Obbligazioni: sotto la lente i nuovi collocamenti (settimana dal 5 al 9 ottobre)

Sono stati tre i fattori principali che hanno condizionato la settimana sui mercati, in primo luogo l’incertezza politica in Francia ha innescato un sell-off dei titoli in vista dell’aspra campagna elettorale per le presidenziali del 2027, dove, secondo i sondaggi, si sfideranno gli estremi dei destra e sinistra, con politiche populistiche che potrebbero aumentare la spesa pubblica. Un minimo di recupero si è avuto quando la candidata Le Pen, ha dichiarato di voler riportare il bilancio pubblico sui giusti binari, ma poi la pressione è ripresa con lo spread dell’Oat contro Bund tedesco salito ai massimi dal 2011 oltre quota 140, a sfiorare il 5% di rendimento. Il secondo fattore arriva ovviamente dall’instabilità internazionale, con il prezzo dell’energia che rimane sui livelli massimi di periodo e quindi condiziona il rientro dall’inflazione, tenendo in allerta le banche centrali e di conseguenza i mercati per futuri interventi rialzisti sui tassi d’interesse. In terzo luogo, la lettura dei verbali dell’ultima riunione della Fed, da cui si evince che l’aumento dei rendimenti dei Treasury USA da solo potrebbe non essere sufficiente a modificare l’orientamento della politica monetaria della Fed, in particolare se le condizioni finanziarie generali continuano a sostenere la crescita. Pertanto il verbale della Fed ha riservato poche sorprese, lasciando aperta la possibilità di un altro rialzo dei tassi quest’anno, ma ciò era sostanzialmente in linea con quanto gli investitori avessero già dedotto dal “dot plot”, determinando una reazione relativamente contenuta da parte del mercato.

L’incertezza generale si è riflessa sui rendimenti dei governativi in generale, con rialzi che avvicinano i valori al precedente massimo dell’autunno del 2023. Lo spread tra Btp e Bund è risalito in area 115. Con il decennale tedesco sopra il 3,5% ed il nostro benchmarck al 4,65%.

Tutti i rendimenti in Eurozona sono ai massimi di periodo, tutti sopra il 4%, tranne la Finlandia, l’Olanda, Austria, Irlanda e Germania; a livello di media sui titoli EU  il rendimento è salito al 4,03%. Per il Treasury decennale americano siamo al 5,35%, mentre il Gilt inglese è al 5,5%, per il decennale giapponese siamo al 3,08%.

In questo contesto, diventa difficile gestire il mercato primario con le nuove emissioni che subiscono una forte volatilità, “distruggendo” gli spread di mercato dell’emittente nel giro di poche ore, sia in negativo che in positivo se qualche notizia interviene in corso di giornata operativa.

Le nuove emissioni governative sotto la lente

Per quanto riguarda i nostri governativi, l’attenzione è cannibalizzata dall’attesa del nuovo Btp Valore, che restando i rendimenti ai livelli attuali anche al momento dell’emissione, potrà dare dei rendimenti molto superiori alle ultime emissioni. In particolare per questa occasione il Btp Valore raddoppia, dal 19 al 23 ottobre il lancio del nuovo bond retail comporta una novità assoluta per il mercato sovrano italiano. Saranno due i titoli di Stato offerti ed entrambi della durata di 5 anni. La differenza riguarda le modalità di erogazione delle cedole. Il BTp Valore (ordinario) paga le cedole (crescenti) ogni tre mesi, i tassi saranno tre, uno i primi due anni di durata dell’investimento, un secondo per il terzo e il quarto anno e un terzo il quinto anno. Il BTp Valore Insieme paga la cedola soltanto alla scadenza in un’unica soluzione. Venerdì 16 ottobre, il Tesoro comunicherà i codici Isin distinti per i due titoli, nonché i tassi cedolari minimi garantiti che potranno essere rivisti solo al rialzo al termine del collocamento. L’importo minimo prenotabile è di 1.000 euro, incrementabile di multipli di 1.000 euro, la tassazione è del 12,50% per cedole ed eventuali plusvalenze realizzate con la rivendita anticipata sul mercato secondario e i due bond saranno esclusi dalle imposte di successione e fino alla somma di 50.000 euro, inclusi gli eventuali altri titoli di Stato in portafoglio, saranno esentati dal calcolo del patrimonio ai fini ISEE. Con questa doppia emissione, il Tesoro punta a raccogliere capitali su un segmento del mercato retail finora lasciato scoperto: i giovani della cosiddetta generazione Z.

Molta attività in Germania, con un nuovo bond per The Free State of Saxony con scadenza a dieci anni fissata il 14 ottobre 2036 e ammontare 500 milioni di euro. L’obbligazione (codice Isin DE0001789436) paga una cedola annua lorda pari al 3,625%, prezzo di emissione 99,521 e rendimento 3,704%, equivalente a 17 punti base sopra il tasso midswap. Lotto minimo di negoziazione mille euro conmultipli di mille e rating AAA.

Sulla scia dello stato di Sassonia anche il Federal State of Lower of Saxony ha annunciato l’emissione di un nuovo bond senior sulla scadenza a sette anni. Prime indicazioni di rendimento MS+22 punti base. L’obbligazione verrà rimborsata alla pari alla scadenza fissata il 13 ottobre 2034. Lotto minimo di negoziazione mille euro conmultipli di mille. Rating AAA e Isin DE000A5GS7U5.

