stiano affrontando diverse difficoltà. L’indice S&P 500, tuttavia, si mantiene in territorio positivo da inizio anno, sebbene dall’agosto scorso abbia sostanzialmente proceduto senza una direzione precisa.
La rotazione settoriale segnala maggiore prudenza
Al di là della tenuta degli indici principali, l’andamento dei singoli settori evidenzia un atteggiamento più cauto da parte degli investitori. Negli Stati Uniti, energia e tecnologia restano i comparti con le migliori performance da inizio anno, entrambi in crescita di oltre il 20%. Nel corso di ottobre, però, gli equilibri sono cambiati: l’energia ha conservato il primato, mentre alle sue spalle si sono posizionati settori tradizionalmente difensivi come beni di consumo di base, sanità e utility.
La tecnologia, al contrario, ha registrato la peggiore performance mensile, chiudendo in territorio negativo.
«L’andamento dei settori indica un tono più cauto», rileva Tognoli, evidenziando come gli investitori stiano progressivamente privilegiando comparti capaci di offrire maggiore protezione in una fase di accresciuta incertezza.
Intelligenza artificiale, pesano debito e aspettative elevate
La debolezza dei titoli tecnologici è riconducibile a una combinazione di fattori. In primo luogo, si sono intensificate le vendite sulle società legate all’intelligenza artificiale che hanno aumentato il proprio indebitamento e dispongono di riserve di liquidità più limitate. A questo si aggiungono i dubbi sulla capacità dei ricavi di tenere il passo con le aspettative del mercato, diventate particolarmente elevate anche alla luce dei risultati pubblicati dai maggiori operatori del settore.
Le preoccupazioni hanno coinvolto anche i semiconduttori, mentre il rialzo dei tassi d’interesse ha ulteriormente penalizzato le società tecnologiche, soprattutto quelle caratterizzate da una struttura finanziaria sempre più sbilanciata verso il debito.
«Se hai più debito, sei più rischioso, a meno che non riesci a dimostrare che il ritorno reddituale del capitale investito è superiore al suo costo», spiega Tognoli. «Cosa che al momento le società IA non possono dimostrare».
Il problema, quindi, non riguarda soltanto le prospettive di crescita dell’intelligenza artificiale, ma anche la sostenibilità finanziaria degli investimenti necessari per svilupparla. Quando il costo del capitale aumenta, le aziende più indebitate diventano maggiormente vulnerabili e gli investitori tendono a valutare con maggiore attenzione la capacità dei progetti di generare rendimenti adeguati.
Gli utili aziendali sostengono le prospettive di Wall Street
Nonostante le tensioni, secondo Tognoli rimangono diversi elementi fondamentali a sostegno dell’espansione del mercato azionario. Il primo è rappresentato dalla crescita degli utili societari, che continua a offrire un supporto alle valutazioni.
Per le società dell’S&P 500, la crescita degli utili nell’intero 2026 è attesa oltre il 30%, il ritmo più elevato dal 2021, quando l’economia mondiale stava recuperando dalla recessione provocata dalla pandemia. Anche le previsioni relative al terzo trimestre indicano un quadro favorevole, con un incremento degli utili delle società statunitensi stimato intorno al 29%.
Tra i comparti maggiormente coinvolti in questa dinamica figurano tecnologia, servizi di comunicazione, energia e materiali. Le prospettive restano inoltre positive per gran parte del mercato: dieci degli undici settori dell’S&P 500 dovrebbero registrare una crescita degli utili nel trimestre.
«I solidi utili aziendali sostengono i titoli azionari e rimangono un fattore chiave a supporto dell’apprezzamento del mercato azionario nel tempo», sottolinea Tognoli. La capacità delle imprese di continuare a generare profitti rappresenta quindi un elemento centrale per valutare la tenuta delle quotazioni anche in presenza di oscillazioni e correzioni temporanee.
Economia e consumi statunitensi restano resilienti
Un secondo fattore favorevole è rappresentato dalla solidità dell’economia americana, che continua a mostrare una buona capacità di tenuta nonostante i tassi d’interesse elevati e le pressioni sui prezzi.
