I rapidi progressi dell’IA stanno riscrivendo le regole dei mercati finanziari, portando a livelli di concentrazione azionaria senza precedenti. Mentre l’attenzione del pubblico è tutta per i cosiddetti “Magnifici Sette”, c’è chi invita a guardare oltre il rumore di fondo, verso un giardino più variegato e, si spera, più rigoglioso nel lungo periodo. È il caso di Comgest, società di gestione globale, che attraverso l’approccio “quality growth” cerca di individuare i veri vincitori a lungo termine, lontano dalle mode del momento.
L’IA e il rischio del “giardino troppo curato”
L’entusiasmo per l’IA è innegabile. L’aumento degli investimenti nei data center, la crescente domanda di potenza di calcolo e l’espansione delle applicazioni sono indicatori che fanno ben sperare. Tuttavia, per **Zak Smerczak, Analista & Gestore del fondo Comgest Growth Global di Comgest**, non tutto ciò che luccica è oro. “Segni di sovraccapacità, riduzione dei finanziamenti, rallentamento dell’implementazione e battute d’arresto tecnologiche potrebbero rapidamente smorzare l’attuale entusiasmo per l’IA”, avverte l’analista.
Proprio per questo motivo, la filosofia di Comgest si basa su un principio semplice ma potente. “In Comgest, riconosciamo le insidie associate al rischio di concentrazione. Come ogni giardino ben curato, i portafogli prosperano grazie alla diversificazione”, spiega Comgest. “Anziché investire il portafoglio esclusivamente in titoli legati all’intelligenza artificiale, cerchiamo di coltivare la resilienza attraverso altri settori quali la sanità, i dati critici, i prodotti di consumo e i gas industriali”.
I “facilitatori” e il tesoro nascosto dei dati
Quando si parla di IA, la parola d’ordine in Comgest è selettività. La ricerca si concentra sugli anelli fondamentali della catena, i cosiddetti “facilitatori”, come Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC) . Al contrario, si tende a evitare settori troppo volatili. “In genere evitiamo settori in cui è difficile individuare i vincitori a lungo termine a causa della rapida innovazione o delle continue rivoluzioni, come i modelli di IA e i chatbot”, chiarisce Comgest.
Un esempio virtuoso di questa strategia è Intuit, il colosso del software finanziario. Sebbene non sia un’azienda di infrastrutture IA, possiede un vantaggio competitivo inestimabile nell’era dell’AI: i dati. “Il rapido progresso dell’intelligenza artificiale ha reso indispensabili dati di alta qualità. Set di dati imperfetti possono innescare allucinazioni dell’IA”, sottolinea il gestore. “Sfruttando decenni di dati proprietari e relazioni di fiducia con i clienti, Intuit è in grado di offrire tangibili aumenti di produttività alle piccole imprese”. Secondo Comgest, “a differenza delle startup di software, Intuit beneficia di decenni di dati perfezionati e di relazioni di lunga data con i clienti. Dal nostro punto di vista, questi vantaggi costituiscono formidabili barriere all’ingresso in un mercato sempre più competitivo”.
Visa e la sfida degli acquisti autonomi
La storia insegna che le rivoluzioni tecnologiche possono sostituire gli operatori storici. Ma alcune aziende dimostrano una resilienza quasi strutturale. Visa ne è l’esempio perfetto. Negli ultimi dieci anni si è adattata all’e-commerce e a Apple Pay, rimanendo l’infrastruttura invisibile dei pagamenti globali.
Oggi, la sfida si chiama assistenti virtuali basati sull’IA, in grado di fare acquisti in autonomia. “In risposta, l’azienda ha lanciato Visa Intelligence Commerce, un prodotto progettato per garantire pagamenti sicuri e affidabili in questo panorama emergente”, spiega Comgest, dimostrando come l’innovazione possa diventare un alleato per chi è capace di cavalcarla.
La chiarezza della sanità e il caso Lonza
In un mercato offuscato dall’hype tecnologico, la sanità rappresenta un faro di crescita strutturale. “Nonostante le difficoltà causate dai dazi e dalle restrizioni commerciali, continuiamo a identificare società in crescita di qualità in tutto il settore”, afferma Smerczak.
Un gioiello in questo panorama è l’azienda svizzera Lonza. Nata come centrale idroelettrica, oggi è leader nella produzione farmaceutica in outsourcing, partner di colossi come Moderna per il vaccino anti-Covid. La sua forza risiede nel mercato dei prodotti biologici. “Questi trattamenti sono più complessi e costosi da produrre rispetto ai farmaci convenzionali a causa del loro processo di produzione altamente specializzato”, commenta l’analista. Un mercato in forte espansione, che dovrebbe raggiungere i 567,7 miliardi di dollari entro il 2027, e in cui Lonza gioca un ruolo da protagonista.
In sintesi
In un’epoca dominata dai titoli sui “Magnifici Sette”, la tesi di Comgest è un invito alla diversificazione consapevole. “Pur riconoscendo il potenziale trasformativo dell’intelligenza artificiale, riteniamo che esistano opportunità durature che vanno ben oltre quelle più evidenti. A nostro avviso, la vera resilienza risiede nella diversificazione e in una profonda comprensione dei fattori strutturali di crescita in tutti i settori”. Una lezione di giardinaggio finanziario che punta a resistere alle intemperie, puntando su radici profonde piuttosto che su fioriture effimere.
