Autocallable: quando il rendimento incontra la gestione del rischio

Negli ultimi vent’anni gli investimenti basati sui risultati hanno progressivamente conquistato spazio nei portafogli, passando da una soluzione di nicchia a uno strumento sempre più considerato dagli investitori. In questo percorso, gli autocallable hanno assunto un ruolo di primo piano soprattutto nel Regno Unito e in Europa, dove hanno offerto un modo alternativo per prendere esposizione ai mercati azionari attraverso profili di rischio e rendimento definiti in anticipo.

Secondo Tom May, Global CIO di WisdomTree, la diffusione di queste strategie riflette un cambiamento più profondo nel modo in cui gli investitori costruiscono i propri portafogli. “Negli ultimi due decenni, le strategie basate sui risultati si sono evolute da un segmento di nicchia del mercato a una componente sempre più importante della costruzione dei portafogli”, osserva May.

Alla base di questa trasformazione c’è una crescente attenzione non soltanto alla ricerca del rendimento, ma anche alla sua prevedibilità e alla capacità di gestire le fasi di maggiore turbolenza. “Gli investitori sono sempre più alla ricerca di soluzioni che concilino il potenziale di crescita con la gestione del rischio“, sottolinea il Global CIO di WisdomTree.

Una risposta all’incertezza dei mercati

L’interesse per gli autocallable si è rafforzato in un contesto nel quale i mercati finanziari continuano a essere condizionati da volatilità, incertezza geopolitica e aspettative mutevoli sull’andamento dei tassi di interesse.

Per May, proprio questo scenario contribuisce a spiegare l’attrattiva crescente di strumenti capaci di definire in anticipo alcuni degli esiti dell’investimento. “In un contesto caratterizzato da periodiche fluttuazioni di mercato, incertezza geopolitica e aspettative mutevoli sui tassi di interesse, gli autocallable si sono affermati come uno strumento interessante” per perseguire un rapporto più equilibrato tra rischio e rendimento.

Il principio di funzionamento è relativamente semplice, anche se le singole strutture possono essere molto diverse tra loro. L’investitore accetta determinate condizioni legate all’andamento di un indice o di un altro sottostante in cambio della possibilità di ottenere un rendimento prefissato.

“Fondamentalmente, gli autocallable sono concepiti per offrire risultati predefiniti”, spiega May. Il rendimento è generalmente subordinato al fatto che il sottostante rimanga al di sopra di determinati livelli, mentre alcune strutture prevedono forme di protezione del capitale contro ribassi entro soglie prestabilite.

La protezione, però, non deve essere confusa con l’assenza di rischio. Se il mercato scende oltre il livello previsto dalla struttura, soprattutto alla scadenza, l’investitore può essere esposto alle perdite secondo i termini del prodotto. È proprio questo elemento a rendere fondamentale la progettazione della singola struttura.

“Il rischio per l’investitore consiste nel fatto che il mercato scenda al di sotto di quel livello prestabilito alla scadenza”, precisa May. “La natura personalizzata di questi prodotti assume quindi particolare importanza”.

Partecipare alla Borsa con un rischio definito

Il successo degli autocallable è legato anche alla possibilità di costruire un’esposizione ai mercati azionari diversa da quella ottenibile attraverso l’acquisto diretto di azioni o di un indice.

Molti investitori continuano infatti a considerare l’azionario come una componente essenziale dei portafogli di lungo periodo, ma allo stesso tempo sono diventati più sensibili al rischio di correzioni improvvise e profonde.

“Molti investitori continuano a puntare sugli investimenti azionari a lungo termine, ma sono sempre più consapevoli dei rischi legati alle brusche correzioni di mercato”, afferma May.

In questo senso, gli autocallable possono rappresentare una via intermedia: consentono di partecipare all’andamento dei mercati senza replicare integralmente il profilo di rischio di un investimento azionario tradizionale.

“Offrono un modo alternativo per partecipare ai mercati azionari senza assumersi l’intero rischio di ribasso derivante dalla detenzione diretta dei titoli”, aggiunge il Global CIO di WisdomTree.

