Questo periodo di shut down negli Stati Uniti ci ha lasciato orfani di molti dati macroeconomici che sono il vero termometro della salute economica e che fanno da driver anche ai prezzi dei titoli sui mercati. Ora, con la firma di mercoledi notte da parte del presidente Donald Trump, si è posto fine alla più lunga chiusura del Governo nella storia degli Stati Uniti.
E l’accordo estende i finanziamenti fino al 30 gennaio, lasciando il Governo federale sulla traiettoria di aggiungere circa 1.800 miliardi di dollari l’anno ai 38.000 miliardi di debito.
A seguito della riapertura, l’agenzia statistica del Dipartimento del Lavoro Usa dovrebbe dare priorità alla pubblicazione dei dati su occupazione e inflazione di novembre, secondo gli economisti, per garantire alla Fede informazioni aggiornate in vista della riunione di dicembre. Durante il blackout dei dati ufficiali iniziato il primo ottobre è stato diffuso solo il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo di settembre, rendendo difficile valutare lo stato dell’economia, nonostante i tentativi delle istituzioni private di colmare il vuoto.
I report ritardati di settembre, e in particolare quello sui nuovi occupati, potrebbero essere pubblicati a partire dalla prossima settimana. La Casa Bianca ha fatto sapere ieri che i dati su payroll e Cpi di ottobre, invece, potrebbero non essere mai diffusi, poiché entrambi si basano in parte su rilevazioni fisiche che avrebbero dovuto essere effettuate il mese scorso.
Si ipotizza ora che la Fed possa ridurre nuovamente il tasso di riferimento di 25 punti base il mese prossimo per sostenere un mercato del lavoro che si sta indebolendo. Intanto i futures sui tassi prezzano una probabilità del 65% di un taglio al Fomc di dicembre.
Questa riapertura è stata vista positivamente dai mercati che hanno recuperato terreno e sui rendimenti che di conseguenza sono scesi. Si apprezza in particolare il nostro Btp che sfiora i 70 centesimi di spread contro il Bund tedesco, al 3,37% di rendimento sul benchmark decennale. Tasso medio EU al 3,04%, mentre il benchmark del dollaro sul Treasury decennale è al 4,07% e il Gilt a quota 4,4%.
Le nuove emissioni governative sotto la lente…
Settimana di aste per il nostro Tesoro, con collocamento a medio lungo termine fino ad un massimo di otto miliardi di euro in quattro diversi Btp. I rendimenti sul grey market erano per il titolo a tre anni del 2,43%, in rialzo rispetto al 2,36% del precedente collocamento a metà ottobre. Il rendimento del titolo settennale girava al 3,05% circa, in linea con il risultato del collocamento del mese scorso, mentre il Btp trentennale 1 ottobre 2055, si attestava a 4,36%, in calo rispetto al 4,70% dell’asta di metà marzo. Sul breve vi è stata l’asta del Bot a 12 mesi, collocato per 8,5 miliardi.
Interessante annuncio a livello geopolitico da parte della Scozia, regione che fa parte dell’UK e da sempre in lotta per una sua indipendenza, per ora raggiunta solo a livello di nazionali calcistiche. Il Governo scozzese ha annunciato di voler per la prima volta emettere un suo bond entro il 2026 o al massimo nel 2027, con lo scopo di ottenere dagli investitori, le risorse per i suoi progetti ed infrastrutture. La notizia si accompagna al fatto che a livello di rating due agenzie dovrebbero aver confermato per la Scozia, lo stesso livello del debito UK, attualmente Aa3/AA-/AA.
Il Congo ha emesso il suo primo bond sui mercati internazionali dal 2007. La Repubblica del Congo ci è tornata con l’emissione di un nuovo bond in dollari per 670 milioni, dopo 20 anni di assenza dai mercati. Esso ha raccolto liquidità indispensabile al rimborso di altre scadenze nei prossimi mesi. Per il nuovo bond in dollari del Congo è stata fissata una cedola annuale lorda del 9,875%. Si tratta di un’obbligazione a sette anni, dato che arriverà a scadenza nel novembre del 2032. Tuttavia, già dal novembre del 2028 il capitale inizierà ad essere rimborsato attraverso cinque rate annuali di pari importo. L’emittente gode di rating bassissimi: CCC+, significa che il suo debito è ad altissimo rischio.
La Russia ha annunciato di stare preparando un bond denominato in yuan, per i mercati non coperti da embargo, il primo nella storia della Russia. La raccolta sarà fino a 400 miliardi di rubli, al cambio di questi giorni pari a 4,27 miliardi di euro. Sarà un’emissione multi-tranche, che riguarderà scadenze dai tre ai dieci anni. L’iniziativa è stata accolta in Occidente come la conferma della volontà di Mosca di cercare alternative alla finanza “dollaro-centrica”.
