Bond governativi europei: come muoversi in questa fase secondo Generali AM

Il rialzo dei rendimenti obbligazionari è ormai un fenomeno globale e, secondo Massimo Spagnol, Fixed Income portfolio manager di Generali Asset Management, è alimentato da tre fattori principali: “maggiore offerta di debito pubblico, persistenti pressioni inflazionistiche legate all’energia e aumento dei rischi fiscali“. Il risultato combinato, spiega l’esperto, è “il pricing di una politica monetaria molto aggressiva e un maggiore term-premium lungo le curve“.

Guardando ai mercati obbligazionari europei, aggiunge Spagnol, “si è aggiunto un trend di allargamento degli spread nel mercato dei titoli governativi, determinato dall’instabilità politica che caratterizza Francia e Spagna in primis, che si è esteso anche al comparto del credito, complice anche il sentiment negativo sugli asset rischiosi“. Nonostante la volatilità, sottolinea il manager, “il ritorno di rendimenti elevati rende oggi il mercato obbligazionario nuovamente interessante per gli investitori“.

Italia, stabilità politica ma con contagio esterno

Sul fronte italiano, Spagnol osserva che “l’Italia beneficia di una maggiore stabilità politica rispetto ad altri grandi Paesi europei, ma subisce comunque gli effetti del contagio proveniente da Francia e Spagna“. Inoltre, rileva, “l’elevata liquidità del mercato dei BTP ne aumenta la sensibilità ai flussi speculativi“. Per i risparmiatori, spiega il portfolio manager, “ciò significa maggiore volatilità nel breve periodo, ma anche la possibilità di investire a rendimenti più elevati rispetto agli ultimi anni”.

Politiche monetarie, mercato prezza nuovi rialzi

Passando alle politiche monetarie, Spagnol ricorda che “attualmente il mercato prezza per entrambe le banche centrali, Fed e Bce, ulteriori misure di politica monetaria restrittiva. Un rialzo di 25 punti base a dicembre, ed altri due rialzi sempre di 25 punti base per il 2027“. Sia la Fed che la Bce, prosegue l’esperto, “nella retorica adottata, hanno mantenuto un approccio data-dependent, moderatamente hawkish sottolineando i rischi inflattivi derivanti dagli elevati prezzi dell’energia”. In un contesto “fortemente orientato dalla variabile geopolitica con focus sulla crisi mediorientale, è difficile prevedere cosa succederà e per tale ragione non è possibile escludere ulteriore volatilità”.

La view su BTP, Oat e Bonos

Quanto alla strategia, Spagnol è chiaro: “Sui BTP manteniamo una posizione prudente nel breve termine, ma costruttiva sui fondamentali italiani“. Più cauta, invece, “la view sulla Francia, dove incertezza politica e criticità fiscali potrebbero continuare a penalizzare il mercato”. Il manager non esclude “l‘ipotesi di uno spread Oat/Bund a 200 punti base guardando alle elezioni presidenziali”. Sulla Spagna, osserva che “sta affrontando una crisi di Governo che vede un marcato aumento del consenso popolare verso l’estrema destra, un’evoluzione negativa della situazione politica potrebbe portare lo spread in area 80-90 punti base“. Infine, “la carta tedesca è un ottimo driver di diversificazione e di mitigazione dell’impatto negativo derivante dall’allargamento degli spread governativi”.

Come investire in questo scenario

Nel contesto descritto, secondo Spagnol “la gestione del rischio diventa essenziale: un approccio attivo, dinamico e disciplinato è fondamentale per gestire la volatilità, controllare i drawdown e individuare le opportunità offerte dal mercato”. In particolare, “la parte a breve e intermedia delle curve, offre oggi un buon equilibrio tra rendimento e rischio di duration“. È inoltre opportuno, aggiunge, “diversificare tra Paesi, mantenendo cautela sulla Francia“.

Gli inflation-linked, continua il manager, “restano interessanti grazie agli elevati tassi reali”. Infine, conclude Spagnol, “è importante quando possibile gestire il rischio attraverso strategie di copertura dinamiche sfruttando la leva dei derivati finanziari. Il contesto è sfidante, ma sicuramente foriero di opportunità di creazione di valore”.