Il premio della volatilità

Uno degli elementi più interessanti delle strategie autocallable riguarda la possibilità di sfruttare il premio associato alla volatilità dei mercati.

Queste strutture incorporano infatti strategie in opzioni che, in termini generali, consentono di monetizzare il premio pagato dal mercato per trasferire o coprire il rischio di movimenti particolarmente ampi dei prezzi.

May paragona questo meccanismo a quello del settore assicurativo. “Queste strutture traggono tipicamente vantaggio dalla vendita della volatilità di mercato attraverso strategie con opzioni incorporate”, spiega.

Il paragone è particolarmente significativo: “Il meccanismo può essere considerato simile al funzionamento del settore assicurativo. Proprio come gli assicuratori riscuotono i premi in cambio della copertura offerta, gli investitori in strategie autocallable ricevono un compenso per l’assunzione del rischio in caso di ribassi di mercato”.

In altre parole, l’investitore non viene remunerato esclusivamente perché il mercato sale. Una parte del rendimento può derivare dal premio associato al rischio di volatilità assunto attraverso la struttura.

Perché la volatilità può diventare una fonte di rendimento

Storicamente, la volatilità implicita incorporata nei prezzi delle opzioni tende a essere superiore alla volatilità effettivamente osservata sui mercati. Questo differenziale rappresenta il cosiddetto premio per il rischio di volatilità.

Gli investitori sono infatti spesso disposti a pagare un premio per proteggersi da scenari avversi, anche quando questi ultimi si verificano con una frequenza inferiore rispetto a quanto suggerito dalle aspettative implicite nei prezzi delle opzioni.

“Storicamente, questa è sempre stata una fonte di rendimento interessante”, sottolinea May. “Gli operatori di mercato sono spesso disposti a pagare un premio per proteggersi dal ribasso, quando in realtà tali scenari sono storicamente meno frequenti”.

Da qui nasce una delle caratteristiche più importanti degli autocallable: la possibilità di generare rendimento anche in assenza di un forte rialzo dei mercati azionari.

“Utilizzando sistematicamente questo premio, gli autocallable possono generare rendimenti che non dipendono esclusivamente da una forte performance dei mercati azionari”, afferma May.

Una caratteristica particolarmente importante nelle fasi laterali

Il meccanismo assume particolare rilevanza quando i mercati attraversano fasi caratterizzate da crescita modesta o da movimenti laterali.

In un investimento azionario tradizionale, infatti, il rendimento dipende in larga misura dall’aumento del prezzo del titolo o dell’indice. Se il mercato rimane sostanzialmente fermo, il potenziale di guadagno legato all’apprezzamento del capitale si riduce.

Gli autocallable seguono una logica differente. Se vengono rispettate le condizioni previste dalla struttura, possono offrire un rendimento anche quando il sottostante non registra una crescita particolarmente significativa.

“Ciò può rivelarsi particolarmente vantaggioso nei mercati che registrano un andamento laterale o una crescita modesta”, osserva May. “Gli investimenti azionari tradizionali si basano generalmente sull’aumento dei prezzi delle azioni per generare rendimenti. Gli autocallable, al contrario, possono offrire risultati interessanti anche quando i mercati non riescono a generare un apprezzamento sostanziale del capitale”.

L’importanza della clausola autocall

Un altro elemento centrale di queste strutture è rappresentato dalla funzione di rimborso anticipato, da cui deriva il termine autocallable.

Molti prodotti prevedono infatti specifiche date di osservazione, spesso annuali, nelle quali viene verificato se il sottostante si trova al di sopra di un determinato livello. Se la condizione viene soddisfatta, il prodotto può essere rimborsato anticipatamente, restituendo il capitale all’investitore insieme al rendimento previsto.

“La funzione autocall è di per sé un altro motivo del fascino intramontabile di questo prodotto”, sostiene May.

Il rimborso anticipato può modificare significativamente la gestione dell’investimento. Il capitale torna infatti disponibile prima della scadenza originaria e può essere destinato a nuove opportunità.

“Molte strutture includono date di osservazione annuali che consentono all’investimento di giungere a scadenza anticipata se l’indice di riferimento supera un livello specificato”, spiega il Global CIO di WisdomTree.

