Dopo quattro anni consecutivi di sovraperformance rispetto al mercato, il settore assicurativo europeo si avvia verso il 2026 con fondamentali solidi ma con prospettive meno brillanti rispetto al recente passato. È il messaggio chiave che emerge dall’outlook di UBS sul comparto, che descrive un settore “a stomaco pieno” dopo aver beneficiato di una combinazione favorevole di tassi in rialzo, inflazione gestita e mercati danni ancora rigidi.
“Non crediamo che a un periodo di abbondanza segua immediatamente una carestia”, spiegano gli analisti di UBS, sottolineando come “i bilanci oggi più robusti rispetto al passato aiutino a compensare l’emergere di nuovi fattori di pressione”. La banca d’investimento mantiene infatti una valutazione neutrale sul settore nel suo complesso, ritenendo che le attuali quotazioni riflettano in larga parte il nuovo equilibrio tra rischi e opportunità.
Nel 2025 le assicurazioni hanno messo a segno un rialzo medio del 21%, battendo lo Stoxx Europe 600 per il quarto anno consecutivo. Tuttavia, la crescita degli utili non ha tenuto il passo con la rivalutazione dei titoli, segnale che nel 2026 la performance sarà più legata alla capacità di generare utili e di utilizzare il capitale in eccesso. “Ci aspettiamo che i multipli possano reggere, ma il contributo principale arriverà dall’Eps e dalla gestione del capitale”, osservano gli esperti di UBS.
Uno dei principali temi individuati riguarda il diverso posizionamento tra assicurazioni Vita e Danni. La banca privilegia il ramo Vita, sostenuto da una curva dei rendimenti più ripida in Europa e da spread creditizi relativamente stabili. “I movimenti dei rendimenti nel 2025 hanno creato un contesto più favorevole per il Vita rispetto al Danni”, spiegano gli analisti, avvertendo però che “un deterioramento del credito rappresenterebbe il principale rischio per questa impostazione”.
Sul fronte Danni, il ciclo dei prezzi sta progressivamente perdendo forza. Secondo UBS, “il contributo positivo dei rendimenti da reinvestimento è ormai alle spalle”, soprattutto per le compagnie più esposte al mercato statunitense e alle coperture a breve durata. Ne consegue una maggiore cautela su riassicurazione e linee commerciali, dove la pressione sui ricavi e sui margini potrebbe intensificarsi nel 2026.
In termini geografici, UBS continua a vedere valore nell’Europa continentale retail rispetto alle linee commerciali e conferma una preferenza per il Regno Unito nel ramo Vita rispetto al Benelux. Particolare attenzione è riservata ai mercati emergenti: “Con il venir meno dei venti favorevoli sui prezzi, la crescita diventa sempre più rara nel settore”, spiegano gli analisti, aggiungendo che “le compagnie con una significativa esposizione ai mercati emergenti offrono un profilo di crescita più interessante”.
Tra i titoli preferiti figurano Prudential, AXA, Hiscox e Vienna Insurance Group. Prudential viene apprezzata per l’esposizione all’Asia e per il potenziale di ritorno di capitale, mentre AXA beneficia di un mix bilanciato e di una forte componente Vita. Hiscox è vista come una storia di ristrutturazione con ampio potenziale di rivalutazione, mentre VIG viene indicata come uno dei principali beneficiari della crescita nei Paesi dell’Europa centrale e orientale.
All’opposto, UBS indica come meno attraenti Zurich, Ageas e Swiss Re. Su Zurich pesa una valutazione già elevata a fronte di margini sotto pressione, mentre Swiss Re sconta un ciclo della riassicurazione in fase discendente. “Per assistere a una vera inversione del ciclo servirebbe un anno di sinistri eccezionalmente elevati”, avvertono gli analisti, “uno scenario che al momento non rientra nelle nostre ipotesi di base”.
In sintesi, il 2026 si prospetta come un anno di normalizzazione per le assicurazioni europee: meno euforia, ma fondamentali ancora solidi. “Il settore non è più a buon mercato come in passato”, concludono gli esperti di UBS, “ma la solidità patrimoniale e le opportunità selettive continuano a offrire spazio per creare valore”.
