IA, geopolitica e nuovi stimoli fiscali: cosa aspettarsi dal 2026 secondo Deutsche Bank

Il 2026 si prepara a essere un anno di opportunità ma anche di incertezze, in un contesto globale ancora segnato da tensioni geopolitiche e politiche fiscali espansive. È quanto emerge dall’outlook 2026 di Deutsche Bank, che delinea uno scenario di robusta crescita economica accompagnata da un progressivo riequilibrio dei rischi sui mercati.

Secondo l’analisi, il 2025 ha rappresentato uno spartiacque per l’economia mondiale: dagli aumenti dei dazi decisi dagli Stati Uniti alla svolta fiscale tedesca, fino all’accelerazione dell’intelligenza artificiale come motore strutturale di trasformazione. «Il nostro outlook conferma che l’IA continuerà a ridefinire gli equilibri economici globali, generando investimenti significativi non solo nel settore tecnologico ma anche in comparti come infrastrutture, edilizia, industria e materiali», osserva Manuela Maccia, Head of Investment Solutions & CIO Italy di Deutsche Bank.

Stati Uniti e Europa: le due locomotive del 2026

Per gli Stati Uniti, Deutsche Bank prevede una crescita sostenuta anche nel 2026. Le misure di stimolo racchiuse nel One Big Beautiful Bill Act, unite alla riduzione dei tassi da parte della Federal Reserve e alla deregolamentazione bancaria, dovrebbero continuare ad alimentare consumi e investimenti. L’inflazione, tuttavia, rimarrà un nodo da monitorare. «Il vigore della domanda americana potrebbe esercitare nuove pressioni sui prezzi, motivo per cui l’equilibrio tra politica fiscale espansiva e politica monetaria resterà cruciale», sottolinea Maccia.

In Europa, il punto di svolta è rappresentato dalla Germania, che dopo anni di immobilismo ha scelto di intraprendere un percorso più deciso sul fronte degli investimenti pubblici. Un cambiamento che, se orientato alla produttività, potrebbe imprimere nuovo slancio all’intera area euro. La BCE dovrebbe invece mantenere un atteggiamento prudente, con tassi d’interesse stabili lungo tutto il 2026.

Le dinamiche asiatiche e il ruolo della Cina

Sul fronte asiatico, il Giappone guidato dalla nuova Prima ministra Sanae Takaichi punta a una strategia di modernizzazione con maggiore spesa pubblica e riforme, mentre la Cina sta definendo il Piano Quinquennale 2026-2030, centrato su innovazione, tecnologia e maggiore autosufficienza produttiva. «La regione asiatica continuerà a rappresentare un polo di crescita, ma anche un fulcro delle tensioni geopolitiche, soprattutto sul fronte Cina-Taiwan», afferma Maccia.

Mercati finanziari: opportunità, ma con disciplina

Per il 2026, l’Outlook di Deutsche Bank prevede un andamento positivo dei mercati azionari globali, con utili attesi in crescita a doppia cifra. La domanda per tecnologie legate all’IA dovrebbe sostenere in particolare il comparto tecnologico, ma i benefici si estenderanno a un ventaglio più ampio di settori. Tuttavia, non mancano potenziali correzioni. «La volatilità resta un elemento da mettere in conto: è fondamentale mantenere disciplina, concentrarsi sui fondamentali e diversificare in modo efficace», ricorda Maccia.

Anche il mercato obbligazionario offre margini interessanti: le obbligazioni societarie presentano rendimenti reali positivi, mentre l’oro continua ad attrarre flussi grazie alla domanda delle banche centrali. Un ruolo crescente è infine attribuito agli investimenti alternativi, come private equity e infrastrutture, utili per bilanciare la crescente concentrazione nei mercati quotati.

In sintesi

Il 2026, secondo Deusche Bank, si delinea dunque come un anno di crescita solida, trainata da politiche fiscali espansive e dal dinamismo tecnologico. Ma la geopolitica e i rischi di volatilità impongono prudenza. «In uno scenario complesso come quello attuale, l’approccio vincente resta quello di guardare alle opportunità senza perdere di vista il profilo di rischio complessivo», conclude Maccia.