Obbligazioni sotto pressione e il ritorno dei “bond vigilantes”

I rendimenti dei bond con scadenze lunghe sono ai livelli più alti degli ultimi anni e la volatilità sul mercato obbligazionario, misurata dall’indice MOVE, è vicina ai massimi raggiunti ad aprile.

Secondo Kristina Hooper, chief market strategist di Man Group, è fondamentale inquesto contesto ribadire un concetto che sfugge a una lettura superficiale: “l’aumento dei rendimenti a lungo termine non è solo il risultato delle aspettative di inflazione“. Hooper sottolinea poi come si sia assistito a “una forte mobilitazione dei bond vigilantes, che stanno punendo quei Paesi che reputano non sono fiscalmente disciplinati”. Un fenomeno, questo, che “si può notare dai rendimenti in tutta Europa nell’ultima settimana, dove si è registrata una maggiore differenziazione in base a come viene percepita la disciplina fiscale del singolo paese”.

Il caso americano e il deficit fuori controllo

Lo sguardo dell’analista si sposta poi oltreoceano, con una nota di preoccupazione: “Purtroppo, gli Stati Uniti presentano un rapporto deficit/PIL di gran lunga superiore rispetto ad alcuni paesi europei, pari a circa il 6%”, e soprattutto, “non abbiamo visto nessuno sforzo serio da parte dei legislatori statunitensi per cercare di ridurre il deficit”.

Il rischio nascosto del debito legato all’intelligenza artificiale

Un altro fronte caldo individuato da Hooper riguarda “i rischi derivanti dalla continua emissione di debito legato all’AI”. L’autrice non usa mezzi termini: “Ci sono dubbi molto concreti sul fatto che i data center sottostanti diventeranno obsoleti più rapidamente rispetto alle scadenze del debito ad essi correlato, il che potrebbe spingere i rendimenti di quelle obbligazioni ancora più in alto”. A questo si aggiunge un fattore sociale e politico: “La crescente opposizione alla costruzione di data center per l’AI – l’opinione pubblica su questo tema è cambiata molto rapidamente – potrebbe influire anche sulle azioni legate all’AI”.

Aste a rischio e il pericolo “bidless”

Hooper invita a “prestare molta attenzione ad alcune aste di obbligazioni a lungo termine statunitensi in programma questa settimana”. Il termine “bidless”, usato da alcuni per descrivere queste obbligazioni a lungo termine, “mi sembra un’esagerazione”, precisa l’esperta, “ma ritengo che la domanda potrebbe essere debole, il che non farebbe che aumentare ulteriormente i rendimenti sul segmento a lungo termine”.

La tempesta sui mercati azionari e la strategia per gli investitori

La conclusione dell’analisi di Hooper è un avvertimento per il mese in corso: “Ancora più importante, penso che dovremmo essere preparati alla possibilità di una significativa ondata di vendite sul mercato azionario questo mese”. La raccomandazione finale per chi investe è chiara: “Gli investitori trarrebbero probabilmente vantaggio da una buona diversificazione e dall’assicurarsi un’adeguata esposizione ad asset class a bassa correlazione, comprese le strategie alternative”.