“Le azioni statunitensi hanno ancora spazio per salire nel breve termine e nel corso del 2026“. Parola Mark Haefele, Chief Investment Officer di Ubs Global Wealth Management che delinea un percorso ottimista per l’S&P 500, con un obiettivo di 7.300 punti a giugno 2026 e di 7.700 a fine anno.
Il nervosismo dei mercati, destinato forse ad aumentare questa settimana con l’attesa di dati cruciali come i salari non agricoli e le decisioni di diverse banche centrali, non scalfisce la fiducia degli strategisti di Ubs GWM. “Manteniamo la visione che le azioni statunitensi possano salire ulteriormente nel breve termine e verso il 2026”, si legge in un recente report, che attribuisce questa prospettiva a tre pilastri fondamentali.
Il vero valore dell’IA si sposta alle applicazioni
Il primo è l’evoluzione della narrativa sull’IA. Gli analisti evidenziano come gli utili di Oracle e Broadcom confermino che il mercato non premia più solo gli aumenti di spesa in capitale o di ordini inevasi. “Storicamente, l’innovazione trasformativa ha dimostrato che la maggior parte della cattura del valore si accumula al livello applicativo – alle società che sfruttano le nuove tecnologie per guidare la crescita del flusso di cassa”, si legge. “A nostro avviso, la narrativa sull’IA si sta spostando verso questi beneficiari del livello applicativo”. Con l’adozione dell’IA tra le aziende USA salita al 17% dal 10%, il suo impatto si sta ampliando oltre la tecnologia verso settori come la sanità e la finanza.
Crescita degli utili robusta e Fed accomodante
Il secondo pilastro è l’aspettativa di una solida crescita degli utili aziendali, stimata attorno al 10% per l’S&P 500 nel 2026. Il terzo è il previsto proseguimento del ciclo di allentamento della Fed. “Crediamo che i dati di questa settimana sosterranno una riduzione dei tassi di interesse nel primo trimestre del 2026, creando uno sfondo favorevole per le azioni”, afferma il report. Storicamente, le azioni performano al meglio quando l’economia non è in recessione e la Fed sta allentando la politica monetaria.
In questo contesto, Haefele, e il suo team consigliano agli investitori di posizionarsi per beneficiare del rally atteso, aumentando l’esposizione verso tech, sanità, utilities e banche per chi è sotto-pesato sul mercato USA.
Anche l’oro è destinato a salire ancora secondo Ubs GWM
Il report dedica un focus anche all’oro, che dopo il terzo taglio dei tassi della Fed sta sfiorando i massimi storici, toccando 4.325 dollari l’oncia. Ubs GWM vede ulteriore spazio di crescita: “Prezzi dell’oro a 4.500 dollari/oncia entro giugno 2026“, si legge, supportati da rendimenti reali potenzialmente più bassi, debolezza del dollaro, incertezze geopolitiche e forte domanda delle banche centrali. L’oro rimane, nella loro visione, un efficace diversificatore di portafoglio.
In sintesi
Il quadro tracciato da Ubs GWM è dunque di fiducia cauta, ma ben motivata: la pausa di riflessione dei mercati non è vista come un’inversione di tendenza, ma come una fase in un percorso rialzista che ha ancora sostanza su cui contare, dalla maturazione dell’IA alla politica monetaria accomodante.
