La resilienza dell’economia globale, il dinamismo degli utili societari e la prosecuzione degli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a sostenere le prospettive dei mercati azionari. In un contesto caratterizzato da rendimenti obbligazionari elevati, pressioni inflazionistiche e incertezze sui conti pubblici, Schroders mantiene un orientamento costruttivo sulle Borse, privilegiando soprattutto i comparti e le aree geografiche maggiormente esposti alla crescita strutturale. Al tempo stesso, la selettività diventa fondamentale, soprattutto nel reddito fisso, dove le valutazioni non sempre compensano adeguatamente i rischi.
«La crescita continua a mostrare resilienza, in particolare negli Stati Uniti, mentre il persistente momentum degli utili sostiene la nostra view positiva sull’azionario», sottolinea Ugo Montrucchio, Chief Investment Officer, Multi-Asset di Schroders. Secondo il manager, anche il mercato obbligazionario sta progressivamente assimilando la prospettiva di tassi d’interesse destinati a rimanere elevati più a lungo di quanto inizialmente previsto. Una condizione che impone agli investitori di riconsiderare le valutazioni delle diverse asset class, senza tuttavia abbandonare le opportunità offerte da un’economia che continua a crescere.
Rendimenti obbligazionari, il rischio è un rialzo più disordinato
L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato rappresenta uno dei principali elementi di attenzione per gli investitori. Da un lato, offre punti d’ingresso più interessanti nel reddito fisso; dall’altro, può mettere sotto pressione le valutazioni azionarie, soprattutto nei segmenti caratterizzati da multipli elevati e aspettative di crescita ambiziose.
La lettura di Schroders rimane, tuttavia, relativamente favorevole alle Borse. «Dal nostro punto di vista, l’aumento dei rendimenti riflette una crescita nominale più robusta, che dovrebbe risultare favorevole per l’azionario», osserva Montrucchio. In questa prospettiva, rendimenti più elevati non sono necessariamente il segnale di un peggioramento delle condizioni economiche, ma possono essere la conseguenza di un’attività più dinamica e di prospettive di utili ancora solide.
Il problema emergerebbe qualora il rialzo dei tassi a lunga scadenza assumesse caratteristiche più brusche e disordinate. «Il principale rischio per le nostre previsioni è che i rendimenti obbligazionari a più lungo termine crescano più del previsto», avverte il CIO, indicando nella possibilità di un ulteriore irripidimento delle curve dei rendimenti uno dei fattori in grado di compromettere lo scenario di base.
Le cause potrebbero essere molteplici. Tra queste figurano i dubbi sulla capacità delle banche centrali di mantenere la credibilità delle proprie politiche in presenza di nuove pressioni inflazionistiche legate all’energia, ma anche il ritorno delle preoccupazioni sulla sostenibilità dei debiti pubblici. La Francia, in particolare, continua a rappresentare un punto di vulnerabilità sul fronte fiscale e politico europeo.
In questo quadro, Schroders ha ridotto la propria convinzione sui titoli di Stato, passando a una posizione neutrale. I rendimenti più elevati hanno migliorato le valutazioni, ma l’incertezza sull’inflazione, sulle finanze pubbliche e sulle prossime decisioni delle banche centrali non offre ancora motivi sufficienti per assumere un’esposizione generalizzata alla duration. L’approccio rimane quindi selettivo, con opportunità da cogliere nei singoli mercati anziché attraverso una scommessa ampia sul comparto obbligazionario.
Azionario, la tecnologia continua a trainare gli utili
La preferenza per le Borse rimane il cardine della strategia multi-asset di Schroders. La combinazione tra crescita nominale sostenuta, tenuta dei margini aziendali e investimenti nell’intelligenza artificiale continua a offrire un sostegno agli asset rischiosi. Il gestore riconosce che le aspettative degli investitori sono elevate e che la leadership dei listini resta concentrata, ma ritiene che il quadro degli utili possa ancora giustificare valutazioni ambiziose in alcuni segmenti.
