Bond: sotto la lente i nuovi corporate e governativi (settimana dal 14 al 18 settembre)

Spenti i riflettori sulla Bce che la scorsa settimana è intervenuta sui mercati alzando il tasso di sconto, questa settimana era forte l’attesa per le decisioni della banca centrale americana, dove il neo- governatore Warsh era atteso al primo test di potenziale contrasto con le visioni economiche del presidente Trump. Per quest’ultimo i tassi dovrebbero scendere per dare ossigeno alle casse del Tesoro, ma la situazione contingente che si è creata anche per le politiche del presidente, ha innescato un rialzo dell’inflazione dovuta soprattutto al rincaro energetico che anche negli Stati Uniti si è fatto sentire. Pertanto, il governatore ha evidenziato la sua indipendenza istituzionale, con il board della Fed compatto al 100% per il rialzo di 0,25, peraltro già ampiamente scontato nei prezzi dei titoli governativi, le cui scadenze lunghe sono tornate sui massimi dal 2007.
Il presidente della Fed, ha affermato che la decisione arriva in un momento in cui l’economia sembra rafforzarsi e puntare in una buona direzione, aggiungendo che sarebbe difficile definire le condizioni finanziarie generali come restrittive, un’opinione ampiamente condivisa dal comitato, per cui hanno ridotto la politica monetaria accomodante. Warsh ha dichiarato che l’inflazione è rimasta al di sopra dell’obiettivo per oltre 5 anni e che l’attenzione principale è rivolta alla stabilità dei prezzi, aspetto fondamentale del mandato della Fed. Il quarto trimestre dell’anno si preannuncia a dir poco interessante, infatti subito dopo l’esito della riunione, il presidente Trump ha affermato che “la Fed avrebbe dovuto tagliare i tassi di interesse all’1% o meno”. Prima dell’aumento odierno, il tasso obiettivo sui fondi federali era compreso tra il 3,50% e il 3,75%, mentre ora si attesta tra il 3,75% e il 4,00%. Ciò significa che, dopo l’aumento odierno, il presidente Trump chiede un taglio dei tassi di almeno 300 punti base. Attualmente, il più grande taglio dei tassi in una singola riunione nella storia degli Stati Uniti è stato di 100 punti base, registrato nel 2020 e nel 2008. Il piano del presidente Trump implica un taglio dei tassi tre volte superiore al record attuale.

Tutto quanto sta accadendo porta molto stress sui rendimenti dei titoli governativi che in poche settimane sono mediamente risaliti ai massimi degli ultimi due anni, una situazione che già si era vista alla fine del 2022. Nelle ultime sedute il rialzo scontava in anticipo quanto deciso ora dalle banche centrali, ora potrebbe aprirsi una fase laterale prima delle prossime riunioni delle stesse da qui a fine anno, nella speranza che le crisi inflattive legate ai conflitti possano calmierarsi.

Lo spread tra Btp e Bund sulla curva decennale, si mantiene in zona 0,85, segno che i prezzi si muovono in parallelo all’interno dell’Eurozona. Per il Bund il rendimento è al 3,52% circa contro il 4,38% del Btp, per il resto molti paesi sono sulla soglia o sopra il 4% come la Spagna, Portogallo, Bulgaria al 4,35%, maglia nera ancora la Francia al 4,48%. Un po’ di respiro per i Treasury decennali tornati sotto il 5% al 4,95% mentre il Gilt UK vede il rendimento al 5,22%, con la Bank of England che ha lasciato i tassi invariati.