Sia il comparto manifatturiero sia quello dei servizi risultano in espansione, con indici PMI superiori alla soglia di 50 punti nel corso dell’anno. Un dato che segnala la persistenza di condizioni economiche complessivamente favorevoli.
Anche i consumi delle famiglie continuano a fornire un contributo significativo. A settembre le vendite al dettaglio statunitensi sono aumentate dello 0,8% su base mensile, superando nettamente le attese, che indicavano un incremento dello 0,3%. La spesa delle famiglie si conferma quindi sostenuta nonostante il livello elevato dei prezzi.
Un quadro analogo emerge dai risultati trimestrali delle principali banche, che hanno segnalato una buona tenuta sia della spesa sia del credito al consumo, favoriti da un mercato del lavoro stabile.
«Sappiamo che i consumi rappresentano circa il 70% del Pil statunitense e un consumatore resiliente è un buon segno per l’economia in generale», osserva Tognoli.
La combinazione tra crescita economica, tenuta della domanda interna e solidità degli utili costituisce dunque un sostegno per i mercati, pur senza escludere nuove fasi di volatilità.
Fed ed elezioni di metà mandato, i prossimi appuntamenti
Nelle prossime settimane l’attenzione degli investitori sarà rivolta anche ad alcuni appuntamenti in grado di influenzare le aspettative sui mercati. Il primo è la riunione della Federal Reserve del 28 ottobre, dalla quale si attendono indicazioni sulla futura direzione della politica monetaria.
Lo scenario considerato da Tognoli è quello di tassi lasciati invariati, accompagnati da un approccio graduale nelle decisioni successive. Un eventuale rialzo potrebbe essere valutato a dicembre, qualora le condizioni economiche e finanziarie lo rendessero necessario.
«I mercati potrebbero accogliere con favore l’idea di un ciclo di rialzo dei tassi meno aggressivo», spiega il responsabile macro analisi e comunicazione di Cfo Sim. Oltre alla decisione sui tassi, sarà importante seguire le indicazioni della banca centrale sull’inflazione, sul mercato del lavoro e sull’evoluzione futura del costo del denaro.
Il secondo appuntamento è rappresentato dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, in programma il 3 novembre. Sebbene gli esiti politici possano alimentare l’incertezza nel breve periodo, secondo Tognoli la storia offre indicazioni rassicuranti per gli investitori azionari. Dal 1970, infatti, l’S&P 500 ha registrato un rialzo nei sei mesi successivi alle elezioni di metà mandato, indipendentemente dal risultato.
Azioni preferite alle obbligazioni, ma attenzione alla qualità
Nel complesso, la volatilità di ottobre e la rotazione verso i comparti difensivi possono destabilizzare gli investitori, ma non cancellano gli elementi di sostegno alla crescita dei mercati. «Non prevediamo quindi una recessione o una flessione economica nel breve termine, grazie agli utili elevati, alla solida crescita economica e ai consumi sostenuti», afferma Tognoli.
La possibilità di ulteriori correzioni rimane, ma i fondamentali continuano, secondo questa analisi, a favorire l’espansione del mercato azionario.
In questo contesto, gli analisti mantengono una preferenza per le azioni rispetto agli investimenti a reddito fisso, privilegiando in particolare i titoli statunitensi a grande capitalizzazione. Questa scelta consente di combinare l’esposizione ai segmenti orientati alla crescita con quella ai comparti più difensivi del mercato.
Sul fronte obbligazionario, l’attenzione si concentra invece sui titoli investment grade a breve scadenza, considerati interessanti per i rendimenti offerti rispetto alla liquidità.
La fase attuale richiede quindi un equilibrio tra opportunità e gestione del rischio. «Sempre meglio rivolgersi a un consulente finanziario, che può garantire che i vostri investimenti siano diversificati e ben posizionati in base agli obiettivi finanziari e alla vostra propensione al rischio», conclude Tognoli, richiamando l’importanza di costruire portafogli coerenti con le esigenze individuali, indipendentemente da ciò che riserveranno ottobre e gli ultimi mesi dell’anno.