«Continuiamo a mantenere un orientamento positivo sulla tecnologia, prendendo atto che lo slancio degli utili è trainato da questo settore», afferma Montrucchio. Il tema dell’intelligenza artificiale resta quindi centrale nell’allocazione, non soltanto per le prospettive delle società che sviluppano le nuove tecnologie, ma anche per l’intero ecosistema industriale che beneficia degli investimenti in infrastrutture, semiconduttori e capacità di calcolo.
Negli Stati Uniti, Schroders conserva una view positiva sull’azionario e in particolare sul Nasdaq. La solidità dei risultati societari continua a rappresentare un sostegno, nonostante le aspettative elevate e la concentrazione dei rendimenti in un numero relativamente limitato di grandi società. Il principale elemento da monitorare sarà la capacità degli utili di confermare le attese, soprattutto in un contesto nel quale i rendimenti obbligazionari più alti rendono più onerosa la valutazione dei flussi di cassa futuri.
Anche l’Europa continentale mantiene un posto favorevole nell’allocazione. La preferenza si concentra in particolare sul mercato tedesco, attraverso il Dax, dove il trend degli utili appare costruttivo. «Continuiamo a individuare opportunità nelle società esposte all’attività industriale, all’adozione delle tecnologie e alla domanda interna», spiega il manager. Il potenziale europeo, dunque, non viene ricondotto soltanto ai titoli tecnologici, ma anche alle imprese che possono beneficiare della ripresa degli investimenti e della trasformazione dei processi produttivi.
Più prudente è invece l’impostazione sul Regno Unito. Il mercato britannico presenta valutazioni relativamente interessanti e caratteristiche difensive, ma Schroders preferisce privilegiare le aree con una maggiore accelerazione degli utili e un’esposizione più marcata ai temi di crescita strutturale.
Mercati emergenti, sale la convinzione su Asia e Taiwan
Una delle principali novità nell’asset allocation riguarda il miglioramento della valutazione sui mercati emergenti globali, passata da neutrale a positiva. Le revisioni degli utili continuano a offrire segnali favorevoli e gli investimenti collegati all’intelligenza artificiale rappresentano un importante fattore di sostegno per diverse economie e società quotate.
All’interno di questo universo, Schroders guarda con particolare interesse ai mercati emergenti asiatici, escludendo la Cina. Taiwan rimane una delle destinazioni preferite per partecipare alla crescita degli investimenti nell’IA, grazie alla presenza di un ecosistema tecnologico articolato e alla capacità di intercettare la domanda globale lungo diverse fasi della filiera.
La preferenza per Taiwan non dipende soltanto dalle prospettive di singole società, ma anche dall’ampiezza del sistema industriale che ruota attorno alla tecnologia. La diffusione degli investimenti e le revisioni positive degli utili contribuiscono a rafforzare la convinzione del gestore sulla regione.
La Cina rimane invece in una posizione neutrale. Il sostegno delle politiche economiche non è ancora sufficiente a compensare pienamente la debolezza di alcune componenti dell’economia e il rallentamento della crescita interna. Il mercato presenta quindi opportunità potenziali, ma Schroders preferisce attendere segnali più convincenti prima di aumentare l’esposizione.
Il Giappone conserva prospettive costruttive grazie al miglioramento del quadro domestico e alla crescita nominale più elevata. In questo caso, tuttavia, il gestore ritiene che l’esposizione alla valuta possa offrire un’opportunità più interessante rispetto a un investimento diretto sul mercato azionario.
Oro e materie prime per diversificare il portafoglio
Accanto all’azionario, le materie prime continuano a svolgere una funzione importante nella costruzione del portafoglio. Schroders mantiene una valutazione positiva sul comparto, sostenuta sia dai vincoli dal lato dell’offerta sia dalla necessità di diversificare i rischi legati all’inflazione, alla geopolitica e alla sostenibilità dei debiti pubblici.