Secondo May, questo meccanismo “può migliorare l’efficienza del portafoglio grazie alla restituzione del capitale prima del previsto, consentendo agli investitori di reinvestire in nuove opportunità e, potenzialmente, di aumentare i rendimenti nel tempo”.

Un nuovo strumento per diversificare il portafoglio

L’interesse per gli autocallable, tuttavia, non deriva soltanto dalla ricerca di rendimento. Questi strumenti possono avere anche una funzione di diversificazione all’interno dell’asset allocation.

Il profilo di rendimento di un autocallable dipende infatti dalla combinazione di diversi fattori: andamento del sottostante, volatilità, livelli di barriera, durata e condizioni di rimborso. Questo rende la dinamica del prodotto differente rispetto a quella di una tradizionale posizione azionaria o obbligazionaria.

“È importante sottolineare che il fascino degli autocallable va oltre il loro potenziale di rendimento”, sottolinea May. “Essi possono infatti svolgere un ruolo prezioso nella diversificazione del portafoglio”.

La particolarità consiste nel fatto che i rendimenti “dipendono da una combinazione di andamento del mercato, condizioni di volatilità e meccanismi di pagamento strutturati”, aggiunge May. Di conseguenza, “introducono fonti di rendimento diverse rispetto alle tradizionali allocazioni azionarie e obbligazionarie”.

Dal private banking alla gestione patrimoniale

La crescente diffusione di queste strategie è evidente anche nel mondo della gestione patrimoniale. Gli autocallable sono diventati sempre più presenti nei portafogli gestiti in modo discrezionale, nei mandati di private banking e nelle soluzioni destinate alla clientela wealth management.

Per May, questa evoluzione non è soltanto il risultato dei progressi nella progettazione dei prodotti finanziari. Riflette soprattutto una trasformazione delle esigenze degli investitori.

“Gli autocallable sono diventati sempre più diffusi nei portafogli discrezionali, nei mandati di private banking e nelle soluzioni di gestione patrimoniale in tutta Europa”, afferma.

La ragione, secondo il Global CIO di WisdomTree, è che gli investitori attribuiscono un valore crescente alla possibilità di conoscere in anticipo, almeno entro determinati scenari, il profilo di rendimento e rischio dell’investimento.

“La loro popolarità riflette non solo i progressi nella progettazione dei prodotti, ma anche il crescente riconoscimento del fatto che gli investitori attribuiscono valore alla certezza e a risultati definiti, oltre che al potenziale di rendimento”, osserva May.

Da soluzione tattica a componente strategica

Guardando al futuro, secondo May i fattori che hanno favorito la crescita degli autocallable non sembrano destinati a scomparire. Volatilità, incertezza sulle prospettive economiche e monetarie e aspettative di rendimento meno prevedibili per le asset class tradizionali continueranno infatti a spingere gli investitori verso soluzioni capaci di modulare il rapporto tra rischio e rendimento.

“È improbabile che la volatilità dei mercati venga meno”, afferma May. Allo stesso tempo, “le aspettative di rendimento per le classi di attività tradizionali restano incerte e gli investitori continuano a cercare strategie che offrano un approccio più equilibrato al rapporto tra rischio e rendimento”.

È in questo scenario che gli autocallable potrebbero continuare a guadagnare spazio, passando da una funzione prevalentemente tattica a una presenza strutturale nei portafogli.

“Per molti portafogli, gli autocallable sono passati dall’essere una semplice allocazione tattica a diventare uno strumento strategico”, conclude May.

La loro crescita in Europa rappresenta quindi un indicatore di un cambiamento più ampio nelle preferenze degli investitori: non conta più soltanto quanto può rendere un portafoglio, ma anche come quel rendimento viene ottenuto e quale livello di rischio deve essere assunto per raggiungerlo. “La loro crescita costante in tutta Europa dimostra la crescente importanza dell’investimento basato sui risultati”, conclude May, evidenziando come gli investitori stiano progressivamente ridefinendo il rapporto tra rischio, rendimento e resilienza del portafoglio.