Le nuove obbligazioni governative sotto la lente

Sul fronte delle nuove emissioni, settimana molto interessante, con l’offerta arrivata dalla
EU (Unione Europea) che ha raccolto 11 miliardi di euro con l’emissione di un nuovo bond a tre anni (scadenza 12 marzo 2030) e del nuovo bond a 30 anni. Ha attirato complessivamente più di 172 miliardi, di cui 72 miliardi per la tranche corta contro i cinque miliardi offerti e 80 miliardi per quella lunga contro i sei miliardi offerti. Il rapporto di copertura è stato, quindi, pari a 12 per la prima e a 16 per la seconda. Il bond a tre anni ha una cedola del 3,375 % ed è arrivato a un rendimento di riofferta del 3,495%, equivalente ad un prezzo del 99,629%. Il differenziale tra le obbligazioni Ue in scadenza il 12 luglio 2029 è di sei punti base, ossia un differenziale equivalente a uno swap intermedio di -1 punti base, e di 22,6 punti base sul Bund con scadenza l’11 ottobre 2029 e di 15,6 punti base al di sotto dell’Oat con scadenza il 25 febbraio 2030. Il nuovo bond a 30 anni ha scadenza il 12 ottobre 2056, la cedola è stata fissata al 4,50%, a fronte di un prezzo di re-offer di 99,329. L’operazione ha esitato un rendimento del 4,541%. Il differenziale tra le obbligazioni Ue in scadenza il 12 ottobre 2055 è di tre punti base, ossia un differenziale equivalente a un mid swap di 107 punti base, e di 64,7 punti base sul Bund con scadenza il 15 agosto 2056 e di 57,5 punti base al di sotto dell’Oat con scadenza il 25 maggio 2056. I nuovi bond UE offrono una solidità di fondo rara nel mondo di oggi, all’obbligazione è stato assegnato il rating massimo, AAA. Gli Isin sono rispettivamente EU000A4E0858 per il breve e EU000A4E0866 per la scadenza 2056 con taglio minimo di mille euro con multipli di mille.

Aste di governativi in Francia e Germania sia sul breve che sui titoli più lunghi, in particolare spicca il Bund trentennale che ha visto il rendimento salire al 3,9% dal 3,65% precedente. In Spagna le aste dei Bonos a cinque anni si sono chiuse con rendimento al 3,558%, in rialzo dal 3,255% precedente.

In Germania, la città di Brema che ha tripla A di rating, ha emesso 500 milioni con scadenza a sette anni a tasso variabile sei mesi euribor +10. Taglio da mille euro con multipli di mille con Isin DE000A5ENMU5.

German Federal State of Mecklenburg-Western Pomerania ha collocato un’obbligazione sulla scadenza a sei anni. L’obbligazione (Isin DE000A5GS6X1) sarà rimborsata alla scadenza il 23 settembre 2032 al prezzo di 100. Ammontare dell’emissione 500 milioni di euro, cedola annua lorda 3,625%, prezzo 99,878 e rendimento 3,648%. Rating Aaa. Lotto minimo mille euro con multipli di mille.

I nuovi bond corporate sotto i riflettori

Passando ai corporate e finanziari, è andato molto bene il nuovo bond obbligazionario Volkswagen Bank suddiviso in tre tranche: 2029, 2031 e 2034. Le prime indicazioni di rendimento erano per la tranche a scadenza 21 marzo 2029 nell’area di 95/100 punti base sulla curva midswap, per la tranche con scadenza 21 marzo 2031 nell’area 125/130 punti base sulla curva midswap e per la tranche con scadenza 21 marzo 2034 nell’area di 160/165 punti base sulla curva midswap. Gli ordini degli investitori hanno raggiunto i 4,45 miliardi ed hanno permesso all’emittente di ridurre il rendimento: la tranche al 2029 (XS3508755496) offre un rendimento di 67 punti base sul tasso midswap, la tranche al 2031 (XS3508765966) offre un rendimento di 100 punti base, la tranche al 2034(XS3508768390) offre un rendimento di 135 punti base. Per la tranche a 3,5 anni cedola 4,125% e prezzo di emissione 99,807, per la tranche a 5,5 anni cedola 4,5% e prezzo di emissione 99,929 e per la tranche a 7,5 anni cedola 4,875% e prezzo di emissione 99.912. Gli ordini raccolti hanno raggiunto 1,7 miliardi sulla tranche breve, 1,45 miliardi sulla tranche intermedia e 1,3 miliardi sulla tranche a lunga scadenza. Le tre tranche hanno come size rispettivamente 1,25 miliardi, 750 milioni e 500 milioni di euro. Rating delle obbligazioni A1/BBB+/A- e lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di 100mila.

