Christine Lagarde lascia la presidenza della Banca centrale europea. La numero uno dell’Eurotower ha annunciato che terminerà il proprio incarico il 7 febbraio 2027, anticipando di diversi mesi la scadenza naturale del mandato, prevista per la fine di ottobre dello stesso anno. La notizia chiude settimane di indiscrezioni sul futuro della presidente e apre una nuova fase per la principale istituzione monetaria dell’area euro.
Nel frattempo, nell’ultima sua riunione alla Bce, ha deciso di lasciare comeda attese i tassi d’interesse fermi: il tasso sui depositi resta al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,65%, quello sui prestiti marginali al 2,90%.
A confermare la decisione delle dimissioni della Lagarde è stato anche António Costa, presidente del Consiglio europeo, che ha dichiarato di essere stato informato direttamente da Lagarde della sua intenzione di lasciare l’incarico. Il Consiglio direttivo della Bce ha ringraziato la presidente per il lavoro svolto, tributandole una lunga standing ovation.
In un messaggio diffuso sui social, Lagarde ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto alla guida dell’istituzione, sottolineando l’orgoglio per aver servito la Banca centrale europea. La sua uscita anticipata consentirà ai governi europei di individuare il successore prima della scadenza prevista, in un contesto nel quale le decisioni di politica monetaria si intrecciano con questioni economiche e politiche sempre più complesse.
Tra le ipotesi circolate sul futuro della presidente figura anche un possibile approdo alla guida del World Economic Forum, l’organizzazione internazionale con sede a Ginevra che riunisce esponenti della politica, dell’economia e della finanza. Il passaggio, tuttavia, non va considerato come formalizzato sulla base del solo annuncio delle dimissioni.
La tempistica assume inoltre un significato politico particolare alla vigilia delle elezioni presidenziali francesi del 2027. La scelta di anticipare il cambio al vertice della Bce permetterà ai leader europei di gestire la successione prima dell’appuntamento elettorale in Francia, dove i sondaggi segnalano una fase di forte competizione politica.
Secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore, Lagarde potrebbe voler recuperare maggiore libertà di intervento nel dibattito pubblico europeo e francese. Un’eventuale attività politica, però, non è stata indicata come motivazione ufficiale delle dimissioni e va quindi distinta dalle ragioni formalmente comunicate.
Con l’annuncio dell’uscita di Lagarde prende avvio la partita per la successione. La nomina spetta al Consiglio europeo, secondo la procedura prevista dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che disciplina la designazione dei membri del Comitato esecutivo della Bce. Tra i nomi indicati come possibili candidati figurano Klaas Knot, ex presidente della banca centrale olandese, e Pablo Hernández de Cos, già governatore della Banca di Spagna ed ex presidente del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Entrambi dispongono di una consolidata esperienza nella politica monetaria e nella supervisione del sistema finanziario.
Silvia Merler, Head of Responsible Investment & Policy Research di Algebris Investments ha commentato: “L’uscita anticipata di Christine Lagarde era nell’aria da mesi, ma la conferma trasforma un processo di successione dai tempi lenti in una trattativa più ampia, con scadenze molto ravvicinate. Con l’addio di Isabel Schnabel il 3 gennaio, le dimissioni di Lagarde il 7 febbraio e la scadenza del mandato di Philip Lane a maggio del prossimo anno, tre dei sei seggi del Comitato esecutivo sono in discussione in una fase politica particolarmente delicata per l’Europa. Poiché il termine per la presentazione delle candidature al posto di Schnabel è stato prorogato a fine novembre, il Consiglio europeo del 17-18 dicembre appare il momento più realistico per raggiungere un accordo politico. Resterebbe così poco più di un mese per l’iter di conferma (contro i quattro mesi richiesti per la nomina della stessa Lagarde nel 2019), con la necessità che Parlamento e Consiglio procedano speditamente già a gennaio. Il nuovo Presidente erediterà una situazione complessa, segnata da una forte attenzione dei mercati al rischio fiscale francese e da un’inflazione in risalita, trainata dallo shock sull’offerta di energia. La successione serrata lascerà poco tempo per l’inserimento e scarso margine d’errore: chiunque venga designato, al primo turno delle cruciali elezioni presidenziali francesi sarà in carica da appena dieci settimane circa e avrà presieduto una sola riunione di politica monetaria con nuove proiezioni, il che potrebbe mettere la Bce di fronte a un impegnativo test di credibilità”.
Filippo Fiori, Senior Advisor di Otala.Markets, ha affermato commentando la notizia: “Le dimissioni anticipate di Christine Lagarde aprono di fatto la corsa alla successione alla BCE. Il riferimento esplicito alla Francia e un’uscita fissata a febbraio, a ridosso delle presidenziali della primavera 2027, ci fanno pensare a una possibile candidatura all’Eliseo, sulla scia di Mario Draghi, che dopo la BCE è stato premier e nel 2022 è andato vicino al Quirinale. A nostro avviso il favorito per la successione è lo spagnolo Pablo Hernández de Cos, sostenuto sia dal governo Sánchez sia dal PP di Feijóo, mentre l’olandese Klaas Knot sconta il fatto che l’Olanda abbia già espresso un presidente con Duisenberg. Il profilo più accomodante di de Cos dovrebbe raccogliere l’appoggio della Francia, sotto pressione sugli spread degli OAT, e dell’Italia, che nonostante i rapporti tesi con Madrid ha tutto l’interesse a un presidente dovish, soprattutto se le elezioni spagnole del 29 novembre porteranno al governo il PP. La variabile principale resta la Germania, che potrebbe sostenere Knot oppure ottenere in cambio altre posizioni nell’accordo complessivo sui ruoli di Lane e Schnabel. Se il mercato iniziasse a scontare la nomina di un presidente dovish, più disposto a sostenere i titoli francesi in caso di tensioni, potremmo assistere all’avvio di un rally degli OAT, con un restringimento dello spread OAT-Bund”.