… e i nuovo bond corporate sotto i riflettori
Molta attività sui corporate e finanziari, tra questi la Bper banca ha completato con successo il collocamento di un’obbligazione perpetua AT1. L’ammontare è stato fissato a 750 milioni di euro. Il nuovo bond Additional Tier 1 è privo di scadenza ma può essere richiamato e rimborsato per la prima volta a partire dal 19 marzo 2031. Si tratta della prima emissione realizzata dalla banca dopo il completamento con successo dell’offerta di acquisto e scambio su Banca Popolare di Sondrio che contribuisce al consolidamento e all’ottimizzazione della struttura del capitale. Le obbligazioni, destinate ad investitori professionali, sono state collocate alla pari con cedola fissa, pagabile semestralmente, pari al 5,875% fino alla prima call. Qualora Bper decidesse di non esercitare l’opzione di rimborso anticipato, la cedola verrebbe rideterminata sulla base del tasso swap in euro a cinque anni, aumentato dello spread di 357,2 punti base. L’emissione ha suscitato l’interesse da parte degli investitori con una raccolta ordini che, nel corso del collocamento, ha raggiunto il picco di oltre 2,25 miliardi di euro. La solida e ben diversificata domanda ha consentito di fissare l’ammontare finale a 750 milioni di euro, tra i più alti collocati quest’anno in Italia, e di ridurre il livello della cedola, inizialmente indicato in area 6,250%, al 5,875%; il livello dello spread è tra i migliori di sempre nel segmento di mercato AT1 in Europa, il rating è stato fissato a Baa3, Isin IT0005676249.
Stessa tipologia di titolo da Barclays che punta ad un miglioramento del sentiment di rischio per vendere il suo primo debito Additional Tier 1 in euro dal 2014. La banca offre obbligazioni perpetue di pari valore in euro, rimborsabili dopo 10,5 anni, a un prezzo iniziale stimato tra il 6,5% e il 6,625%. Boom di ordini sul titolo che hanno raggiunto 7,25 miliardi di euro. Si tratta della terza vendita di debito subordinato da parte dell’istituto di credito quest’anno, che include un’emissione di AT1 in sterline a maggio. Ammontare finale 1.5 miliardi di euro, con Isin XS3176355751, cedola finale del 6,125%, taglio minimo da 200mila euro con multipli di mille.
Caixabank ha emesso una euro-obbligazione per un miliardo di euro e scadenza nel 2038. Le obbligazioni sono state collocate al prezzo di emissione pari a 99,394 e rendimento del 3,973%. Isin S3226502485.
Digital Euro Finco ha annunciato il collocamento di un’emissione green dual tranche a sette e 12 anni. Prime indicazioni di spread di circa 160 punti base sopra i mid-swap per i titoli a sette anni e circa 190 punti base sopra i mid-swap per i titoli a 12 anni. Ai bond sono stati assegnati i codici Isin XS3233451718 per i titoli a sette anni e XS3233452286 per i titoli a 12 anni. La scadenza del bond a sette anni è stata fissata al 15 gennaio 2033 e per il bond a 12 anni il 20 novembre 2037. Rating assegnato alle obbligazioni Baa3/BBB. Lotto minimo negoziabile 100mila euro con multipli di mille.
E’ iniziato il collocamento del nuovo bond obbligazionario Linde suddiviso in tre tranche: 2027, 2032 e 2038. Le prime indicazioni di rendimento sono per la tranche a tasso variabile a scadenza 20 novembre 2027 nell’area tre mesi più 45/50 punti base, per la tranche a tasso fisso con scadenza 20 novembre 2032 nell’area 110/115 punti base sulla curva midswap e per la tranche a tasso fisso con scadenza 20 novembre 2038 nell’area di 130/135 punti base sulla curva midswap. Le tre tranche hanno ammontare di 500 milioni di di euro, rating delle obbligazioni A2/A e lotto minimo di negoziazione 100mila euro con multipli di 100mila. Gli Isin delle tre tranche sono rispettivamente: XS3226607409, XS3226699091 e XS3226699331.
Verallia, terzo produttore mondiale e il principale produttore europeo di imballaggi in vetro per bevande e prodotti alimentari, con un dual tranche a tasso fisso che è andato bene, con ordini che già nelle prime ore hanno raggiunto 3,4 miliardi di euro. Le obbligazioni senior non garantite denominate in euro hanno scadenza 2029 e 2033. Prime indicazioni di rendimento per la tranche a quattro anni a +175 punti e per la tranche a otto anni a +225 punti base sopra il tasso midswap. Il livello inizialmente comunicato al mercato per la tranche a quattro anni è stato pertanto rivisto e fissato a +130 punti base sopra il tasso midswap e per la tranche a otto anni a +195 punti base, abbassato di 40 punti dalla guidance iniziale. La prima tranche è di 350 milioni di euro con scadenza a novembre 2029 e cedola annuale del 3,50%, la seconda tranche è di 500 milioni di euro con scadenza a novembre 2033 e cedola annuale del 4,375%. Le obbligazioni hanno rating BBB-.
Per la clientela retail, Barclays Bank propone una nuova obbligazione callable in sterline, Isin XS3167549537, che ha un rendimento cumulato del 12,5% annuo e la protezione totale del capitale alla scadenza o al rimborso anticipato. L’emissione con scadenza naturale al 7 novembre 2050 si distingue per la sua struttura semplice ma di alto rendimento. Il taglio minimo di sottoscrizione è di 1.000 sterline. Questo bond non distribuisce cedole periodiche: i rendimenti si accumulano nel tempo e vengono riconosciuti in un’unica soluzione alla data di rimborso, anticipata o finale. Barclays può richiamare il titolo (call) a partire dal primo anno, con finestre annuali. Il bond è quotato sul mercato EuroTlx di Borsa Italiana.
A cura di Carlo Aloisio, senior bond broker
