L’Europa cambia passo: solo nove gli operatori autorizzati
Pubblichiamo un intervento di Gianluca Sommariva (nella foto), ceo di Hodli
Con la conclusione del periodo transitorio previsto dal Regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività, il settore crypto entra definitivamente in una nuova fase. Dal 1° luglio 2026, nell’Unione europea la prestazione di servizi relativi ai digital asset è riservata ai Crypto-Asset Service Provider autorizzati ai sensi del MiCAR e agli intermediari finanziari già vigilati che abbiano effettuato la prescritta notifica alle autorità competenti. Il passaggio dal precedente regime nazionale dei VASP al nuovo sistema europeo dei CASP segna una netta evoluzione: dalla semplice registrazione si passa a un’autorizzazione preventiva, accompagnata da requisiti organizzativi, patrimoniali e operativi e da una vigilanza continuativa.
MiCAR, acronimo di Markets in Crypto-Assets Regulation, introduce per la prima volta una disciplina armonizzata applicabile in tutta l’Unione. Il Regolamento UE 2023/1114 definisce regole comuni per l’emissione, l’offerta e l’ammissione alla negoziazione delle cripto-attività, oltre che per la prestazione dei servizi connessi. Tra gli ambiti disciplinati figurano l’autorizzazione e la governance degli operatori, la trasparenza verso il mercato, la gestione dei rischi, la custodia degli asset, la correttezza delle condotte e la tutela dei clienti. Sono inoltre previste misure contro gli abusi di mercato e specifici presidi per gli emittenti di stablecoin e di altre categorie di token.
L’obiettivo europeo è superare la frammentazione dei precedenti regimi nazionali e costruire un mercato nel quale l’innovazione tecnologica possa svilupparsi all’interno di regole riconoscibili. Per gli investitori significa poter distinguere più chiaramente tra soggetti autorizzati e operatori privi dei necessari requisiti. Per banche, consulenti finanziari, family office e investitori professionali significa invece disporre di interlocutori sottoposti a procedure di due diligence, controlli interni, obblighi informativi e meccanismi di supervisione più vicini a quelli della finanza tradizionale.
I primi soggetti abilitati in Italia
Alla chiusura del periodo transitorio, Consob, in coordinamento con Banca d’Italia, aveva autorizzato otto CASP italiani e un intermediario bancario già vigilato che ha notificato alla Banca d’Italia l’intenzione di prestare servizi relativi alle cripto-attività. I soggetti complessivamente abilitati in Italia erano quindi nove: otto CASP autorizzati e una banca operante attraverso il regime di notifica previsto dal MiCAR.
L’elenco mostra un mercato ancora concentrato, ma caratterizzato da modelli di business differenti: piattaforme di compravendita, operatori specializzati nella custodia, fornitori di infrastrutture tecnologiche e realtà focalizzate sull’integrazione dei digital asset nei processi finanziari. Tra queste figura Hodli, una delle prime società italiane ad aver sviluppato un modello specificamente orientato alla gestione patrimoniale attiva delle cripto-attività.
che si distingue da quello di un exchange tradizionale. trattando Bitcoin e gli altri digital asset come componenti di portafoglio da analizzare, allocare e monitorare attraverso processi strutturati. L’autorizzazione è stata rilasciata dalla Consob, acquisito il parere della Banca d’Italia. Una volta completate le procedure di notifica previste per il passaporto europeo, il regime MiCAR consente a un CASP autorizzato in uno Stato membro di prestare i propri servizi anche negli altri Paesi dell’Unione. Non si tratta quindi soltanto di un riconoscimento nazionale, ma della base regolamentare per lo sviluppo di un’attività potenzialmente estesa all’intero mercato europeo.
Dalla speculazione alla gestione patrimoniale
L’evoluzione regolamentare arriva mentre il settore sta cambiando natura. Le cripto-attività non sono più considerate esclusivamente strumenti destinati al trading individuale. Custodia istituzionale, stablecoin, tokenizzazione di asset reali, prodotti finanziari quotati, sistemi di pagamento e servizi di gestione stanno progressivamente avvicinando la tecnologia blockchain ai processi della finanza regolamentata.
In questo scenario, il punto centrale non è eliminare il rischio, che resta elevato, ma renderlo identificabile, misurabile e governabile. Per un investitore patrimoniale non è sufficiente scegliere quali token acquistare: occorre stabilire il peso dell’esposizione, l’orizzonte temporale, i limiti di perdita, le regole di ribilanciamento, la concentrazione, le modalità di custodia e il rapporto con le altre componenti del patrimonio.
Per i consulenti finanziari, un CASP specializzato può rappresentare un interlocutore con cui analizzare e monitorare l’esposizione crypto dei clienti. Per i family office può contribuire alla definizione di un framework che consideri governance, liquidità, fiscalità, successione e protezione patrimoniale. Per banche e intermediari, l’autorizzazione rende più concreta la possibilità di strutturare partnership B2B e B2B2C all’interno di procedure formalizzate di compliance, controllo dei rischi e informativa al cliente.
Il valore di un’autorizzazione ottenuta in Italia
assume particolare rilievo anche il fatto che l’autorizzazione sia stata ottenuta in Italia. Il MiCAR stabilisce requisiti comuni a livello europeo, ma l’istruttoria e la successiva supervisione restano affidate alle autorità nazionali competenti. Essere autorizzati dalla Consob, dopo il coinvolgimento della Banca d’Italia, consente alla società di presentarsi al mercato europeo partendo da un sistema di vigilanza consolidato e storicamente attento alla protezione del risparmio.
Ottenere l’autorizzazione MiCAR è un passaggio fondamentale perché trasforma il lavoro costruito negli ultimi anni in una piattaforma regolamentata e pronta a dialogare con la finanza professionale,i significa crescere sotto la supervisione di autorità riconosciute e contribuire, dal nostro Paese, alla costruzione di un mercato europeo dei digital asset più trasparente, responsabile e orientato alla tutela dell’investitore».
La nuova disciplina non rende le cripto-attività prive di volatilità né cancella i rischi tecnologici, finanziari e operativi. Crea però una linea di demarcazione più netta tra operatori autorizzati e soggetti che non possono più offrire legittimamente servizi crypto ai clienti europei. Consob e Banca d’Italia hanno infatti richiamato gli investitori a verificare nel Registro ESMA quale entità giuridica fornisca concretamente il servizio, ricordando che l’utilizzo dello stesso marchio da parte di società extra-UE non garantisce automaticamente l’applicazione delle tutele previste dal MiCAR.
Per l’Europa, il MiCAR rappresenta quindi l’inizio di una fase di selezione e consolidamento. Per l’Italia è l’occasione di costruire una filiera nazionale capace di competere in un mercato continentale regolamentato. Per il primo gruppo di CASP autorizzati nel Paese e tra i primi gestori patrimoniali attivi di digital asset, costituisce la base per portare la gestione delle cripto-attività dentro una cornice più strutturata, controllabile e compatibile con gli standard della finanza professionale.
