Gli esperti di Eurizon Capital SGR tracciano per il 2026 uno scenario di base ottimista, descrivendolo come il settimo anno consecutivo di crescita economica mondiale nel ciclo post-pandemia. Il quadro dipinto nell’outllok annuale prevede nel dettaglio un’espansione supportata da politiche fiscali, una politica monetaria neutrale e un’inflazione stabilizzata, seppur con alcune zone d’ombra e valutazioni di mercato che invitano alla selezione.
Il motore della crescita: USA, Europa e Cina in sintonia
«Il 2026 si prospetta essere un anno di continua crescita economica globale», scrivono gli analisti di Eurizon, indicando almeno tre ragioni a supporto: una politica fiscale ancora espansiva negli USA e in Europa, una politica monetaria che raggiunge la neutralità su entrambe le sponde dell’Atlantico, e le elezioni di midterm negli Stati Uniti, che spingeranno l’amministrazione Trump a «prevenire turbolenze economiche».
Per la Cina, gli esperti evidenziano come le autorità stiano dosando gli stimoli «in modo calibrato per mantenere la crescita in linea con l’obiettivo del 5% annuo», rappresentando così «un elemento di stabilizzazione per la crescita globale».
Inflazione sotto controllo, banche centrali in stand-by
Un punto di forza dello scenario è la stabilità dei prezzi. «Nell’Eurozona, il ritorno al 2% è ormai consolidato», sottolineano da Eurizon. Negli USA, l’introduzione di dazi commerciali non ha riacceso l’inflazione, stabilizzatasi «poco sotto il 3%». Questo contesto permetterà alle banche centrali di mantenere una posizione neutra: la Fed completerà il ciclo di tagli dei tassi, mentre la BCE, dopo gli otto tagli del 2024-2025, «dovrebbe mantenere la politica monetaria invariata per tutto l’anno».
Mercati finanziari: opportunità tra debito e azionario selettivo
Per i mercati finanziari, la combinazione di crescita e inflazione stabile «disegna un quadro di supporto, in continuità con il 2025».
Obbligazioni. I titoli di Stato mantengono appeal, poiché «i flussi cedolari che generano superano l’inflazione» e offrono protezione in caso di rallentamento. Sul credito, gli spread sono stretti ma continuano a rappresentare «una fonte di rendimento aggiuntivo» rispetto ai bond governativi.
Azionario. Le borse potrebbero continuare a salire, sostenute dagli utili. Tuttavia, gli esperti di Eurizon invitano alla cautela sulle valutazioni: «I riflettori sono puntati sul settore tecnologico statunitense, i cui multipli sono più alti della media di medio termine». La differenza rispetto alla bolla del 2000 è che oggi le sopravvalutazioni non sono sistematiche: «Le valutazioni in Europa e nei mercati emergenti sono in linea con le medie di lungo periodo».
Valute. Il dollaro, dopo la debolezza del 2025, si è stabilizzato. Il ciclo di tagli della Fed rimane un fattore di pressione, ma «l’indebolimento del dollaro potrebbe potenzialmente continuare nel corso dell’anno, sebbene non allo stesso ritmo del 2025».
Rischi in agguato: delusione macro o rallentamento dell’AI
Lo scenario base non è esente da rischi. Gli analisti individuano possibili “delusioni macro” negli USA, legate a una persistente debolezza del mercato del lavoro o a un rallentamento degli investimenti in Intelligenza Artificiale. In Europa, il pericolo potrebbe venire da ritardi nell’attuazione dei piani di spesa per difesa e infrastrutture. Dall’altro lato, una crescita più forte del previsto spingerebbe le banche centrali a essere meno accomodanti, pur beneficiando gli utili societari.
In sintesi
Il 2026, secondo gli esperti di Eurizon, si profila come un anno di consolidamento in un ciclo di crescita maturo. La ricetta degli esperti di Eurizon sembra essere un mix di fiducia nella continuità dell’espansione e prudenza nella selezione degli asset, in un mercato dove le facili rendite da compressione degli spread sono ormai storia passata e il valore deve essere cercato con maggiore attenzione.