City of Dortmund ha in programma un nuovo deal sulla scadenza a sette anni, mentre a livello governativo sono stati emessi sei miliardi di Bund brevi con scadenza nel dicembre 2028 con cedola del 3% e prezzo di 99,8765 che esprime un rendimento del 3,051% a scadenza, livello di rendimento impensabile fino a qualche mese fa per un titolo tedesco a due anni. Isin DE000BU22155, con taglio minimo da 1 centesimo e rating tripla A.

Sul dollaro, emissione a breve termine della Turchia per 1,576 miliardi di dollari con scadenza giugno 2027 con cedola del 5,9%, Isin TRT061027F15.

Tra i Paesi emergenti questa settimana è stato il turno del sud est asiatico, con il Laos che ha emesso 500 milioni di dollari con scadenza nel 2032 e cedola del 9,625%. Il rating del paese è molto basso e rientra nella categoria degli high yield, Caa2/CCC+/CCC+, con taglio minimo da 200mila dollari con multipi di mille, Isin XS3528455234.

I nuovi corporate sotto i riflettori

Tra i finanziari e corporate, Mediobanca ha concluso con successo il collocamento di un nuovo covered bond con durata tre anni (in scadenza il 13 ottobre 2029), per un ammontare complessivo di 750 milioni di euro. Il bond ha registrato una domanda qualificata, consentendo di fissare il rendimento a 30 punti base sopra il mid-swap, in miglioramento rispetto alla guidance iniziale di MS+35 punti base. Gli ordini, superiori a 1,2 miliardi di euro, hanno inoltre permesso di incrementare l’ammontare dell’emissione a 750 milioni di euro, dai 500 milioni inizialmente previsti. Nel dettaglio: cedola annuale lorda 3,625%, prezzo di emissione 99,693, rendimento 3,735%, lotto minimo di negoziazione 100mila euro conmultipli di mille, Isin IT0005734477 e rating AA+. L’operazione rappresenta la seconda emissione pubblica di obbligazioni bancarie garantite realizzata da Mediobanca nel 2026, dopo il covered bond da 500 milioni di euro con scadenza a sei anni, collocato lo scorso giugno.

Triplo deal per la società energetica francese Air Liquide, divisi tra un tasso variabile per 400 milioni con scadenza nel 2028, Isin FR001401BIN1, altri 750 milioni sono stati collocati sulla scadenza 2031 con cedola al 4% e infine 850 milioni sono stati collocati sulla scadenza 3036 con cedola del 4,5%, gli Isin di questi ultimi due sono rispettivamente FR001401BIO9 e FR001401BIP6.

Societe Generale ha collocato due obbligazioni cumulative callable legate al rendimento del BTP decennale, quotate sul mercato Bond-X (EuroTLX) di Borsa Italiana. Denominate in euro e con durata massima di dieci anni, prevedono una cedola unica calcolata a un tasso lordo dell’8% o del 9% per ogni anno trascorso dall’emissione, oltre al rimborso del 100% del valore nominale alla scadenza o in caso di richiamo anticipato dell’emittente. Il meccanismo distingue due scenari. In caso di rimborso anticipato viene pagata la cedola cumulata; se invece il bond raggiunge la scadenza naturale, gli interessi sono corrisposti soltanto se il rendimento del BTP decennale, rilevato attraverso l’indice di riferimento, risulta pari o inferiore alla barriera finale prevista. Le obbligazioni non distribuiscono cedole periodiche, l’importo degli interessi viene corrisposto in un’unica soluzione al rimborso, secondo le condizioni previste per il richiamo anticipato o per la scadenza naturale. Entrambi i bond hanno un valore nominale di 1.000 euro, un taglio minimo di una obbligazione e scadenza il 30 settembre 2036. L’emittente può esercitare il rimborso anticipato alle date annuali previste, dal primo al nono anno. A differenziare le due emissioni sono il tasso utilizzato per calcolare la cedola cumulata e la soglia che determina il pagamento degli interessi alla scadenza: sull’Isin XS3476528149 con cedola unica calcolata al 9% lordo per ogni anno trascorso dall’emissione e barriera finale del 6% e sull’Isin XS3476528222 con cedola unica calcolata all’8% lordo per anno e barriera finale del 6,5%.

Per quanto riguarda prossime emissioni, ci saranno dei nuovi titoli da Erg, il cui  CdA ha autorizzato il rinnovo del programma di emissioni obbligazionarie (EMTN) per un massimo di tre miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi ancora da emettere, per mantenere flessibilità finanziaria e nuovi investimenti.

Tra i corporate la filiale americana della Honda, ha emesso 300 milioni con cedola variabile +0,78 con scadenza 2028 e Isin US02665WHD65; 700 milioni sempre con scadenza 2028 e tasso fisso del 5,5%, Isin US02665WHE49 e infine 500 milioni al 6% con scadenza nel 2031, Isin US02665WHF14. Il taglio minimo è retail da 2mila dollari con multipli di mille e il rating è A3/BBB+.

A cura di Carlo Aloisio, senior bond broker