Nonostante il restringimento dello spread tra i rendimenti decennali e biennali statunitensi, gli esperti di Ubs Global Wealth Management invitano alla cautela. In un report a cura di Mark Haefele e del suo team, si analizzano le prospettive economiche, il mercato delle materie prime e le decisioni della Reserve Bank of Australia.
Il segnale della curva dei rendimenti
Negli ultimi tempi, il divario tra i rendimenti dei Treasury a 10 e 2 anni si è ridotto a poco meno di 30 punti base. Questo fenomeno, noto come appiattimento della curva, avviene quando i rendimenti a breve termine salgono più rapidamente di quelli a lungo termine. Tale dinamica solleva il timore che i Treasury a 10 anni possano presto rendere meno di quelli a scadenza più breve, creando un’inversione che storicamente ha preceduto le recessioni negli Stati Uniti. L’appiattimento si è accelerato dopo l’aumento dei tassi da parte della Federal Reserve, con il mercato che prezza almeno tre ulteriori incrementi di un quarto di punto nell’arco dell’anno.
Tuttavia, secondo Haefele, gli investitori non devono trarre conclusioni affrettate. “La curva indica che la politica monetaria sta diventando più restrittiva, ma il risultato economico dipenderà da quanto la Fed aumenterà effettivamente i tassi e se l’attività, l’occupazione, gli utili e le condizioni del credito si deterioreranno successivamente”, scrive Haefele. Inoltre, il rapporto tra inversione e recessione non è meccanico: i dati Bloomberg indicano un anticipo medio di circa 15 mesi prima di una recessione dal 1978, con un intervallo che va da sei mesi a due anni, mentre le inversioni del 2022 non sono state seguite dalla tanto attesa flessione.
La resilienza dell’economia americana
La view di Ubs GWM rimane quella di un’economia statunitense sufficientemente resiliente da assorbire l’impatto di una politica monetaria moderatamente più restrittiva. L’attività economica rimane solida: prima dei dati ISM, l’indice PMI composito statunitense di S&P Global per settembre ha registrato la lettura più forte dal luglio 2021, con la quarta accelerazione mensile consecutiva. “Il nostro scenario di base prevede che la Fed aumenti i tassi ancora una volta a dicembre prima di mantenerli stabili, piuttosto che attuare il più esteso irrigidimento riflesso nei prezzi di mercato attuali”, afferma Haefele. Con il modello della Fed che suggerisce che ulteriori 50 punti base di restringimento ridurrebbero la crescita economica solo di pochi decimi di punto percentuale, gli attuali dati sull’attività sembrano incoerenti con una imminente recessione.
La domanda delle famiglie rimane supportata, nonostante l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan sia sceso ai minimi di quattro mesi a settembre. La solida sicurezza del lavoro e i risparmi delle famiglie superiori alla norma dovrebbero contribuire a mantenere resiliente la spesa dei consumatori. Anche gli utili aziendali sono robusti: la stagione degli utili più recente è stata forte sia nei risultati riportati che nelle previsioni future, mentre gli investimenti continui nell’intelligenza artificiale forniscono un ulteriore vento in poppa. Ubs GWM prevede una crescita degli utili dell’S&P 500 del 25 per cento quest’anno e del 14 per cento nel 2027.
Le opportunità per gli investitori
Alla luce di queste considerazioni, Haefele suggerisce agli investitori di mantenere posizioni orientate a ulteriori guadagni azionari, con la diversificazione al centro della propria esposizione. “Continuiamo inoltre a valutare il reddito fisso come attraente e riteniamo che gli investitori debbano calibrare sia il rischio di credito che la duration in base ai propri obiettivi e orizzonti di investimento”, afferma. Gli investitori più orientati al reddito potrebbero preferire obbligazioni a scadenza breve per ridurre il rischio di duration, mentre coloro che possono tollerare la volatilità potrebbero considerare opportunità tattiche in obbligazioni di alta qualità a media e lunga scadenza.
Il settore sanitario e le materie prime
Nel settore sanitario, le aziende europee prevedono il 2026 come anno di transizione, seguito da una crescita degli utili più forte nel 2027. La domanda strutturale e l’innovazione continua supportano le prospettive a lungo termine, con i ricavi annuali nel mercato globale della longevità che potrebbero salire a 8 trilioni di dollari entro il 2030.
Per quanto riguarda l’oro e l’argento, entrambi hanno toccato nuovi minimi di sette settimane a causa delle rinnovate pressioni di vendita, intensificatesi dopo il rifiuto del presidente statunitense Trump di una proposta iraniana. “Il rischio di rendimenti reali statunitensi più elevati a lungo rappresenta un vento contrario per i metalli preziosi, e le tensioni al riguardo probabilmente aumenteranno la volatilità a breve termine nelle materie prime”, scrive Haefele. Tuttavia, Ubs rimane costruttiva sull’oro e sull’argento, con il primo sostenuto dalla diversificazione delle riserve e dal suo ruolo di diversificatore strategico di portafoglio, e il secondo dalla domanda strutturale dei data center, delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dell’elettrificazione.
La decisione della RBA
Infine, la Reserve Bank of Australia ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base al 4,6 per cento, il livello più alto dal novembre 2011. Secondo la banca centrale, l’inflazione rimane elevata e alcuni rischi al rialzo segnalati ad agosto si stanno materializzando. “La decisione della RBA era ampiamente attesa, sebbene il comunicato appaia di tono hawkish”, commenta Haefele. Il dollaro australiano rimane la valuta del G10 con le migliori performance quest’anno, ma un movimento direzionale sostenuto potrebbe essere limitato nei prossimi mesi. Ubs prevede che l’AUDUSD si muova verso 0,73 nell’arco dell’anno.
