Dopo un decennio di tassi zero e margini compressi, le banche europee tornano a guardare con fiducia al futuro. Secondo un’analisi di Capital Group, il settore ha saputo rafforzare la propria posizione grazie a riforme interne, a una riduzione dei crediti deteriorati e a un contesto dei tassi d’interesse finalmente più favorevole. Ne emerge il ritratto di un comparto in grado di remunerare nuovamente gli azionisti, con le realtà dell’Europa mediterranea in prima linea nella ripresa dei corsi azionari.
Dalla crisi al ritorno al capitale
“Dopo aver superato anni di difficoltà, le banche europee hanno recentemente rafforzato la propria posizione sostenute da riforme intraprese autonomamente e da un contesto dei tassi d’interesse più favorevole”, spiega Barbara Burtin, gestore di portafogli azionari di Capital Group.
Secondo l’analista, il processo di riduzione della leva finanziaria è ormai alle spalle. Le banche hanno iniziato a restituire capitale agli azionisti, con team dirigenziali e governance in miglioramento. In particolare, i livelli di crediti in sofferenza (NPL) sono diminuiti, soprattutto per le banche spagnole e italiane.
Il cambio di passo dei tassi
Ma il vero fattore di svolta, sottolinea Burtin, è stato il ciclo dei tassi. “Le banche europee hanno dovuto affrontare dieci anni di tassi d’interesse pari a zero o negativi, che hanno gravato sui loro margini sui depositi”, ricorda il gestore.
Con la normalizzazione dei tassi, sono state le banche dell’Europa mediterranea a registrare i maggiori aumenti dei prezzi delle azioni. “Avendo precedentemente gestito bilanci caratterizzati da un’elevata esposizione ai depositi in un contesto di tassi negativi, la redditività è migliorata in modo significativo con l’aumento dei tassi. Inoltre, sono entrate nel ciclo dei tassi con i multipli P/E più bassi”, aggiunge.
Prospettive: crescita dei prestiti e stimoli fiscali
Guardando avanti, il settore bancario europeo può contare su una crescita sana dei prestiti e sulla disciplina dei prezzi. La crescita dei prestiti sta già acquistando slancio, in particolare nel settore dei mutui immobiliari, mentre anche i prestiti alle imprese mostrano segni di miglioramento.
Un ruolo chiave, secondo Capital Group, potrebbe essere giocato dalla Germania. “Si prevede che il consistente stimolo fiscale della Germania sosterrà un aumento degli investimenti in tutta l’area europea e potrebbe rappresentare un motore chiave dell’espansione a lungo termine. Ciò dovrebbe sostenere un aumento sostenuto della domanda di prestiti alle imprese nel tempo”, si legge nell’analisi.
I rischi e la qualità del credito
Sul fronte dei rischi, le perdite sui prestiti potrebbero aumentare in caso di rallentamento economico. Tuttavia, Burtin evidenzia come la situazione resti solida: “Dopo quattro anni di perdite eccezionalmente basse, la qualità del credito bancario dovrebbe rimanere solida. Le stime di consenso prevedono solo un modesto aumento nei prossimi anni grazie a bilanci in ordine”.
Valutazioni ancora interessanti
In conclusione, il settore finanziario europeo offre ancora opportunità. “Il settore finanziario europeo rimane un ambito in cui possono coesistere il sostegno delle valutazioni e il miglioramento dei fondamentali. Sebbene le valutazioni delle banche europee si siano normalizzate, rimangono comunque interessanti”, conclude Burtin.
