A cura di Gary Smith, Head of EMEA Client Portfolio Management, Fixed Income, di Columbia Threadneedle Investments
Le evidenze emerse da una recente indagine condotta tra i gestori delle riserve mondiali evidenziano un paradosso sempre più pronunciato all’interno del sistema monetario internazionale: le banche centrali continuano ad accumulare riserve valutarie, ma si mostrano sempre più riluttanti ad utilizzarle.
In un mondo caratterizzato da tensioni geopolitiche, frammentazione delle catene di approvvigionamento e shock economici ricorrenti, le riserve vengono considerate sempre meno come uno strumento di policy e sempre più come una “polizza assicurativa”.
Sebbene i gestori delle riserve si aspettino che la quota del dollaro nelle riserve globali continuerà a diminuire nel lungo termine, le notizie sulla crisi della valuta statunitense appaiono esagerate, poiché continua a beneficiare di mercati dei capitali profondi, di una liquidità senza pari e di un ruolo centrale nella finanza globale. Quello a cui stiamo assistendo non è una de-dollarizzazione, ma una graduale diversificazione.
L’oro è destinato a rimanere uno dei principali beneficiari di questo trend, poiché le banche centrali cercano una protezione aggiuntiva contro il rischio geopolitico e l’incertezza legata alle sanzioni. Allo stesso tempo, la diversificazione delle riserve sta interessando un numero sempre maggiore di valute, anziché concentrarsi attorno ad un singolo concorrente del dollaro.
L’implicazione macroeconomica più importante di questo processo è che fiducia, resilienza e sovranità finanziaria stanno acquisendo sempre più valore nel processo di definizione delle politiche monetarie. I Paesi sono disposti a pagare un prezzo più alto per la sicurezza economica, anche a discapito dell’efficienza. Questo cambiamento sta ridefinendo la gestione delle riserve, i flussi di capitale e, più in generale, l’architettura finanziaria globale.
Per ora il dollaro resta saldamente al centro del sistema, ma il trend è verso un panorama delle riserve più frammentato e diversificato. La domanda non è più se i gestori delle riserve decideranno di diversificare, ma con quale rapidità e in quale misura si spingerà questa diversificazione.