Toyota Motor Credit Corporation ha iniziato il collocamento di un nuovo bond sulla scadenza sette anni. Il titolo verrà rimborsato a 100 il 24 marzo 2033. Prime indicazioni di rendimento in area +105/110 punti base sopra il tasso midswap di riferimento. Isin XS3511196753, lotto minimo mille euro con multipli di mille. Rating A1/A+/A+.

RCI Banque ha collocato due bond con richieste arrivate per 2,650 miliardi di euro. Il primo bond ha scadenza cinque anni il 24 febbraio 2031, ammontare 750 milioni di euro (Isin FR001401AXB7). In avvio del collocamento, il rendimento si collocava a +140 punti base sopra il tasso midswap per poi scendere in chiusura a +115 punti base con ordini che hanno raggiunto 1,55 miliardi di euro. Il secondo bond (FR001401AXC5), ha scadenza a sette anni, il 124 novembre 2033, in questo caso il rendimento viaggiava in area +175 punti base sopra il tasso midswap per poi scendere a +155 punti base con ordine che hanno raggiunto 1,1 miliardi di euro. I bond hanno un taglio minimo di 100mila euro con multipli di 100mila e rating Baa1/BBB-. Nel dettaglio: per il bond 2031 il prezzo di emissione è stato fissato a 99,705 con cedola al 4,625% e rendimento 4,707%; per il bond 2033 il prezzo di emissione è stato fissato a 99,394 con una cedola del 5% e rendimento 5,106% e ammontare dell’emissione 500 milioni di euro.

MOL Hungarian Oil & Gas, primaria compagnia petrolifera e del gas integrata dell’Europa centrale, ha collocato con successo una nuova obbligazione con scadenza 23 settembre 2031 e ammontare 500 milioni di euro, raccogliendo ordini complessivi per 1.350 miliardi di euro. La solidità del libro ordini ha permesso all’emittente di rivedere al ribasso le indicazioni di pricing iniziali, MS+155 punti base arrivando a un costo finale pari MS+133. Nel dettaglio si tratta di titoli con scadenza settembre 2031, cedola a tasso fisso pari a 4,625%, prezzo 98,879 e rendimento 4,86%. I tagli minimi dell’emissione sono di 100mila euro con ultipli di mille. I titoli avranno rating BBB- e Isin DE000A161R93.

Teva Farmaceutica ha emesso 1,5 miliardi di euro con scadenza a 6,5 anni e cedola del 4,625%. Il rating della società è Baa3/BBB-/BBB-, il taglio è 100mila euro con multipli di mille, Isin XS3498887341.

Nuovo bond per Bank of Ireland Group. Si tratta di un’obbligazione 10.5NC5.5 green Tier2. La scadenza dell’obbligazione è fissata al 24 marzo 2037, il titolo è rimborsabile alla pari a marzo 2032. La call deve essere esercitata dall’emittente. Prime indicazioni di rendimento MS+160. Isin XS3513205594, lotto minino 100mila euro con multipli di mille e rating Baa1/BBB.

Tra i titoli high yield, Hella GmbH & Co, azienda leader nello sviluppo e nella produzione di illuminazione, componenti e sistemi, si è finanziata con un’obbligazione senior a 5 anni dell’ammontare di 300 milioni di euro. La guidance iniziale di rendimento è stata fissata a 5,50%-5,625% , abbassata a 5,25% a fine collocamento. Nel dettaglio: cedola annua lorda 5,25%, prezzo di emissione 100. L’obbligazione rimborsa alla pari alla scadenza fissata il 23 settembre 2030. Isin XS3516171447, lotto minimo negoziabile 100mila euro con multipli di 100mila, rating Baa2/BBB.

