Argento, per WisdomTree può tornare a 70 dollari, ma serve la spinta dell’oro

L’argento continua a consolidarsi ma anche a sottoperformare sia rispetto all’oro sia i metalli industriali. È quanto emerge dall’outlook firmato da Nitesh Shah, Head of Commodities and Investment Strategists di WisdomTree, secondo cui il massimo storico di oltre 121 dollari l’oncia raggiunto il 29 gennaio 2026 appare comunque ormai lontano, con i prezzi attestati a meno della metà di quel livello. “Prevediamo che una ripresa dei prezzi dell’oro determinerà anche un rialzo dell’argento”, spiega Shah, avvertendo però che “un contesto industriale difficile rischia di limitarne l’entità”.

Domanda industriale sotto pressione

Secondo l’analista, tassi di interesse più alti e prezzi dell’energia elevati lasciano poco spazio a una forte ripresa ciclica della domanda industriale di argento. “I fattori che spingono la domanda strutturale rimangono in essere, ma il loro contributo va valutato alla luce delle iniziative volte a ridurne l’uso”, osserva Shah. Metals Focus prevede che la domanda industriale di argento scenderà di un ulteriore 3%, attestandosi a circa 640 milioni di once nel 2026. “L’incertezza economica legata alle politiche commerciali e alle tensioni geopolitiche sta frenando l’attività, mentre il forte aumento dei prezzi del metallo all’inizio di quest’anno ha accelerato il ricorso al risparmio e alla sostituzione”, aggiunge. Gli utenti industriali, spiega ancora, stanno cercando di ridurre la quantità utilizzata per ogni applicazione o di sostituire il metallo laddove tecnicamente ed economicamente fattibile.

Il settore solare e il paradosso delle installazioni

Nel 2026 le installazioni solari globali affrontano un anno più debole, con Bloomberg che prevede il primo calo annuale in circa due decenni. “La crescita nei mercati emergenti, tra cui India, Medio Oriente e Sud-Est asiatico, dovrebbe fornire un certo sostegno, ma potrebbe non essere sufficiente a compensare il rallentamento in Cina”, afferma Shah. Le installazioni cinesi sono state anticipate al 2025, poiché gli sviluppatori hanno cercato di mettere in funzione i progetti prima dell’entrata in vigore delle modifiche alle tariffe dell’elettricità da fonti rinnovabili, creando un termine di paragone particolarmente impegnativo per il 2026. “Tuttavia, le installazioni nazionali da sole non determinano il consumo di argento da parte dei produttori solari cinesi, che riforniscono anche i mercati di esportazione”, precisa l’analista, secondo cui la domanda dipende dalla produzione globale di celle oltre che dalla quantità utilizzata per ciascuna di esse. “Ci aspettiamo che l’impegno per rafforzare la sicurezza energetica e diversificare le fonti di approvvigionamento sostengano, nel tempo, la diffusione del solare. Tuttavia, la continua riduzione dei carichi di argento implica che la crescita della capacità solare non si tradurrà necessariamente in un aumento equivalente della domanda del metallo”, sottolinea.

L’oro resta il principale fattore trainante

Le previsioni di WisdomTree per l’argento rimangono strettamente legate alle aspettative sull’oro. Entrambi i metalli hanno subito una correzione sostanziale, annullando gran parte del rally precedente, complice l’aumento dei rendimenti obbligazionari e il rafforzamento del dollaro statunitense. Sul fronte commerciale, Shah ricorda che gennaio 2026 ha visto l’avvio di negoziati sui minerali critici lavorati e sui loro prodotti derivati, invece dell’imposizione immediata di nuovi dazi. “Il riacutizzarsi delle tensioni commerciali, in particolare con i principali fornitori come il Messico e il Canada, potrebbe incoraggiare un’altra ondata di spedizioni verso gli Stati Uniti in vista di potenziali restrizioni. Questo potrebbe ridurre la disponibilità altrove, anche senza un cambiamento nelle scorte globali”, avverte.

L’India e i vincoli politici

A maggio 2026 l’India, mercato importante per lingotti, monete e gioielli in argento, ha aumentato i dazi sulle importazioni di oro e argento dal 6 al 15%, una misura adottata per la pressione sulla bilancia delle importazioni, sulla valuta e sulle riserve valutarie, aggravata dall’aumento dei costi energetici durante il conflitto con l’Iran. “Un calo dei prezzi dell’energia e un allentamento delle tensioni geopolitiche potrebbero creare spazio per una futura riduzione dei dazi. Tuttavia, nelle nostre previsioni non ipotizziamo un simile cambiamento”, chiarisce Shah. Il calo dei prezzi internazionali dell’argento dovrebbe migliorare l’accessibilità rispetto al picco di gennaio, anche se i prezzi interni dipendono anche dalla rupia e dai dazi sulle importazioni. “Il prezzo dell’oro, ai massimi storici, potrebbe incoraggiare una certa sostituzione verso i gioielli in argento, fornendo un parziale sostegno alla domanda”, aggiunge.

Offerta in crescita limitata

Nel 2025 la produzione globale delle miniere d’argento è aumentata del 3% rispetto all’anno precedente, raggiungendo circa 847 milioni di once, grazie soprattutto all’aumento dei sottoprodotti nelle miniere di rame peruviane e all’avvio a pieno regime della miniera di Prognoz in Russia, con incrementi in Marocco e Cina che hanno compensato le perdite in Messico e Indonesia. Metals Focus prevede un modesto calo della produzione mineraria nel 2026, con un aumento del riciclo che dovrebbe sopperire almeno in parte a tale riduzione. “Per quanto riguarda l’offerta mineraria, le prospettive variano a seconda della fonte. Nel 2026 e 2027 la produzione primaria di argento dovrebbe aumentare leggermente, con i nuovi progetti che compenseranno l’esaurimento dei giacimenti e il calo dei tenori altrove”, spiega Shah. “Il quadro generale è quindi quello di una crescita limitata dell’offerta. Dato che gran parte della produzione di argento deriva dall’estrazione di altri metalli, l’aumento dei suoi prezzi da solo non può generare un rapido incremento della produzione”, conclude sul punto.

La previsione

Nel complesso, WisdomTree prevede che l’argento salirà verso i 70 dollari l’oncia entro il terzo trimestre del 2027, con un valore che secondo il modello si attesterà sui 70,55 dollari l’oncia. “L’aumento dei prezzi dell’oro rappresenta il principale fattore trainante, mentre l’elettrificazione del settore automobilistico, le infrastrutture di ricarica e gli investimenti nell’IA forniscono un sostegno alla domanda di fondo”, spiega Shah. “Tuttavia, il calo nel settore solare, il persistere di comportamenti di risparmio e sostituzione, l’aumento del riciclo e un allentamento della tensione delle scorte regionali potrebbero limitare il potenziale di rialzo”, conclude l’analista di WisdomTree.