Ray Dalio torna a mettere in guardia sul debito americano. Parlando a Bloomberg durante un evento a Singapore, il noto investitore ha spiegato che gli Stati Uniti potrebbero affrontare una crisi legata al proprio debito entro i prossimi tre anni. Un avvertimento che arriva in una fase complicata per la finanza pubblica di molti Paesi, non solo degli USA.
L’allarme del guru
Dalio, del resto, non è nuovo a questo tipo di previsioni. Ha parlato più volte di una sorta di bomba a orologeria pronta a esplodere, capace di stravolgere gli equilibri finanziari mondiali.
Il nodo dei capitali esteri
Il suo ragionamento prende le mosse dalla dipendenza di Washington dai capitali che arrivano dall’estero, in particolare da Cina e Giappone, che acquistano i titoli del debito americano. Secondo il fondatore di Bridgewater Associates, i cinesi non hanno più intenzione di continuare ad accumulare questi titoli, sia per ragioni geopolitiche sia per motivi economici. Quando tra creditore e debitore esiste anche un rapporto di rivalità, ha spiegato, la gestione diventa molto complicata.
Il caso della Cina e quello del Giappone
Il riferimento è al fatto che la Cina sta progressivamente riducendo il proprio stock di debito statunitense già da tempo, e questo non permette agli USA di contare sugli acquisti di Pechino per collocare grandi quantità di titoli. Per quanto riguarda il Giappone, invece, la situazione appare meno chiara: c’è stato un rallentamento evidente, ma non è spiegato su quali basi Dalio fondi la sua convinzione che Tokyo non sia più un partner affidabile su questo fronte.
I tempi della possibile crisi
In ogni caso, secondo l’investitore, se la traiettoria dovesse restare questa, la crisi potrebbe materializzarsi già nell’arco di tre anni.
Le difficoltà non riguardano solo gli Stati Uniti
Va detto che le difficoltà non riguardano soltanto gli Stati Uniti. Lunedì il governatore della banca centrale francese è intervenuto per chiedere alla politica di agire in modo da rendere sostenibile il deficit di Parigi, avvertendo del rischio di soffocamento causato dagli interessi sul debito, sempre più elevati. La situazione francese è considerata tra le più critiche e, vista la dimensione del debito e il peso dell’economia transalpina nella zona euro, alcuni temono che l’effetto possa propagarsi anche all’Italia e ad altri paesi europei.
