Berkshire Hathaway sta valutando di incrementare la propria presenza nelle principali società di trading giapponesi. La holding statunitense potrebbe portare le sue partecipazioni fino al 15%, secondo quanto dichiarato da Masahiro Okafuji, presidente del Japan Foreign Trade Council, come riportato da Bloomberg.
Okafuji, nel dettaglio, ha spiegato di aver incontrato all’inizio di settembre Greg Abel, ad della società fondata da Warren Buffett, e di averne ricavato l’impressione che Berkshire intenda mantenere gli investimenti nelle trading house per un periodo prolungato, valutando persino un loro ampliamento. Okafuji presiede Itochu, una delle cinque società coinvolte.
Al momento Berkshire detiene quote oltre il 10% in Mitsubishi , Sumitomo, Mitsui & Co., Marubeni e Itochu. L’ingresso in questi titoli risale a più di sei anni fa e da allora la posizione è stata accresciuta in modo graduale. Berkshire emette inoltre con regolarità obbligazioni denominate in yen.
Secondo Okafuji, Berkshire apprezza il vantaggio competitivo difficilmente replicabile di cui godono le trading house giapponesi. Pesano in questo senso le reti globali estese e la capacità sofisticata di allocare il capitale, elementi che creano barriere significative all’ingresso di nuovi concorrenti. Questo spiegherebbe l’interesse della conglomerata americana.
Abel amplia la scommessa su Alphabet
L’attenzione di Berkshire non si limita al Giappone. Nell’ultimo trimestre Abel ha incrementato dell’83% la partecipazione in Alphabet, in quella che viene descritta come una delle sue mosse azionarie più audaci da quando ricopre il ruolo di amministratore delegato. Il primo acquisto di titoli della casa madre di Google risale al terzo trimestre del 2025.
Nel primo trimestre del 2026 la posizione è stata triplicata. A giugno sono stati poi acquistati direttamente dalla società titoli per 10 miliardi di dollari attraverso un collocamento privato. Oggi Alphabet rappresenta il 10% del portafoglio azionario di Berkshire, senza però essere ancora annoverata tra le partecipazioni core.
La continuità della strategia
Buffett non prende più tutte le decisioni operative, pur restando presidente e continuando a offrire il proprio contributo. Abel ha rassicurato gli azionisti sul fatto che non intende stravolgere l’impostazione esistente. Appare quindi probabile che Coca-Cola, American Express e Apple restino le partecipazioni centrali del portafoglio di Berkshire Hathaway anche in futuro.