«Continuiamo a considerare l’oro come una copertura contro alcuni di questi rischi», afferma Montrucchio. Il metallo prezioso ha attraversato una fase di debolezza, che ha messo alla prova la convinzione degli investitori, ma ha mostrato una tenuta relativamente buona rispetto a diversi segmenti del reddito fisso, nonostante l’aumento dei rendimenti reali.
A sostenere le prospettive di lungo periodo sono soprattutto gli acquisti delle banche centrali, i timori sulla sostenibilità fiscale e i flussi degli investitori. Schroders mantiene quindi un giudizio positivo sull’oro, considerandolo uno strumento utile per ridurre la dipendenza del portafoglio dall’andamento delle attività finanziarie tradizionali.
Anche i metalli industriali conservano un orientamento favorevole. Le difficoltà dell’offerta, le perturbazioni meteorologiche nelle principali aree produttrici e la disponibilità limitata di alcune materie prime continuano a sostenere il comparto. Più equilibrata è invece la valutazione sull’agricoltura, dove il miglioramento delle condizioni dei raccolti controbilancia i rischi di possibili interruzioni dell’offerta.
Per quanto riguarda il petrolio, Montrucchio ritiene possibile una correzione dei prezzi nel breve periodo, favorita dalla ripresa dell’offerta. Ciò non modifica, tuttavia, la valutazione positiva sulle azioni energetiche. «Continuiamo a considerare i titoli dei settori energetico e minerario una fonte di diversificazione», spiega, richiamando la combinazione tra uno scenario di crescita relativamente robusto e la permanenza di rischi geopolitici.
La distinzione è rilevante: una possibile flessione del prezzo del greggio non implica necessariamente un giudizio negativo sull’intero settore energetico, soprattutto quando l’investimento viene considerato anche per la sua funzione di diversificazione rispetto alle altre componenti del portafoglio.
Credito, cautela su investment grade e high yield statunitensi
Se sulle Borse il giudizio resta favorevole, il credito societario statunitense rappresenta una delle aree nelle quali Schroders individua maggiori criticità. In particolare, la valutazione sul segmento investment grade Usa è negativa, perché gli spread e i rendimenti offerti non sembrano garantire un margine di protezione adeguato in caso di deterioramento dei fondamentali aziendali.
«Adottiamo un approccio più prudente sul credito investment grade statunitense, dove le valutazioni non offrono un cuscinetto sufficiente contro il rischio di un deterioramento dei bilanci», sottolinea Montrucchio.
La forte espansione degli investimenti legati all’intelligenza artificiale sta inoltre alimentando un volume significativo di emissioni obbligazionarie in diversi comparti del mercato investment grade. Sebbene i fondamentali delle imprese rimangano nel complesso solidi, Schroders preferisce esprimere la propria view positiva sulla crescita attraverso l’azionario, anziché assumere un rischio creditizio per il quale il premio appare insufficiente.
La prudenza si estende all’high yield statunitense, sul quale la posizione è negativa. Le valutazioni lasciano poco spazio agli imprevisti e un eventuale indebolimento dei bilanci potrebbe tradursi in un ampliamento degli spread. Inoltre, una fase prolungata di tassi elevati rischierebbe di accrescere gradualmente le difficoltà finanziarie delle società più indebitate.
In Europa, invece, la posizione sull’high yield rimane neutrale. Il vantaggio in termini di spread e rendimento rispetto al mercato statunitense può continuare a sostenere la domanda, anche se il quadro energetico merita attenzione. L’avvicinarsi dei mesi invernali e le riserve di gas relativamente contenute rendono infatti più rilevante il rischio di nuove pressioni sui costi dell’energia.
Più equilibrata è anche la valutazione sul credito investment grade europeo, dove il recente allargamento degli spread ha migliorato le valutazioni in diversi segmenti. I bilanci societari si sono dimostrati generalmente resilienti, ma l’incertezza politica e fiscale continua a limitare la possibilità di assumere una posizione decisamente positiva.