Danske Bank ha iniziato il collocamento di un’obbligazione 5NC5. L’obbligazione ha scadenza a cinque anni il 24 settembre 2031 e può essere rimborsata anticipatamente al quarto anno. A inizio collocamento lo spread è stato fissato a MS+95. Lotto minimo 100mila euro con mutipli di mille, rating A3/A-.

Fassi Gru, azienda italiana leader mondiale nella produzione di gru articolate idrauliche per autocarri, ha collocato un’obbligazione 7NC1 con scadenza a sette anni il 30 settembre 2033. Il titolo presenta una call alla pari esercitabile dall’emittente dopo un anno. L’obbligazione (Isin XS3499960576) è a tasso variabile con cedola trimestrale e ammontare 450 milioni di euro. All’annuncio la cedola era stata fissata a 3m+400/450, lo spread è stato rivisto e abbassato a 3m+375 punti base. Prezzo di emissione 100. Lotto minimo negoziabile 100mila euro con multipli di 100mila e rating B1/B/BB-.

Bond, da UniCredit un’emissione a partire da mille euro con cedola dell’8,4% legata al Btp decennale. La nuova obbligazione ha una durata di 15 anni e combina una cedola fissa dell’8,40% per i primi quattro anni con una componente condizionata all’andamento dei rendimenti dei BTP decennali. La nuova obbligazione UniCredit Tasso Misto Index-linked in EUR (Isin IT0005730152) è negoziabile direttamente sul MOT di Borsa Italiana e sul Bond-X di EuroTLX. Il titolo ha scadenza fissata all’8 settembre 2041, e prevede un valore nominale e un investimento minimo di mille euro. Il prezzo di emissione è pari a 100. La struttura combina un tasso fisso dell’8,4% nei primi quattro anni con una componente successiva legata all’andamento dell’indice SOITA10Y, benchmark che misura il rendimento dei titoli di Stato italiani a dieci anni. La frequenza di pagamento degli interessi è annuale e il rimborso a scadenza è pari a 100. La quarta cedola fissa dell’8.4% avviene nel settembre 2030. Dal quinto anno cambia invece il meccanismo di remunerazione e l’importo dell’interesse diventa condizionato all’andamento dell’indice di riferimento. A partire da settembre 2030 e fino alla scadenza, il bond prevede un importo aggiuntivo condizionato dell’8,40% annuo lordo. Il pagamento dipende dal valore ufficiale del Solactive BTP 10Y Annual Comp. 11am Yield Index (SOITA10Y) rilevato alla rispettiva data di osservazione annuale. La condizione è definita da una barriera fissata al 4,50%. Se, nella data di osservazione, l’indice è pari o inferiore a questo livello, l’investitore riceve l’importo aggiuntivo dell’8,40% lordo. Se invece il SOITA10Y supera il 4,50%, per quell’anno l’importo aggiuntivo è pari a zero.

In area dollaro molta richiesta per l’emissione di Stellantis, per un totale di 2,5 miliardi, diviso su più tranches Baa3/BBB- di rating e taglio minimo da 2mila dollari con multipli di mille. Isin US85855CAR16 per la scadenza 2031 con cedola del 6,75%; Isin US85855CAS98 per la scadenza 2036 con cedola del 7,4%. Il prezzo d’emissione è stato fissato a 100 per entrambe e sul grey market la performance migliore è stata per il titolo decennale.

Tra gli emergenti, nuovo deal della compagnia petrolifera argentina Ypf, che ha emesso 1,2 miliardi di dollari con scadenza al 2035 e cedola del 7,55%, Isin US984245BC39, il taglio è stato fissato a mille dollari con multipli di mille.

A cura di Carlo Aloisio, senior bond broker