Attenzione: anticipare i movimenti del mercato può costare molto caro

Di fronte alle attuali turbolenze dei mercati, molti investitori potrebbero essere tentati di abbandonare le proprie strategie di lungo periodo per cercare di anticipare i movimenti del mercato. Una scelta che, secondo Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management, si rivela quasi sempre controproducente.

Tentare di fare market timing in occasione di eventi geopolitici spesso porta al fallimento”, avverte Haefele, che sottolinea poi come questa pratica richieda un impegno in termini di tempo e risorse difficilmente sostenibile: “Fare market timing necessita un monitoraggio costante, un processo decisionale rapido e una profonda comprensione degli eventi globali, dei cambiamenti politici e delle dinamiche di mercato. Anche gli investitori professionisti faticano a prevedere costantemente i punti di svolta”.

La strategia proposta da UBS GWM è opposta: “Continuiamo a credere che il tempo trascorso nel mercato alla fine batta il tentativo di timing del mercato”.

I numeri parlano chiaro: un errore può costare caro

A supporto di questa tesi, il report cita dati inequivocabili che dimostrano quanto possa essere rischioso uscire dal mercato nei momenti di panico. Gli analisti di UBS ricordano che i giorni migliori per gli investimenti seguono spesso quelli peggiori, e perderli rischia di compromettere l’intera performance di lungo termine.

“Un investimento di 100 dollari nell’S&P 500 nel settembre 1989 sarebbe cresciuto fino a 3.617 dollari entro la fine di gennaio di quest’anno con un semplice approccio buy-and-hold”, si legge nell’analisi. “Perdere la performance del miglior giorno avrebbe portato a una ricchezza inferiore di circa il 10%”.

Il messaggio è chiaro: vendere in risposta all’incertezza immediata significa cristallizzare perdite temporanee e ridurre la capacità di partecipare ai successivi recuperi del mercato.

La trappola emotiva dell’“action bias”

Oltre ai numeri, c’è un fattore psicologico che gioca un ruolo determinante nel danneggiare i rendimenti. Mark Haefele mette in guardia dagli investimenti basati sulle emozioni, un comportamento che tende a intensificarsi proprio durante le crisi.

“Durante le crisi, gli investitori spesso soccombono all’‘action bias’: l’impulso di agire semplicemente per sentirsi in controllo”, spiega il CIO di UBS Global Wealth Management. “Questo può portare a vendere ai minimi del mercato e comprare ai massimi, un modello che erode la ricchezza nel tempo”.

Gli studi di finanza comportamentale citati nel rapporto confermano che gli investitori che reagiscono emotivamente alla volatilità tendono a ottenere risultati inferiori rispetto a coloro che rimangono investiti.

La ricetta UBS GWM: diversificazione e disciplina

In conclusione, nonostante le tensioni geopolitiche e l’inevitabile volatilità, la posizione della banca svizzera rimane invariata. L’approccio consigliato non è quello di abbandonare la nave, ma di rafforzarla con una diversificazione adeguata.

“Manteniamo la visione che rimanere investiti con un portafoglio ben diversificato sia il modo migliore per cogliere la crescita del mercato a lungo termine”, afferma Haefele.

Per resistere alla tempesta, UBS GWM suggerisce di considerare strumenti di protezione del capitale. Gli investitori possono valutare l’inserimento di asset come l’oro, obbligazioni di qualità, strategie di conservazione del capitale e hedge fund, utilizzandoli come “coperture e diversificatori” all’interno del proprio portafoglio.