Tra le opportunità obbligazionarie, Schroders individua invece un interesse per il debito dei mercati emergenti in valuta locale. Il carry rimane interessante e i fondamentali interni mostrano segnali favorevoli. In particolare, i titoli di Stato della Corea del Sud presentano valutazioni considerate attraenti, in un contesto nel quale l’inflazione appare relativamente sotto controllo.
Valute, lo yen torna protagonista
Sul mercato dei cambi, la principale novità è il passaggio a una valutazione positiva sullo yen giapponese. Dopo una fase di debolezza, la valuta offre livelli considerati interessanti e potrebbe beneficiare della progressiva normalizzazione della politica monetaria della Banca del Giappone.
«Abbiamo portato la nostra valutazione sullo yen giapponese a positiva», afferma Montrucchio, indicando nelle dinamiche inflazionistiche, nella prospettiva di ulteriori interventi restrittivi e nelle valutazioni favorevoli i principali fattori alla base della scelta.
La preferenza per lo yen si inserisce nella più ampia valutazione costruttiva sul Giappone, ma consente di cogliere le opportunità offerte dal cambiamento della politica monetaria senza dover necessariamente aumentare l’esposizione azionaria al mercato nipponico.
Di segno opposto è invece il giudizio sul dollaro statunitense, la cui valutazione è stata ridotta. La recente forza della valuta americana è stata sostenuta dalla maggiore crescita degli Stati Uniti e dai rendimenti reali più elevati, ma secondo Schroders una parte significativa di questi elementi è già incorporata nei prezzi. Il dollaro potrebbe quindi attraversare una fase di consolidamento dopo il recente apprezzamento.
La posizione sull’euro resta neutrale. Le tensioni politiche e fiscali europee, in particolare quelle legate alla Francia, hanno pesato sul sentiment, ma il mercato potrebbe già scontare uno scenario particolarmente negativo. Anche sulla sterlina prevale la cautela, alla luce delle sfide fiscali britanniche e delle incertezze sulle future scelte di politica economica. Il franco svizzero conserva invece il proprio ruolo difensivo, pur senza rappresentare, ai livelli attuali, l’opportunità più interessante nell’universo valutario.
La strategia di Schroders: azionario favorito, ma con maggiore selettività
Nel complesso, la strategia di Schroders continua a privilegiare l’azionario rispetto alle obbligazioni, con una particolare attenzione agli Stati Uniti, alla tecnologia, alla Germania e ai mercati emergenti più esposti agli investimenti nell’intelligenza artificiale. Parallelamente, oro, metalli industriali e titoli energetici e minerari contribuiscono a diversificare il portafoglio e a proteggerlo da alcuni rischi macroeconomici e geopolitici.
Sul reddito fisso, l’aumento dei rendimenti ha migliorato i punti d’ingresso, ma non ha ancora eliminato le incertezze legate all’inflazione, alla politica monetaria e alla sostenibilità dei debiti pubblici. La cautela è particolarmente marcata nel credito statunitense, dove i premi offerti non appaiono sufficienti a compensare pienamente i rischi.
«Il contesto ciclico favorevole ci porta ancora a privilegiare l’azionario, anche se, con l’aumento dei rendimenti obbligazionari, l’asticella per giustificare questa preferenza si sta alzando», conclude Montrucchio.
Il messaggio per gli investitori è quindi duplice: la crescita e gli utili continuano a offrire sostegno ai mercati azionari, ma la tenuta dello scenario dipenderà anche dalla capacità dei rendimenti a lungo termine di evitare un rialzo eccessivo e disordinato. In un contesto di questo tipo, la selezione delle aree geografiche, dei settori e degli strumenti finanziari diventa determinante per bilanciare opportunità di rendimento e rischi di portafoglio.
